Emozioni e Luoghi da Ricordare
Copenaghen ti accoglie con la sua anima nordica, elegante e colorata. Appena atterrato, il viaggio in metro verso il cuore della città è già un assaggio di efficienza e modernità. Il quartiere latino ti invita a perderti tra caffè, negozi alternativi e atmosfere rilassate, dove ogni angolo racconta una storia. La magia dei Giardini di Tivoli ti avvolge la sera: luci, installazioni artistiche e spettacoli che trasformano il parco in un sogno. Passeggiando tra le vie, il profumo di cannella e cioccolato ti guida verso una colazione danese autentica, mentre la città si risveglia lenta e gentile. Il ponte Cirkelbroen ti porta verso Christiania, dove la libertà si respira tra graffiti, case colorate e sculture di troll. Ogni passo è una scoperta, ogni edificio un racconto di indipendenza e creatività. Slotsholmen ti svela la storia della Danimarca: il Palazzo Christiansborg, la Biblioteca Reale e i canali che riflettono secoli di potere e cultura. Il mercato Torvehallerne è un tripudio di sapori, tra smørrebrød e dolci tipici, mentre la Rundetårn ti regala una vista mozzafiato sulla città. Le piazze storiche e la via Strøget pulsano di vita, tra shopping e tradizioni. Il Castello di Rosenborg custodisce i gioielli della corona, simbolo di eleganza e storia. Le case di Nyboder e Krusemyntegade dipingono la città di giallo e colori vivaci, mentre la cittadella di Kastellet ti invita a camminare sulle sue mura erbose.
La Sirenetta, piccola e fiera, ti aspetta sul porto, mentre la Fontana di Gefion racconta leggende nordiche. Un giro in traghetto ti mostra Copenaghen dall’acqua, tra palazzi reali e canali pittoreschi. Nyhavn, con le sue case colorate e le barche storiche, è il luogo dove il tempo sembra fermarsi.
Ogni pasto è un viaggio: aringhe, polpette, dolci di sfoglia e birra Carlsberg. Ogni locale, un abbraccio caldo nelle fredde giornate nordiche.
Alla fine, Copenaghen ti resta nel cuore: una città che si vive a piedi, che sorprende e accoglie, dove ogni dettaglio è poesia. Una città che ti fa venir voglia di tornare. Perché, diciamolo, chi non vorrebbe un altro weekend così?
📘 Indice del post
- ✨ Perché scegliere Copenaghen
- 🌤️ Quando andare a Copenaghen?
- 🚲 Come muoversi a Copenaghen
- 🏨 Dove pernottare a Copenaghen
- 🗺️ Itinerario e attrazioni imperdibili
- 📍 Giorno 1
- 📍 Giorno 2
- 📍 Giorno 3
- 📍 Giorno 4
- 🍽️ Cosa mangiare a Copenaghen
- 📚 I libri e Copenaghen
- 🎬 Il cinema e Copenaghen
Perché scegliere Copenaghen
Copenaghen è stato il nostro ultimo veloce viaggio fuori dall'italia. E' una capitale che può essere visitata in un weekend, meglio se lungo. Copenaghen terra di Vichinghi….. Si trova sull’isola di Selandia, la più grande isola della Danimarca. I primi insediamenti sull'Isola della Selandia risalgono al 12.000 a.C, ma è solo nel 1043 che si ha la prima citazione storica della cittadina ("Havn") . Data la sua favorevole posizione divenne subito un importante centro commerciale e nel 1167 venne fortificata dal vescovo Absalon, proprio nel punto in cui oggi si erge il palazzo di Christiansborg. Se volete approfondire la storia dei Vichinghi a Copenaghen potete visitare il Museo Nazionale della Danimarca , che ospita numerosi tesori appartenenti a questo popolo, oppure il Museo delle Navi Vichinghe a Roskilde ( 35 km da Copenaghen).
Ma al di là della storia vichinga, Copenaghen merita di essere visitata perchè integra perfettamente storia e modernità. È un centro globale per design, architettura e arte, con edifici moderni affiancati a palazzi storici, come il Teatro dell'Opera o il Municipio. L'atmosfera che si respira è sicuramente rilassata , non a caso qui troverai tantissimi souvenir con la parola Hygge. E' una parola danese, non traducibile direttamente, ma che evoca comfort, sicurezza, intimità e benessere. Significa godersi le cose semplici: leggere, chiacchierare con amici, stare in casa, accendere candele, bere cioccolata calda. È una filosofia nazionale, parte del DNA danese, che contribuisce alla loro felicità. E' una città che unisce il fascino delle favole di Andersen (con la statua della Sirenetta) a maestosi castelli come Rosenborg e Amalienborg, e il magico parco divertimenti di Tivoli.
Copenaghen è una cittadina che si visita bene a piedi o in bici : lo sapevi che è famosa per le sue ampie piste ciclabili e l'approccio "green"? Se invece hai bisogno di spostarti più rapidamente e comodamente, puoi utilizzare la metro, veloce e altamente tecnologica.
Quando andare a Copenaghen?
E' una città bella da vedere in qualsiasi stagione. In Primavera o in estate ovviamente le temperature sono più calde e le giornate durano fino alle 22. I ristorantini e i caffè si animano nei loro spazi esterni. Girare in bicicletta è sicuramente più piacevole, ma d'inverno assume un fascino del tutto particolare. Da Novembre ai giorni precedenti il natale troverai mercatini presso Højbro Plads Julemarked. Da metà novembre fino ai primi giorni di gennaio mercatini anche dentro il Parco Tivoli e presso Kongens Nytorv. Se poi avete la fortuna di una spolverata di neve il fascino aumenta ulteriormente!
Come muoversi a Copenaghen
La metro a Copenaghen è fantastica. Veloce, pulita, sicura. Appena arrivati all'areeoporto possiamo prenderla per recarsi in città. Dal terminal degli arrivi seguire le indicazioni per" baggage claim" ( ritiro bagali). Appena prima dei nastri trasportatori, sulla destra, c'è corridoio che porta in direzione della metro.
Occorre prendere la M2 ( linea gialla ) e scendere alla fermata Kongens Nytorv se vogliamo pernottare zona canali oppure qui cambiare e prendere la linea che ci serve ( vedi mappa più sotto). Potrai acquistare i biglietti in aeroporto alle macchinette oppure dall'App Copenaghen card. Se i tuoi piani di viaggio includono molti spostamenti con i mezzi, anziché il singolo biglietto, valuta invece la convenienza di un abbonamento tra quelli disponibili. Inoltre la card comprende :
- i trasporti pubblici illimitati;
- l’ingresso gratuito a più di 80 attrazioni da visitare;
- tanti sconti in bar, ristoranti e per guide turistiche;
- la possibilità di portare gratuitamente due bambini di età inferiore ai 10 anni, compresa nel prezzo.
E' importante calcolare bene se conviene o meno.
Il consiglio è:
1)pianifica tutte le attrazioni che vuoi visitare
2) per ogni attrazione scopri se è compresa nell'elenco della card e il costo del biglietto
3) calcola approssimativamente l'utilizzo della metro per gli spostamenti nei giorni che sarai a Copenaghen
4) Tira le somme e vedi se ti conviene fare la card
Noi l'abbiamo fatta e ci siamo resi conto che forse avremmo potuto farne a meno. Anche perché , la cosa noiosa, è che se hai la card non puoi prenotare il giorno e l'orario di visita alle attrazioni. Ti devi recare lì , andare alla cassa , mostrare la card sul telefono e solo allora scoprire se c'è posto o se devi tornare più tardi o un altro giorno. A noi è successo al castello di Rosenborg : ci siamo presentati alle 10.00 ma il primo posto disponibile era alle 14.20. Quindi abbiamo cambiato il nostro itinerario.
La card può essere fatta dalla app in qualsiasi momento ed attivarla nel momento in cui atterriamo . La decorrenza sarà da quel momento.
Il costo della Copenaghen Card varia a seconda della sua durata. I bambini da 0 a 9 anni viaggiano gratuitamente con il titolare adulto della Card, fino ad un massimo di due. Gli adulti sono tutti coloro che hanno almeno 16 anni, per cui è previsto il costo standard. Mentre, i ragazzi da 10 a 15 anni hanno diritto ad una Card “ridotta”, in termini di costo, ridotto di circa il 50%. Ecco una tabella che riepiloga i vari tagli e i rispettivi costi:


Andate sul seguente link https://copenhagencard.com/
Dove pernottare a Copenaghen
A mio parere le zone migliori dove pernottare sono:
Kongens Nytorv perché zona di arrivo della metro direttamente dall'areoporto e vicino ai canali, con tutti i ristorantini.
Rådhusplads, la piazza del municipio, perché proprio accanto ai giardini Tivoli e alla via Strøget, la via dello shopping. Anche questa zona piena di ristoranti.
Noi abbiamo pernottato in un hotel affacciato su questa piazza, il citizenM Copenhagen Radhuspladsen , hotel moderno, molto essenziale, fascia di prezzo media, con reception al 7° piano, con terrazza affacciata sulla piazza. Prenotato con Booking.
Itinerario e attrazioni imperdibili
Giorno 1
Trasferimento da Areoporto all'Hotel
Radhuspladsen
Giardini Tivoli
Se decidete di pernottare zona Tivoli, una volta arrivati in hotel, vi consiglio di fare check in e dirigervi ai Giardini Tivoli. L'ingresso principale dista 400 metri dalla Radhuspladsen, la piazza del municipio, centro nevralgico della città.
Il Municipio di Copenaghen fu inaugurato nel 1905, seguendo il progetto dell'architetto danese Martin Nyrop, che creò una decorazione con innumerevoli rimandi alla storia di Copenaghen. Sulla facciata, per esempio, è possibile scorgere la figura del vescovo guerriero Absalon, fondatore della città. L’edificio cittadino è affiancato dalla possente torre Municipale (Radhustarnet) alta più di 100 metri con orologio e guglia campanaria da cui si ha una suggestiva veduta sui tetti della città. La sala d’ingresso del Municipio accoglie il monumentale orologio astronomico di Jens Olsen a 12 quadranti ( ci sono voluti ben 27 anni per costruirlo) mentre all’interno, in posizione trasversale, si trova la grande sala consiliare. A sinistra dell’edificio comunale, svetta la Torre dell’orologio. Con i suoi 105,6 metri d’altezza, è una delle costruzioni più alte di Copenaghen: percorrendo i suoi 298 gradini (non c’è l’ascensore!) si può salire in cima, e da lì godere del panorama spettacolare su tutta la città. Cliccate sul link sottostante per orari e info aggiornate ( NB il biglietto di ingresso è incluso nella CPH Card)

Dicevamo di Tivoli: è il secondo parco divertimenti più antico al mondo, risalente addirittura al 1843. Georg Carstensen, un ufficiale danese , convinse Re Cristiano VIII a concedergli un terreno, sostenendo che "quando la gente si diverte, non pensa alla politica". Da qui nacquero i giardini, che già nel nome si ispiravano alla famosa località italiana e ai giardini parigini.
Halloween e Natale sono indubbiamente i periodi più carichi di atmosfera in cui visitarlo, ma anche Pasqua e l’estate hanno molto da offrire tra spettacoli ed eventi. I Giardini di Tivoli sono aperti indicativamente dall'inizio di aprile agli ultimi giorni di settembre, con aperture straordinarie tra Natale e Capodanno e Halloween. All’interno si trovano giostre dallo stile vintage, montagne russe, palchi all’aperto, negozi e ristoranti. Il parco acquisisce ancora più fascino la sera quando al calar del sole si accendono le luci. Il biglietto di ingresso per i giardini è incluso nella CPH Card. Dopo essere entrato, puoi anche uscire e rientrare più tardi nell'arco della giornata: ti verrà apposto un piccolo timbro sul dorso della mano. Tenete presente però, che il biglietto per le singole attrazioni va pagato in loco: la card da diritto soltanto ad entrare. Di seguito il link con orari e tariffe aggiornati.


Noi, come vedete dalla foto, siamo stati durante il periodo di Natale e ci è piaciuto molto. Tante luci, negozietti con souvenir e decorazioni natalizie, vin brulè e spettacolo di luci sul lago ogni 30 minuti dalle 19.00 alle 21.00 Per mangiare ci sono alcuni ristoranti, ma non ci hanno ispirato particolarmente. Abbiamo provato ad entrare nel Tivoli Food Hall ( si può entrare sia da dentro il parco che da fuori) ma praticamente è come un grande mercato con tante postazioni di cibo da tutte le parti del mondo. Pochissimi posti a sedere. Preso d'assalto...abbiamo lasciato perdere. Siamo invece andati a cena in un ristorante subito accanto all'ingresso principale di Tivoli. Si tratta di AHB TIVOLI. A Hereford Beefstouw è una catena di ristoranti di alta cucina a Copenaghen. Fin dalla sua fondazione nel 1971, la cucina eccellente, gli interni eleganti e il servizio impeccabile sono stati i tratti distintivi di A Hereford Beefstouw. Appena entri ti viene chiesto se vuoi cenare in stile fast food, con hamburger e panini che poco hanno in comune con i fast food più conosciuti, o se invece vuoi accomodarti al ristorante vero e proprio. Noi abbiamo provato il ristorante e mai scelta è stata più azzeccata. Ci hanno fatto accomodare ad un tavolo con vista sul laghetto del parco Tivoli. Abbiamo scelto un filetto con patate arrosto....fenomenale! Penso uno dei migliori che io abbia mai mangiato in vita mia. La spesa non è da poco ( 120 euro in due solo una portata, pane tostato e burro, birra e acqua) ma siamo usciti soddisfatti.
Giorno 2
Palazzo di Christiansborg
Christiania
Cirkelbroen
Antica biblioteca reale
Mercato Torvehallerne KBH
Rundetårn
Gråbrødretorv
Via Strøget

Itinerario a piedi di circa 7 km ( se non prendete metro)
La mattina successiva iniziamo passando davanti al Palazzo di Christiansborg. Una passeggiata di circa 1 km dall'hotel. Purtroppo durante il periodo in cui siamo stati non era visitabile ma controllate sul sito ufficiale di cui trovate il link qui sotto. Orari : Tutti i giorni dalle 10:00 alle 17:00. Da ottobre a marzo è chiuso il lunedì. Luglio e agosto fino alle 18:00.
Oggi il palazzo è diviso a metà con il Parlamento nell’ala sud e la Corte Suprema e l’Ufficio del Primo Ministro nell’ala nord. Diverse parti del palazzo sono aperte al pubblico:
1) Le rovine del palazzo: il palazzo di Absalon, risalente al 1167 e il palazzo ricostruito dopo l'incendio del 1794. La mostra ospita anche le rovine delle antiche mura e del fossato, un'ottima opportunità per ripercorrere i quasi nove secoli di storia di questo edificio regale.
2) Gli appartamenti reali: la parte più interessante della visita del Palazzo di Christiansborg è costituita dagli appartamenti reali, che consentono di immaginare alla perfezione come doveva essere la vita dei monarchi. I corridoi del castello sono decorati con ritratti della Famiglia Reale di Danimarca e ogni stanza ha una funzione ben precisa. Negli appartamenti del re e della regina spiccano soprattutto la biblioteca reale, la sala del trono, la sala dei ricevimenti e l'impressionante salone degli arazzi. Quest'ultima sala può ospitare fino a 400 invitati ed è la più sontuosa del palazzo. Non per niente è quella scelta dalla Regina Margherita II per celebrare eleganti eventi internazionali.
3) Le scuderie e la cavallerizza: nelle scuderie reali è possibile vedere antiche carrozze d'epoca, utilizzate nei secoli dalla Famiglia Reale danese, così come i meravigliosi Cavalli della Corona, ancora oggi al servizio della Guardia Reale. Pensate che, a metà del XVIII secolo, le stalle del Palazzo di Christiansborg arrivarono ad ospitare oltre 250 esemplari equini!
4) Belvedere della torre di Christiansborg: salire fino in cima alla torre di Christiansborg è un must, oltre ade essere gratis! L'entrata alla Torre di Christiansborg rimase un segreto per quasi un secolo, quando potevano accedervi soltanto alcuni membri della nobiltà.

Da qui proseguiamo verso il quartiere di Christiania: è un quartiere di Copenaghen che si è auto proclamato autonomo, abitato da circa 850 residenti. La cosa meravigliosa è che a Christiania non circolano auto. Tutto nacque agli inizi degli anni '70, quando una zona del quartiere di Christianshavn, usata a scopi militari, venne abbandonata e alcune famiglie di Copenaghen decisero di stabilirsi lì, con il desiderio di vivere lontano dalle norme imposte dalla società. Ben presto arrivarono altre famiglie, attratte da questa idea di libertà, dando vita ad una comunità hippie dotata di regole proprie. Nasceva così la Città Libera di Christiania. Per anni lo status legale della zona è rimasto in un limbo, mentre il governo danese tentava, senza successo, di espellere gli occupanti. I residenti del borgo, dopo varie vicissitudini, sono riusciti a raggiungere un accordo con il governo danese per il riconoscimento di Christiania come suolo autogestito. La comunità si è basata per decenni sul principio dell'autodeterminazione e della proprietà collettiva. Esperimento sociale unico al mondo e attrazione turistica, utopia vivente basata sui principi del rispetto e del libero arbitrio. Rinomata per la sua via principale, la pusher street, dove l'hashish viene venduto in piccoli chioschi. Christiania ha comunque delle regole che vietano le droghe pesanti. Essa è finalmente riuscita, nel maggio del 2011, ad acquistare il proprio territorio dal governo danese e ora i suoi membri dispongono di maggiore libertà esecutiva.
Visitare Christiania è totalmente sicuro: non ci sono problemi di violenza o vandalismo! Vi basterà rispettare la privacy degli abitanti locali e prestare attenzione ai cartelli che proibiscono le fotografie in determinati luoghi, come Pusher Street.
Ci sono centinaia di edifici a Christiania, di tutti i tipi di forme, dimensione e colore: da vecchi edifici militari a elaborate case riccamente decorate da graffiti e dipinti. Il modo migliore per vederli è senza dubbio camminare per le vie del quartiere senza una meta. Da non perdersi Green George, un gigantesco Troll in legno di scarto riciclato dai rifiuti di un retrobottega. Fa parte di un progetto dell'attivista ambientalista @thomasdambos che comprende una marea di statue in materiale riciclato, dei veri e propri giganti sparsi per la periferia della capitale danese, immersi nella natura più rigogliosa o nascosti negli angoli più singolari della città.

Torniamo indietro passando dal quartiere di Christianshavn . Questo si snoda su diverse isole artificiali tra le isole di Zelanda e Amager ed è separato dal resto del centro città dal porto interno. Qui potete prendere la metro, se siete stanchi, o proseguire a piedi e attraversare il ponte ciclopedonale denominato Cirkelbroen (Circle Bridge). Progettato dall'artista tedesco Olafur Eliasson, sorge proprio di fronte alla Royal Library ed è composto da cinque piattaforme circolari con l'albero centrale, tutte di diverse dimensioni e leggermente intersecate che collegano le due sponde del canale.
Il Cirkelbroen nasce con l'intento di creare nuovi spazi sul waterfront, di avvicinare le persone al mare e di incoraggiarli a rallentare un po' facendo una pausa...è una sorta di 'elogio della lentezza'.

Proseguiamo verso il museo della Guerra, se interessati ( 1 km a piedi) o verso il grande edificio nero in marmo e vetro affacciato sul canale: si tratta dell’ampliamento dell’antica biblioteca reale, in netto contrasto con lo stile dell’edificio originale costituito da piccoli mattoni rossi. Una volta entrato nel cosiddetto “Diamante nero” potrai visitare (gratuitamente) sia la parte nuova che quella antica della biblioteca, collegate dall’interno. Al termine della visita non dimenticare di raggiungere i giardini della biblioteca reale per vedere come appariva originariamente questo edificio.
Da qui raggiungiamo il mercato Torvehallerne KBH per pranzo. ( 1,4 km) L'ampia area centrale all’aperto e i due padiglioni in acciaio e vetro offrono numerosi stand dove fare la spesa e fermarsi a gustare deliziosi cibi dolci e salati. I prezzi non sono bassissimi. Noi abbiamo trovato posto al bancone nei pressi di " Tapa del toro" e abbiamo provato un incrocio fra le tapas spagnole e i caratteristici Smørrebrød: dei crostini con sopra prosciutto, o salmone, o arinche o verdure. Varietà incredibile. Ne abbiamo presi 4 a testa , una bottiglia di acqua e una birra per l'equivalente di circa 40 euro.

Dopo pranzo proseguiamo la nostra " scarpinata" addentrandoci nei vicoli del centro storico, con gli scorci delle vie meno affollate fino a raggiungere la torre Rundetårn ( 600 metri). Purtroppo causa lavori non siamo riusciti a vedere il telescopio del 1929 e le mappe celesti delle costellazioni disegnate dagli astronomi dell'epoca. A gennaio, infatti, la cupola da tre tonnellate dalla cima della Torre Rotonda sarà sollevata per un restauro completo e sicuro. È un evento raro e un passo importante verso la salvaguardia del più antico osservatorio astronomico funzionante d'Europa e verso la visione di Cristiano IV di un luogo per studiare da vicino il cielo nel cuore di Copenaghen. Ma merita sicuramente l'ingresso.
Salendo sulla cima di questo antico osservatorio astronomico potrai godere di una vista a 360° su Copenaghen. Ciò che più caratterizza la Rundetårn è certamente la sua rampa a spirale. Questo elemento architettonico, che a prima vista può sembrare insolito, in realtà non è casuale e si osserva anche in altri edifici simili, come la Giralda a Siviglia. Lo scopo di tale struttura era consentire a Re Cristiano di raggiungere la cima dell'osservatorio in sella al suo cavallo. Percorrendo la rampa a spirale, per un totale di sette giri e mezzo, si arriva al Belvedere della Torre Rotonda, situato a 34,8 metri d'altezza. Da qui è possibile contemplare gli edifici del centro di Copenaghen da una prospettiva senza pari! Ma prima di arrivare in cima, incontriamo quella che fino al 1861 è stata la vecchia biblioteca universitaria. Adesso è uno spazio espositivo, visitabile. Ancora più su troviamo la soffitta delle campane, aperta al pubblico solo in parte. Mentre salite prestate attenzione: lungo la rampa , sul lato destro, ci sono delle nicchie. In una di queste si trova una piccola piattaforma trasparente che consente di guardare in basso per oltre 25 metri. Nel 2026 la Torre è sede di innumerevoli mostre e esperienze immersive tutte nel segno di Ole Rømer, che ben 350 anni fa pubblicò una delle scoperte più epocali nella storia della scienza: una rivista scientifica francese riuscì a pubblicare l'informazione secondo cui lo scienziato danese Ole Rømer, osservando la luna più interna di Giove, era giunto alla soluzione di uno dei grandi interrogativi dell'epoca: la velocità finita della luce.
Trovate tutte le iniziative al seguente link https://www.rundetaarn.dk/article/lysaar-2026/
Dopo aver visitato la torre, ci concediamo una piacevole pausa a Gråbrødretorv, distante appena 250 metri. Questa piazza affascina subito per le sue facciate vivaci e il grande platano che la domina, creando un’atmosfera unica. Al centro, una fontana in granito, inaugurata nel 1971, aggiunge un tocco di eleganza. Gråbrødretorv è circondata da numerosi ristoranti con tavoli all’aperto, perfetti per rilassarsi e godersi il panorama. La piazza è anche un punto di riferimento per piccoli concerti all’aperto, soprattutto durante il celebre Copenhagen_Jazz_Festival, che la trasforma in un luogo vibrante e ricco di energia.
A pochi passi da qui, precisamente a 250 metri, si trova uno dei tesori storici di Copenaghen, Perch’s Tehandel. Questo negozio, attivo dal 1835, è rimasto fedele alle sue origini: gli interni conservano il fascino dello stile coloniale inglese e l’offerta di tè è ancora oggi ampia e di altissima qualità. Entrare nella sala da tè di AC Perch significa fare un salto indietro nel tempo, fino al 1835, quando i primi tè arrivavano da paesi lontani come Cina e Sri Lanka e venivano pesati proprio in questo negozio. L’atmosfera è davvero speciale e, se siete disposti a fare un po’ di coda, potrete vivere un’esperienza autentica e unica. Perch’s Tehandel è il paradiso per gli amanti del tè: che preferiate miscele classiche o vogliate provare qualcosa di più insolito, il personale esperto saprà consigliarvi la scelta perfetta per i vostri gusti. Inoltre, sono sempre pronti a condividere suggerimenti e indicazioni sull’arte della preparazione del tè, garantendo un’esperienza completa e raffinata.
Da qui andiamo nella via principale di Copenaghen . Imbocchiamo via Strøget, ( 200 mt) una lunga e famosa strada pedonale. Qui troverai negozi di famosi marchi, ma passeggiando in questa via non potrai fare a meno di notare lo stile unico delle abitazioni e vedere la fontana delle cicogne. Questa fontana, conosciuta anche come “Stork Fountain”, è un punto di riferimento storico e culturale che attira sia i turisti che i locali.
Inaugurata nel 1894, la fontana è diventata un simbolo di amore e prosperità. Il piedistallo della fontana è decorato con tre sculture di cicogne che sembrano pronte a spiccare il volo, da cui deriva il suo nome.
Oltre alla sua bellezza artistica, la Fontana della Cicogna è famosa per una tradizione particolare: le ostetriche neolaureate danesi vengono a ballare attorno alla fontana per festeggiare la loro laurea. Questo rito aggiunge un tocco di gioia e celebrazione alla piazza, rendendola un luogo ancora più speciale.
La piazza Amagertorv, con la sua raffinata pietra di granito italiano intarsiata e i suoi numerosi edifici antichi, offre un contesto perfetto per questa meravigliosa fontana.
La sera ceniamo presso The Olive Restaurant ,https://www.theolive.dk/. Situato nel cuore latino, con un ingresso anonimo e poco appariscente, questo ristorante ci ha incantato. Bellissima atmosfera, personale carinissimo e cibo di qualità. Ottima la carne! Prezzi medio alti in linea con i prezzi di CPH.
Giorno 3
Castello di Rosenborg
Palazzo di Amalienborg
Nyboder
Kastellet
Fontana di Gefion
Nyhavn
Castello Rosenborg

Itinerario di circa 9 km
Il giorno seguente abbiamo iniziato la giornata dirigendoci verso il Castello di Rosenborg. ( 1,2 km da hotel) Questo edificio è situato all’interno di un bellissimo parco e circondato da un fossato in cui vivono anatre e carpe. Il palazzo veniva utilizzato dalla famiglia reale come residenza estiva e oggi custodisce i Gioielli della Corona. L'ingresso è compreso nella Copenghen card, ma purtroppo, prenotando online, ti chiede di pagare. Per questo motivo siamo andati la mattina alle 10.00 ( orario di apertura) e abbiamo prenotato la visita per il pomeriggio alle 15.30, senza bisogno di pagare niente. Molte le sale da visitare e soprattutto i gioielli della corona danese. È possibile portare all’interno del castello sono borse di piccole dimensioni (15 x 23 x 15 cm). Borse più grandi devono essere lasciate in appositi armadietti che richiedono una moneta da 20 Kr (vi viene poi restituita). Gli armadietti non sono sufficientemente grandi per contenere valigie.
Se devo dire la verità sono gli esterni ad averci colpito, più che le sale interne.

Ci allontaniamo dal castello e andiamo a visitare il Palazzo di Amalienborg (500 mt) che è l'attuale residenza invernale della famiglia reale danese , un magnifico complesso rococò di quattro palazzi identici che circondano una piazza centrale, famosa per la statua di Federico V. Alle 12.00 non perdetevi il cambio della guardia che merita assolutamente di essere visto.

A questo punto ci dirigiamo verso Nyboder (950 mt): è un isolato di antichi cantieri navali risalenti al XVII secolo con le facciate di una particolare tonalità di giallo che i danesi definiscono "giallo Nyboder". Storicamente, tuttavia, le case erano rosse e bianche. Il colore giallo è stato acquisito solo dopo i lavori di ristrutturazione del XIX secolo.
Oggi le case a schiera delle caserme dei marinai sono distribuite su 8 strade parallele e non hanno perso nulla delle loro caratteristiche originali del XVII e XVIII secolo. La necessità di nuove case a schiera per la marina nacque durante il regno di Re Cristiano IV, quando la Marina Reale Danese si stava sviluppando in modo massiccio. Fin dall'inizio, questa fu una zona privilegiata in cui vivere. Nyboder aveva un ospedale privato, scuole private e una propria forza di polizia. In cambio di questi privilegi, tutti i residenti maschi erano obbligati a prestare servizio militare per un periodo massimo di 20 anni.
Le Case Nyboder sono uniche nel senso che le case costruite per la gente comune di solito non durano secoli. Una delle primissime case costruite dal Re si trova al numero 24 di Sankt Pauls Gade e contiene le Nyboder Mindestuer (Stanze Commemorative). Queste sono visitabili la domenica dalle 11:00 alle 14:00. Ancora oggi, le case ospitano membri della marina e dell'aviazione danese. Tuttavia, il quartiere è liberamente accessibile ed è una popolare destinazione turistica grazie al suo carattere storico.
La nostra visita ci porta adesso al Kastellet ( 1 km) , una volta fortezza militare e oggi diventato un luogo piacevole per passeggiare. E' una delle fortezze meglio conservate del Nord Europa ed ebbe un importante ruolo nella difesa di Copenaghen contro il Regno Unito durante la battaglia di Copenaghen nel 1807. Durante l’invasione tedesca della Danimarca, il 9 aprile 1940, le truppe tedesche che approdavano nel vicino porto catturarono la Cittadella senza resistenza. Kastellet è stato rinnovata nel periodo 1989-1999 Oggi, la Cittadella è ancora un’area militare attiva che appartiene al Ministero della Difesa Danese. L’attività militare nell’area comprende l’uso da parte del Capo di Stato Maggiore, della Guardia nazionale Danese (Hjemmeværnet), dell’intelligence militare (Forsvarets Efterretningstjeneste), del giudice degli avvocati (Forsvarets Auditørkorps) e della Biblioteca Royal Garrison.Tra le costruzioni più notevoli di Kastellet vi sono i cancelli d’ingresso.La Cittadella ha infatti due entrate principali da cui accedere: la Porta del Re sul lato sud, di fronte alla città, e la Porta della Norvegia sul lato nord della fortificazione. Tra le attrazioni principali da visitare vi sono: la casa del comandante (in Danese: Kommandantboligen) antica residenza del comandante della cittadella. Fu costruita nel 1725 in stile barocco con muratura gialla e dettagli bianchi, si compone di due piani sotto un tetto di tegole rosse.

Una volta attraversato interamente il Kastellet, proseguiamo il nostro cammino verso quello che, a tutti gli effetti, è il simbolo più celebre di Copenaghen: la Sirenetta, distante circa 600 metri.
Ero stata avvisata: l’emozione che si prova avvicinandosi a lei è un curioso intreccio di delusione e meraviglia. Delusione, perché la statua è sorprendentemente piccola; meraviglia, perché ci si chiede come abbia potuto diventare l’attrazione più fotografata della città. Eppure, una volta lì, accade l’inevitabile: la si osserva e la si immortala da ogni angolazione possibile. La Sirenetta fu commissionata nel 1909 da Carl Jacobsen, figlio del fondatore del celebre birrificio Carlsberg, che dopo essere rimasto profondamente colpito da un balletto ispirato alla fiaba di Andersen, rappresentato al Teatro Reale di Copenaghen, chiese alla ballerina protagonista, Ellen Price, di posare come modella per la statua, affidandone la realizzazione allo scultore Edvard Eriksen.
La scultura in bronzo venne inaugurata il 23 agosto 1913. Tuttavia, solo il volto della Sirenetta riprende i tratti di Ellen Price: la ballerina, infatti, non acconsentì a posare nuda, e per il corpo venne utilizzata la moglie dello scultore. A pochi passi di distanza, a circa 400 metri, si erge la magnifica Fontana di Gefion (Gefionspringvandet), che non è soltanto una fontana, ma un vero e proprio monumento carico di significato simbolico. Secondo la leggenda, Gefjun, dea nordica della vegetazione e della fertilità, chiese al re di Svezia un pezzo del suo regno. Il sovrano accettò, promettendole una terra grande quanto quella che sarebbe riuscita ad arare in una sola notte. La dea, senza esitazione, trasformò i propri figli in possenti buoi e, grazie al loro sforzo sovrumano, riuscì a ottenere la Selandia (Sjælland), che venne separata dalla Svezia e divenne la più grande isola della Danimarca. La fontana raffigura proprio questo momento epico: Gefion, con una frusta in mano, sprona i figli trasformati in buoi, colti in uno sforzo intenso e drammatico, mentre con l’altra mano guida l’aratro. L’opera, realizzata in bronzo dallo scultore danese Anders Bundgaard nel 1908, fu commissionata dalla Fondazione Carlsberg e dall’Art Fund di Copenaghen in occasione del 50° anniversario della Carlsberg, celebrato nel 1897.
In origine, la fontana avrebbe dovuto essere collocata nel cuore della città, presso la Piazza del Municipio, ma in seguito si decise di spostarla nei pressi dello Stretto di Danimarca, dove si trova ancora oggi. Al suo posto, in piazza, venne installata la Statua dei Suonatori di Lur, anch’essa dono della Fondazione Carlsberg. Durante l’inverno, purtroppo, la Fontana di Gefion rimane spenta, per evitare danni causati dal congelamento dell’acqua dovuto alle rigide temperature scandinave. Curiosamente, in passato, questa fontana era molto più famosa tra i danesi della stessa Sirenetta. Dopo la II guerra mondiale , però, la Danimarca iniziò a promuovere il turismo con lo slogan “La Danimarca – un paese pacifico e fiabesco”, utilizzando proprio l’immagine della Sirenetta come simbolo pubblicitario.
Una strategia di marketing che, senza dubbio, si rivelò straordinariamente efficace.
A questo punto prendiamo il traghetto . Fermata Nordre Toldbod :funziona come un autobus acquatico pubblico (Harbour Bus). La linea 991 , si ferma a Nyhavn. si usa la tessera metro/metrocard (DOT) o l'app per pagare, e i traghetti sono frequenti (ogni 30-60 min) ma possono avere limitazioni di passeggeri in alta stagione. Da qui, dopo 3 fermate, si scende nel quartiere Nyhavn. Durante la navigazione potete fare foto al teatro dell'opera, futuristica costruzione, noto per essere tra i più moderni teatri d’opera al mondo e uno dei più costosi (ben oltre 500 milioni di dollari). Il Nyhavn, che in italiano si traduce come “porto nuovo”, è senza dubbio il canale più iconico e fotografato di Copenaghen. Su di esso vi si affacciano infatti numerose case colorate, risalenti alla fine del 17° secolo, che oggi ospitano bar, caffè e ristoranti. Sul canale sono ormeggiate poi numerose navi storiche in legno. Il Nyhavn ha origini risalenti alla fine del 1600, fu scavato dai prigionieri svedesi ma nessuno si aspettava che poi, 400 anni dopo, diventasse uno dei luoghi di svago e di ritrovo più apprezzati da turisti e residenti, che prendono letteralmente d’assalto le sue rive e i suoi bar.

Per il pranzo, innumerevoli i ristoranti da provare. Sicuramente molto turistici, ma la location è estremamente invitante.
Dopo pranzo torniamo al Castello di Rosenborg per la visita. (1,5 km)
Dopo rientriamo in hotel con la metro: in 10 minuti siamo al Citizen, per meritato aperitivo al bar del 7° piano, con vista sulla piazza del Municipio.
Giorno 4:
Noi siamo partiti la mattina presto per rientrare in Italia. Ma se vi trattenete ancora un pò, merita sicuramente la visita il Birrificio Carlsberg, una vera e propria istituzione in città. Per raggiungerlo possiamo prendere la metro dall'hotel e in 18 minuti arriviamo a destinazione. Il birrificio è il quarto birrificio al mondo per importanza e grandezza. La Carlsberg fu fondata nel 1847 grazie al lavoro di Jacob Christian Jacobsen. Qui potrete prendere parte a tour guidati attraverso le sale del birrificio, per scoprire tutto il processo di produzione, partecipare a degustazioni e acquistare prodotti. Sicuramente un'attività imperdibile non solo per gli amanti della birra. L’ingresso è compreso nella card.

Infine, vale la pena segnalare Reffen – Copenhagen Street Food, che si trova a circa 5 km di distanza. Non siamo riusciti ad andarci per mancanza di tempo, ma ci era stato più volte consigliato. Reffen è infatti considerato il più grande mercato di street food della Scandinavia ed è, allo stesso tempo, una vera e propria area urbana dedicata a start‑up, innovazione e creatività, espressione autentica dello spirito nordico. Situato a Refshaleøen, a Copenaghen, rappresenta un punto di riferimento non solo per chi ama il cibo di strada, ma anche per chi è curioso di scoprire nuove tendenze culturali, in un contesto informale e dinamico. Il mercato ha aperture stagionali, ed è quindi accessibile solo in determinati periodi dell’anno. Quando siamo stati noi, nel mese di gennaio, questo era il programma proposto.
Ogni giorno erano previste alcune attività fisse, pensate per coinvolgere grandi e piccoli: marshmallow da arrostire sul fuoco, libri da colorare disponibili al bar, macchine arcade presso la Werkstatt, un angolo dedicato ai bambini sempre alla Werkstatt e il minigolf nell’area Yellow Backyard.
Nel suo insieme, Reffen appare come uno spazio vivo e poliedrico, capace di unire cibo, musica, creatività e socialità, e rappresenta una tappa particolarmente interessante per chi visita Copenaghen nei periodi di apertura, anche solo per respirarne l’atmosfera. Qui trovate tutti gli orari https://reffen.dk/
Cosa mangiare a Copenaghen
La capitale danese non è solo un gioiello architettonico, ma anche un paradiso per i palati curiosi, desiderosi di scoprire sapori autentici e sorprendenti.
Il protagonista indiscusso della tavola danese è lo Smørrebrød: una semplice fetta di pane di segale, generosamente imburrata e impreziosita da salmone affumicato, carne, uova sode e cetriolini. Ogni locale propone la propria versione, rendendo ogni assaggio un’esperienza unica. Se vuoi provarne di indimenticabili, lasciati tentare dalle tantissime proposte che trovi tra i banchi del mercato coperto TorvehallerneKBH.
Non si può parlare di cucina danese senza menzionare il Sild, l’aringa in tutte le sue declinazioni: affumicata, marinata, cucinata con aceto. Un pesce che racconta il mare del Nord e la sua gente.
Le Frikadeller, invece, sono polpette di maiale insaporite con noce moscata e cannella, cotte nella birra che regala loro un retrogusto amarognolo irresistibile. Un piatto che conquista al primo morso.
Se ami lo street food, non puoi perderti la Rød pølse: il celebre hot dog con wurstel rosso, perfetto per uno spuntino veloce o una cena informale senza rinunciare al gusto.
Il viaggio prosegue con lo Stegt flæsk, croccante maiale accompagnato da patate lesse e salsa al prezzemolo, e con l’Aeggekage, protagonista indiscussa del brunch danese. Non chiamatele semplicemente uova strapazzate: qui il connubio tra uova, bacon, latte e patate crea un’armonia di sapori, ideale anche per chi desidera una colazione energetica e originale.
Per i più golosi, il Wienerbrød è una tappa obbligata: una spirale di sfoglia fragrante, arricchita da cannella e cioccolato, nata dall’incontro tra la tradizione danese e quella viennese. Da provare assolutamente, magari nella versione alla crema del Caffè Flottenheimer.
E come dimenticare i biscotti danesi? Questi piccoli capolavori al burro sono ambasciatori della dolcezza nordica e conquistano grandi e piccini.
Se visiti Copenaghen nel periodo natalizio – ma non solo – lasciati tentare dagli æbleskiver: soffici polpettine fritte al sapore di mela, servite calde e cosparse di zucchero a velo. Un vero comfort food che scalda il cuore. Dentro il Tivoli, nel periodo natalizio, ci sono delle casette che te le servono insieme al vin brulè.
Infine, la carne danese: che sia filetto, T-bone o controfiletto, la sua tenerezza è leggendaria. Un consiglio? Provala da The Olive Kitchen & Bar, un piccolo locale che sorprende per eleganza e qualità, nascosto dietro una facciata discreta.
Lasciati guidare dalla curiosità e assapora ogni piatto come se fosse una storia da raccontare. Copenaghen ti aspetta, pronta a stupirti con la sua cucina autentica e indimenticabile
I libri e Copenaghen
Copenaghen non è solo una città da visitare: è una città da leggere. Basta aprire un libro e, pagina dopo pagina, ci si ritrova a camminare tra strade silenziose coperte di neve, cortili nascosti e appartamenti affacciati su canali grigi e affascinanti. La letteratura danese sa essere intima e spigolosa, proprio come la sua capitale.
C’è il freddo tagliente e magnetico de Il senso di Smilla per la neve di Peter Høeg, dove Copenaghen diventa un luogo di mistero e introspezione. Poi c’è la voce schietta e potente di Tove Ditlevsen nella Triade di Copenaghen, che racconta la città dall’interno, tra infanzia, crescita e fragilità, senza mai addolcirne i contorni. Se invece amate i libri che mescolano realtà e immaginazione, I guardiani del libro di Mikkel Birkegaard trasforma la capitale danese in uno scenario quasi magico, dove i libri custodiscono segreti inattesi. E per uno sguardo più classico, Lucky Per di Henrik Pontoppidan ci riporta nella Copenaghen di fine Ottocento, tra ambizioni, sogni e contraddizioni ancora sorprendentemente attuali.
Leggere Copenaghen significa esplorarla con lentezza, lasciandosi guidare dalle parole: una città che non si mostra subito, ma che sa ricompensare chi ha la curiosità di ascoltarla.
Il cinema e Copenaghen
Copenaghen, sullo schermo, cambia volto ma non perde mai il suo fascino: può essere luminosa o inquieta, elegante o spigolosa, sempre pronta a raccontare una storia. È una città che il cinema e le serie TV amano perché sa essere discreta e magnetica allo stesso tempo, come una comparsa che finisce per rubare la scena.
Nella serie Copenhagen Cowboy, la capitale danese si tinge di noir: luci al neon, silenzi pesanti e quartieri che sembrano nascondere segreti dietro ogni angolo. Con Borgen – Il potere, invece, Copenaghen entra nei palazzi della politica, mostrando il lato istituzionale e quotidiano del potere, fatto di uffici, decisioni e compromessi che si consumano lontano dai riflettori turistici. Il cinema storico la riporta indietro nel tempo con The Danish Girl, dove la città degli anni Venti diventa lo sfondo delicato e struggente di una storia di identità e trasformazione.E poi c’è la Danimarca più contemporanea e disarmante di Un altro giro, che racconta la vita quotidiana con uno sguardo ironico e malinconico, o quella emotiva e pop di Amore a Copenaghen, dove la città fa da cornice a relazioni e nuove possibilità. Tra un’inquadratura e l’altra compaiono scorci iconici come Nyhavn, i Giardini di Tivoli e la Sirenetta, ma spesso sono le strade meno celebri a restare impresse.
Guardare Copenaghen sullo schermo è come attraversarla senza mappa: non sai esattamente dove stai andando, ma ti lasci guidare dall’atmosfera. E quando i titoli di coda scorrono, viene subito voglia di tornarci – magari con un film in mente e la città tutta da rivedere.
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