Sì, si può fare.... anche ad agosto!!
Abbiamo deciso di osare: un viaggio on the road attraverso la Spagna per raggiungere l'Algarve, proprio nel mese più caldo e affollato dell'anno. E indovina un po'? Abbiamo fatto benissimo! Il caldo c'era, certo, ma un caldo secco e sopportabile. La gente tanta, ma ad agosto... dove non la trovi? È stata un'esperienza meravigliosa, un susseguirsi di città dal fascino arabeggiante come Saragozza, Siviglia e Alicante, fino ai panorami mozzafiato dell'Algarve, che resteranno impressi nei nostri ricordi per molto tempo. Allora, siete pronti a seguirmi in questo lungo viaggio di quasi 20 giorni? Sì, parte! 🚗✨
📘 Indice del post
🗺️ Itinerario di viaggio – Da Cecina all'Algarve (e ritorno)
1. Cecina → Ventimiglia (380 km)
2. Ventimiglia → Perpignan (519 km)
3. Perpignan → Saragozza (480 km)
4. Saragozza → Alicante (511 km)
5. Alicante → Siviglia (595 km)
6. Cabo de São Vicente e Lagos (350 km)
7. Alvor e Carvoeiro (40 km)
8. Grotta di Benagil e spiagge di Carvoeiro
9. Silves (14 km) → Faro (60 km) → Tavira (38 km)
10. Traghetto per Ilha de Tavira
11. Olhão (28 km) e traghetto per Farol – Tavira
12. Tavira → Almería (591 km)
13. Mini Hollywood (30 km da Almería)
14. Almería → Valencia (446 km)
15. Valencia → Montpellier (680 km)
16. Montpellier → Torino (440 km)
17. Torino → Cecina (400 km)
🍽️ Cosa mangiare in Algarve
📚 Romanzi ambientati (o in parte ambientati) in Algarve
🎬 Algarve da film – Curiosità e location da non perdere
🗺️ Itinerario di viaggio
Giorno 1- Pronti Partenza Via!
Siamo partiti nel pomeriggio, con quell'entusiasmo un po' frizzante che solo l'inizio di un viaggio sa dare, e abbiamo deciso di fermarci proprio al confine con la Francia. Per la notte abbiamo prenotato tramite Booking.com una camera al Villa Eva Hotel... e che piacevole sorpresa! La giornata si è conclusa con una cena deliziosa nel ristorante dell'hotel, affacciato direttamente sul mare: ottima cucina e un'atmosfera perfetta per inaugurare il nostro on the road.
Giorno 2 – Perpignan tra colori mediterranei e storia medievale
Sveglia presto: oggi ci aspettano più di 500 km per raggiungere Perpignan, l'ultima grande città prima della frontiera spagnola. Perpignan è una città universitaria, vivace e ricca di storia, capace di conquistarti con i suoi contrasti e la sua energia a tratti esuberante. L'architettura mediterranea si mescola alle viuzze medievali, sinuose e affascinanti, mentre le palme punteggiano piazze colorate e piene di vita. Il sole invita a passeggiare senza fretta, a curiosare tra le boutique o a perdersi nei mercati tipici del sud della Francia.

Da non perdere Place de la République, una delle piazze principali della città: vivace, piena di ristoranti e piccoli caffè dove è impossibile non fermarsi almeno per un sorso di qualcosa di fresco. Poco distante scorre il lungofiume La Têt, un angolo davvero incantevole per passeggiare, osservare la città da un'altra prospettiva e magari indugiare sulle terrazze dei bistrot.
Lasciata l'auto nel parcheggio sotterraneo vicino all'Ibis Style Hotel, ci incamminiamo verso il centro storico, direzione Castillet, l'antica porta principale del recinto medievale che un tempo segnava l'ingresso alla città. Da qui, costeggiando il fiume, raggiungiamo il Palazzo del Re di Maiorca, una costruzione imponente che racconta molto del passato di Perpignan. I lavori iniziarono prima del 1274 in stile tardo romanico e si conclusero dopo il 1300 con elementi gotici: un mix che testimonia quanto la città fosse, nel Medioevo, un importante centro economico, politico e culturale del Mediterraneo.
Qui il link con tutte le informazioni https://www.ledepartement66.fr/dossier/le-palais-des-rois-de-majorque/
Terminata la visita, ci divertiamo a perderci tra le viuzze del centro, lasciandoci guidare dall'atmosfera rilassata della città. Per cena scegliamo un piccolo bistrot, qualcosa di semplice e veloce, prima di rientrare in hotel per un meritato riposo.
Giorno 3 – Saragozza tra storia millenaria, architetture fiabesche e tapas indimenticabili
Anche oggi partiamo di buon'ora: destinazione Saragozza, a circa 480 km di distanza. Città antichissima, fondata addirittura dall'imperatore romano Cesare Augusto, Saragozza si trova a metà strada tra Madrid e Barcellona ed è la quinta città più grande della Spagna. Per noi è stata una vera sorpresa: un mix affascinante di stili architettonici, dove splendidi edifici storici convivono in perfetta armonia con le moderne costruzioni realizzate in occasione dell'Esposizione Internazionale del 2008.
Nonostante la sua grandezza e importanza, è ancora poco battuta dal turismo di massa... e forse è proprio questo a renderla così piacevole da scoprire, passeggiando senza fretta tra palazzi che si specchiano nelle acque del fiume Ebro, che taglia in due la città.

Appena arrivati ci fermiamo all'HotelHotel Palafox per lasciare i bagagli. Al piano più alto c'è una piccola piscina, e non resistiamo alla tentazione di concederci un'ora di relax: un tuffo rigenerante che ci rimette al mondo.
Rinfrescati e pronti a ripartire, ci dirigiamo verso la nostra visita delle 17:30: la gemma del turismo di Saragozza,l'Aljaferíal'Aljafería, considerato il più bel palazzo islamico della Spagna al di fuori dell'Andalusia.
Questo palazzo fiabesco fu costruito nell'XI secolo come sontuosa residenza degli allora governatori islamici della regione. Dal 1987 è sede del governo regionale ed è visitabile solo tramite tour guidato. L'interno è un vero trionfo di archi a ferro di cavallo, cortili, pati, nicchie per la preghiera e decorazioni in stile mudejar, ricche di motivi floreali e iscrizioni arabe. Davvero bellissimo, anche se — avendo già visitato l'Alhambra di Granada — il confronto è inevitabile... e un po' impari!
Purtroppo non abbiamo trovato visite guidate in italiano! Di seguito il link per prenotazione e biglietti.
Terminata la visita, ci dirigiamo verso Plaza del Pilar, la piazza principale di Saragozza e cuore pulsante del centro storico. Qui si affacciano due dei monumenti più importanti della città: la Basilica di Nostra Signora del Pilar e la Cattedrale del Salvatore. La piazza è anche il fulcro delle celebrazioni cittadine e delle feste pubbliche, come il mercatino di Natale. È davvero imponente, e il contrasto tra moderno e antico è sorprendentemente armonioso.
Proseguiamo la nostra passeggiata fino a raggiungere il Puente de Piedra, un meraviglioso ponte in pietra che attraversa il fiume Ebro. È uno dei simboli più affascinanti della città. La sua storia inizia nel XII secolo, quando Saragozza decise di sostituire le vecchie passerelle di legno con un ponte solido e duraturo. Oggi conserva cinque grandi arcate in pietra arenaria, eleganti e perfettamente proporzionate, affiancate da torri che un tempo servivano a controllare il passaggio di merci e persone. Nel corso dei secoli ha subito vari restauri, ma sempre nel rispetto del suo fascino medievale. Va assolutamente fotografato di lato, per coglierne la struttura, ma anche percorso a piedi per godere della vista spettacolare sulla Basilica del Pilar e notare come alcuni elementi moderni — come i lampioni — si integrino perfettamente.
Per cena decidiamo di esplorare il quartiere di El Tubo, una zona di stradine piene di localini, ognuno con la sua specialità, perfetti per un itinerario di tapas accompagnate da un buon bicchiere di vino o una birra alla spina. La nostra scelta cade su "La Republicana",un locale davvero caratteristico dove gustiamo tapas fantastiche... la conclusione perfetta di una giornata intensa e bellissima.

Giorno 4 – Alicante tra mare urbano, passeggiate lente e sapori di Spagna
Dopo colazione ci rimettiamo in marcia verso Alicante (500 km).
La consideriamo una tappa di avvicinamento, scelta perché in molti ce l'avevano descritta come una località famosa per le sue spiagge lunghissime, la sabbia fine e le acque trasparenti.
Il nostro hotel, il Sercotel Maya Alicante, con parcheggio comodo e tutti i servizi, ci fa subito una buona impressione. Giusto il tempo di lasciare i bagagli e siamo già in spiaggia, dove pranziamo in un chiringuito molto ben organizzato.
La Platja del Postiguet, tanto celebrata, ha davvero un'acqua splendida. Quello che ci convince meno è la vicinanza dei grattacieli che incombono sulla riva: una spiaggia decisamente urbana, più vivace che rilassante. Rimane comunque super attrezzata, con giochi, servizi e aree sportive ovunque.
Il vero simbolo della città, però, è il Castello di Santa Bárbara, una fortezza di origine araba medievale che domina Alicante dall'alto del suo promontorio. Da lassù la vista dicono sia spettacolare.
Noi, un po' provati dalla giornata, scegliamo invece una passeggiata tranquilla nel centro, tra viali curati e negozietti di ogni tipo, dai souvenir alle boutique locali. Dal lungomare seguiamo la via principale di Alicante, raffinata e rivestita di marmo, che ci porta fino al centro storico.

E per chiudere la giornata come si deve, ci concediamo una paella che profuma di mare e di Spagna.
Giorno 5 – Ritorno a Siviglia: tra meraviglia, storia e un cielo che incanta
Partiamo di buon ora : la strada da percorrere anche oggi è tanta. Quasi 600 km ci separano da Siviglia. L'avevamo già visitata qualche anno fa, durante un tour dell'Andalusia, ma ci aveva talmente incantato che l'idea di tornarci ci emoziona. Inoltre, la volta precedente non eravamo riusciti a visitare l'Alcázar, quindi quale occasione migliore? Per il soggiorno scegliamo un albergo trovato su Booking a un prezzo da pensioncina, ma che di "pensioncina" non ha proprio nulla: l'Eurostars Torre Sevilla. Un hotel enorme, moderno, bellissimo. È un po' decentrato rispetto al centro storico (circa 1,5 km), ma comunque raggiungibile tranquillamente a piedi. Lasciamo l'auto nel parcheggio e ci incamminiamo verso il Real Alcázar. Prenotare i biglietti online con GetYourGuide, prima di partire, si rivela una scelta azzeccatissima. Arrivati alla Porta dei Leoni, ci fanno entrare subito all'orario stabilito, senza code infinite. Il biglietto costa 20 euro a persona.
(Volendo, si può prenotare anche dal sito ufficiale, dove si trovano orari e disponibilità.)
Il Real Alcázar è uno dei palazzi reali più antichi del mondo ancora oggi utilizzato dal re di Spagna. Varcare la sua soglia significa immergersi in secoli di storia, tra sale maestose e giardini che sembrano sospesi nel tempo . Nei secoli, diversi sovrani hanno ampliato e trasformato il complesso, creando un vero mosaico di culture e stili. Noi appassionati della serie TV "Il Trono di spade" vi abbiamo riconosciuto moltissimi scorci. La Sala degli Ambasciatori è protagonista di una delle scene più memorabili della quinta stagione: è qui che il principe Doran Martell riceve Jaime Lannister per discutere del ritorno di Myrcella.
Lo Stagno di Mercurio, con il suo padiglione e la statua del 1576, è un luogo suggestivo dove nella serie Ellaria Sand incontra il principe Doran.
I Bagni di Maria de Padilla, avvolti in un'atmosfera quasi mistica, sono invece lo scenario in cui le Serpi delle Sabbie pianificano l'omicidio di Myrcella.
Ma al di là della serie TV, questo luogo ci conquista completamente, ci sorprende, ci affascina, ci rapisce. Il Palacio del Rey Don Pedro è uno dei punti più belli: sembra un palazzo moresco, ma in realtà fu commissionato dal re Pietro I, che si avvalse di architetti musulmani. È qui che si trova la famosa Sala degli Ambasciatori.
E poi i Giardini dell'Alcázar, immensi, profumati, pieni di angoli da scoprire. Per visitare tutto con calma, considerate almeno due ore.
Terminata la visita, ci godiamo una passeggiata per la città. Le cose da vedere a Siviglia sono tantissime, molte già viste nel nostro viaggio precedente ma sempre emozionanti: la Giralda, simbolo della città; la Cattedrale; il quartiere ebraico, con le sue stradine strette e piene di storia (il quartiere di San Bartolomé, insieme a Santa Cruz, era chiamato Judería perché qui vivevano gli ebrei sefarditi prima della cacciata); e naturalmente l'imperdibile Plaza de España, all'interno del Parque de María Luisa, uno dei luoghi più scenografici di tutta l'Andalusia.
Per cena siamo tornati in un locale caratteristico a due passi dalla Giralda, il Pelayo Bar, dove ci siamo concessi un giro di tapas davvero ottime, in quell'atmosfera vivace e tipicamente sivigliana che ti mette subito di buon umore. Rientrati in hotel, ci siamo regalati un piccolo lusso: una bevuta al bar panoramico dell'ultimo piano, con una vista pazzesca sulla città illuminata. Siviglia dall'alto, di notte, è un incanto silenzioso che ti resta negli occhi. Un modo perfetto per chiudere una giornata intensa e bellissima. E, mentre sorseggiamo il nostro drink ,ci diciamo che sì, tornare qui a Siviglia è sempre una buona idea.
Giorno 6 – Verso l'Algarve, tra scogliere, vento e meraviglie
Finalmente si parte per la tappa che ci porterà in Algarve. Manco a dirlo, sveglia presto e via in macchina: direzione Cabo de São Vicente, ben 304 km più a sud, il punto più lontano del nostro on the road.
Poco prima di arrivare al faro, sulla sinistra notiamo un gran numero di auto parcheggiate. La curiosità vince e ci fermiamo: da lì parte una lunga scalinata in legno che scende verso una spiaggia spettacolare, Praia do Beliche, un piccolo paradiso incastonato tra alte falesie, con anche un ristorantino vista mare. Mettere il costume e tuffarsi è questione di un attimo!
Il tempo di asciugarci mentre mangiamo qualcosa al volo e ripartiamo: Cabo de São Vicente dista solo 3 km. Il promontorio, conosciuto già dagli antichi romani, è un luogo che lascia davvero senza parole. Il vento soffia senza tregua, modellando le scogliere bianche che sembrano perdersi all'orizzonte. Il faro, abbarbicato sull'orlo della scogliera, regala panorami che restano impressi. Non a caso questo luogo è soprannominato "la fine del mondo": un faro solitario che veglia sulle navi e un'atmosfera sospesa, quasi magica, che attira viaggiatori da ogni parte. È da questo lembo remoto che salparono i grandi esploratori, con gli occhi pieni di orizzonti nuovi e il cuore colmo di speranza e incoscienza. Qui, nella forza del vento che non smette mai di soffiare, sembra di percepire ancora un po' dell'energia che li spinse verso mondi sconosciuti. Un luogo emozionante, che tocca corde profonde.
Ripartiamo verso Lagos (39 km), dove pernotteremo al Lagos Village, a soli 600 metri dalle spiagge. Come sempre, lasciamo le valigie e andiamo subito alla scoperta della zona. A soli 10 minuti a piedi c'è Praia do Camillo: semplicemente stupenda! Peccato che, essendo primo pomeriggio, sia davvero affollata.
Rientriamo in hotel per una doccia veloce e poi ci dirigiamo verso il centro storico, distante poco più di un chilometro. La città ci accoglie con il suo centro storico racchiuso da mura del XIV secolo, affacciato sulla foce del fiume Bensafrim.
Le stradine acciottolate, i palazzi decorati con azulejos e la quantità di ristoranti e negozi rendono la passeggiata piacevolissima.

Per cena scegliamo Taberna da Mo, dopo aver girato parecchio per trovare un tavolo all'aperto. Ad agosto conviene prenotare! Il polpo con le patate è delizioso.
Quando usciamo, però, l'aria è decisamente fresca. Siamo usciti senza felpa e ne paghiamo le conseguenze. Per restare ancora un po' in giro decidiamo di fare shopping e comprare qualcosa da mettere: la scelta non manca. Rinfrancati dal calore dei nostri nuovi giacchini, facciamo un'ultima passeggiata lungo il porticciolo prima di rientrare in hotel. Una chiusura perfetta per una giornata intensa e bellissima.
Suggerimento: le spiagge della zona hanno dei parcheggi, ma sono piccoli e si riempiono subito. Potete ovviare o andando a piedi dall'hotel (sceglietelo con parcheggio incluso) o con un trenino che parte dal centro di Lagos.
Giorno 7 – Albe sull'oceano, scogliere dorate e una serata sul mare di Carvoeiro
Appena alzati ci dirigiamo alla Praia di Dona Ana, sperando di trovarla quasi deserta per scattare qualche foto con la luce del mattino. L'idea si rivela perfetta: la spiaggia è tranquilla, l'acqua calma e invitante. Ne approfittiamo per un tuffo rigenerante e poi ci fermiamo in un piccolo bar appena fuori dalle mura di Lagos per una colazione semplice ma irresistibile: un Pastel de Nata caldo, croccante fuori e cremoso dentro. Una coccola portoghese che non delude mai.
Nei dintorni ci sarebbero ancora tante meraviglie da vedere. Chi ha più tempo non dovrebbe perdere Ponta da Piedade, un promontorio spettacolare con faro e scogliere scolpite dal vento. Da lì partono anche le barchette che portano tra grotte e calette: basta scendere la scalinata e si trovano i pescatori pronti a partire. Ma il nostro viaggio procede a ritmo sostenuto, quindi riprendiamo la strada.
La tappa successiva è Praia dos Três Irmãos (31 km), una delle spiagge più belle dell'Algarve. Ogni spiaggia qui ha una sua personalità, un dettaglio che la rende unica: questa ci accoglie con archi naturali, faraglioni e un mare che sembra dipinto. Dopo una ventina di chilometri arriviamo finalmente a Carvoeiro, dove ci sistemiamo all'HotelBaía Cristal. Quando ci siamo stati nel 2022 era un po' datato, ma la posizione era — e resta — semplicemente spettacolare. Ora è in ristrutturazione, e sicuramente ne uscirà valorizzato.
Per la cena scegliamo la Baia di Carvoeiro. Per raggiungerla percorriamo il Carvoeiro Boardwalk, una passerella panoramica di 600 metri che collega l'Algar Seco alla chiesa di Nossa Senhora da Encarnação. Il tratto di costa dell'Algar Seco è un susseguirsi di speroni rocciosi, grotte e forme scolpite dal mare. Tra queste c'è la famosa Gruta de Boneca, con due aperture simmetriche che ricordano gli occhi di una bambola — da qui il nome. La passeggiata è talmente bella che ci fermiamo ogni pochi metri per fare foto. Arrivati alla spiaggia di Carvoeiro, ci aspetta il nostro tavolo al Don Carvoeiro, con vista sul mare. Gli spieini di carne sono ottimi e anche scenografici: perfetti per concludere la giornata.
Dopo cena, stanchi ma felici, rientriamo in hotel passando da una via interna, più breve. Lungo il percorso notiamo un ristorantino davvero carino... e senza pensarci troppo lo prenotiamo per la sera successiva.
Una giornata intensa, piena di mare, scogliere e panorami che restano nel cuore.
Giorno 8 – Grotte incantate, falesie dorate e un tuffo nel mare di Carvoeiro
Stamani ci alziamo con più calma e dopo colazione torniamo alla Praia di Carvoeiro. Da qui, infatti, alle 10.30 parte l'escursione in motoscafo, prenotata con getyourguide, per la famosa grotta di benajil e alla Praia da Marinha.
Puntualissimi veniamo fatti salire su un grande motoscafo e ci dirigiamo, costeggiando le meravigliose scogliere, fino alla Grotta di bebanil. Purtroppo essendo agosto la zona pullula di canoe, barche, motoscafi e persino nuotatori incauti!. Ma una volta dentro la grotta lo spettacolo è meraviglioso! E' una cavità naturale formatasi migliaia di anni fa grazie alla forza dell'acqua che ha scavato per millenni la falesia arenaria creando una suggestiva caverna. La particolarità, però, è data da un'apertura circolare sulla sommità che rende l'atmosfera all'interno davvero magica. L'arenile che si estende all'interno della Grotta è lungo circa 100 metri ed è ritenuto da molti come una delle spiagge più belle al mondo. Peccato che non sia possibile scendere! La guida parla inglese e spagnolo ma le parole non servono...

Proseguiamo la navigazione verso la Praia da Marinha. Anche questa affollatissima ma bellissima. Questa piccola spiaggia è circondata da scogliere erose dagli anni, generando così una varietà di formazioni rocciose come archi, grotte o pozzi naturali. La più imponente di esse è alta 50 metri, e tutte le altre piccole rocce sembrano danzarle intorno. Bellissimo il contrasto tra i colori cristallini e turchesi del mare con il colore dorato della roccia. La spiaggia, raggiungibile anche a piedi, ha 3 diverse grotte. La terza, che si raggiunge tramite un tunnel, è meno affollata, ma in alcuni tratti occorre attraversare l'acqua. Da prestare attenzione, quindi, all'alta marea. Rientriamo a Carvoeiro appagati da tanta bellezza ma ci ripromettiamo di tornare un giorno, quando saremo in pensione, per visitare a giugno o a settembre queste magnifiche spiagge! L'escursione dura in tutto, poco meno di 2 ore. Costo 35 euro a persona. Mangiamo un panino al volo e rientriamo in hotel. Dopo un pò di riposo scendiamo nella spiaggia proprio sotto la scogliera su cui si affaccia l'hotel, Praia do Vale de Centeanes. Dobbiamo scendere tramite una lunghissima scalinata che parte a sinistra dell'hotel. Anche qui tantissime foto! L'acqua è stupenda e ci facciamo un bagno rigenerante prima di stenderci sulla sabbia finissima! Prima di tornare in hotel, aperitivo al piccolo chiringhito in spiaggia. Alla dieta ci penseremo al ritorno in italia!
Doccia veloce e poi di nuovo verso Carvoeiro, questa volta passando dall'interno. La nostra meta è il Garden Carvoeiro | Ristorante & Lounge: ci aveva colpito passando davanti e l'impressione è stata confermata. Locale intimo, cibo abbondante e di ottima qualità. Una serata perfetta.
Giorno 9 – Tra storia moresca, festival medievali e nuove città da scoprire
Oggi ci spingiamo un po' all'interno, circa 14 chilometri, per visitare Silves. In epoca moresca era la capitale dell'Algarve e furono proprio i mori a costruire la suggestiva cinta muraria in mattoni rossi e la Fortaleza, ancora oggi perfettamente visibili. All'interno si trova una splendida cisterna del XIII secolo, la Cisterna Grande, che un tempo serviva l'intera città. Molto bello anche il lungo fiume Arade con il suo ponte romano.
Scopriamo che, per dieci giorni nella prima metà di agosto, questa piccola città torna indietro nel tempo fino al XII secolo. Ma non all'epoca dei regni cristiani, bensì a quella dell'Islam Al Gharb. Silves, infatti, è stata una capitale musulmana per quasi 500 anni, prima di essere conquistata nel 1189. All'epoca si chiamava Madinat Xilb, e il festival rievoca proprio quella città dimenticata.
La particolarità del festival non è tanto la rievocazione storica, quanto l'intensità: la città è piccola e per dieci giorni gran parte del centro viene chiusa al traffico. Persino i bidoni della spazzatura vengono sostituiti con casse di legno coerenti con l'epoca. La plastica è vietata: niente bicchieri, piatti o cannucce usa e getta. All'ingresso viene consegnata una tazza di ceramica da usare per tutta la durata del festival. A fine evento si può riportare indietro e ricevere un piccolo rimborso. Un dettaglio semplice, ma che cambia completamente l'atmosfera. La popolazione locale è coinvolta in prima persona: centinaia di abitanti indossano costumi d'epoca. Mercanti, poeti, ballerini, fabbri, fornai... molte famiglie ricoprono gli stessi ruoli da anni. Un anziano accoglie i visitatori come Visir, un'altra famiglia allestisce il campo berbero, un'altra ancora conia le monete speciali del festival, gli xilb. Non è un semplice evento turistico, ma il momento più importante del calendario culturale di Silves.
Proseguiamo verso Faro (62 km) Faro è la città più grande dell'Algarve ed è anche la città dove si trova l'unico aeroporto internazionale della regione. Nonostante le sue dimensioni è rimasta comunque una città a misura d'uomo con delle belle strade pedonali vicino al porto turistico e, soprattutto, con la Cidade Velha (città vecchia) arroccata dietro alle mura fortificate. Ad essere sinceri non ci è piaciuta più di tanto. Breve sosta per il pranzo e proseguiamo verso Tavira (38 km) dove pernotteremo per 3 notti presso Vila Gale Tavira.
Dopo aver preso possesso della camera, ci concediamo un bagno nella bellissima piscina dell'hotel. Poi usciamo per un primo giro della cittadina. Tavira è divisa in due dal fiume Gilão ed è caratterizzata da un delicato mix di stile portoghese e moresco. Ci dirigiamo verso Praça da República, a soli 500 metri dall'hotel: è il cuore pulsante della città, dove si concentrano ristoranti, bar e, nelle sere d'estate, spettacoli musicali. Passeggiamo un po' anche nel Jardim Público de Tavira, poi rientriamo in hotel dove avevamo prenotato la cena a buffet. Dopo cena passeggiata in centro, gelatino con musica di sottofondo!
Giorno 10 – L'Isola di Tavira tra dune, vento e un pomeriggio lento
Stamani il tempo non è dei migliori: cielo grigio, qualche folata di vento... ma senza perderci d'animo ci dirigiamo verso il lungo fiume della città, da dove parte il traghetto per l'Ilha Ilha de Tavira. In poco più di dieci minuti si arriva sull'isola (gli orari e i prezzi sono ben indicati al molo e li trovate anche sul sito).

Appena sbarcati ci incamminiamo verso la bellissima spiaggia dorata. È completamente diversa da quelle di Lagos e Carvoeiro, dove regnavano calette, grotte e falesie imponenti. Qui il paesaggio cambia: dune morbide, sabbia finissima e spiagge lunghissime che sembrano non finire mai.
La spiaggia principale, la più vicina all'attracco del traghetto, è Praia de Tavira. Qui si trovano ristoranti e bar, e c'è la possibilità di noleggiare lettini e ombrelloni, solitamente presi d'assalto in alta stagione. Oggi però, complice la giornata senza sole, c'è poca gente e l'atmosfera è più tranquilla.
Dopo pranzo rientriamo a Tavira. Il brutto tempo ci smorza un po' l'entusiasmo, così decidiamo di prendercela con calma e scoprire meglio la cittadina, passeggiando senza fretta tra le sue stradine, i ponti sul fiume e le piazzette silenziose. Saliamo fino al Castello. Alcuni tratti di mura antiche sono ancora ben visibili, come l'Arco da Misericordia.
L'entrata è libera e al suo interno troverete anche un bellissimo giardino fiorito. Accanto al castello si trova l'Igreja da Misericordia, una splendida chiesa del XVI ricca di azulejos blu. Gli interni sono un vero e proprio scrigno di bellezze artistiche, adornati da splendidi azulejos che raccontano storie bibliche e scene della vita di Cristo. Tornati verso il fiume, percorriamo Rua Borda d'Água da Asseca, una piacevole passeggiata pedonale che costeggia il Gilão regalando scorci bellissimi sulla città. La giornata si conclude al ristorante O'Patio, dove ci fanno accomodare su una terrazza raccolta, sospesa tra i tetti di Tavira. Un luogo semplice ma pieno di atmosfera, perfetto per chiudere un pomeriggio lento e un po' malinconico.
Giorno 11 – Culatra e Farol: un piccolo paradiso senza auto
Il sole torna a splendere e noi ne approfittiamo subito: in auto raggiungiamo Olhão, a circa 28 km, con il suo porto vivace e le case bianche dall'aria moresca. Nel centro storico si alternano vicoli stretti, abitazioni candide e palazzi decorati da azulejos, creando un piccolo labirinto affascinante.
Dal porto ci imbarchiamo per l'isola di Culatra. In estate i traghetti partono ogni 15 minuti e fanno tappa sia sull'isoladi Armona sia nelle due località principali di Culatra: il villaggio omonimo e Farol. Noi scegliamo proprio quest'ultima, più turistica ma ancora autentica, con capanni di pescatori e ristorantini stagionali.


Culatra fa parte del Parco Naturale di Ria Formosa, un'area protetta fatta di lagune, canali e banchi di sabbia. L'isola è completamente pedonale e, appena si scende dal traghetto, si ha davvero la sensazione di essere approdati in un luogo sospeso nel tempo.
Il lato occidentale è chiamato Ilha do Farol, quello orientale Ilha da Culatra: due anime diverse unite da un'unica, lunghissima striscia di sabbia.
Per raggiungere la spiaggia percorriamo passerelle e sentieri tra piccole casette, un campeggio e qualche chiringuito. Nessun negozio di souvenir, nessuna confusione: solo mare, vento e silenzio. La spiaggia è immensa, quasi abbagliante.
La giornata scorre tra bagni, passeggiate e un pranzo con i piedi nella sabbia. Quando rientriamo a Tavira siamo stanchi, bruciacchiati dal sole e completamente innamorati di questo angolo di paradiso.
Giorno 12 – Arrivederci Algarve, bentornata Spagna
È il momento di salutare l'Algarve, che ormai ci è entrata nel cuore e dove torneremo sicuramente. Inizia il viaggio di rientro: destinazione Almería, 591 km più in là. La città, di origine araba, fu un tempo un porto fondamentale del Califfato di Cordoba e, nell'XI secolo, capitale di una Taifa.
Arriviamo stanchi e lasciamo l'auto nel parcheggio dell'ExeAlmería Centro (che nel 2022 era AC Hotel). Una doccia veloce, un tuffo in piscina e finalmente ci rilassiamo sui lettini, con la vista sull'imponente Alcazaba che domina la città.
L'Alcazaba, costruita nel X secolo, è una delle più grandi fortezze arabe dell'Andalusia, seconda solo all'Alhambra di Granada. Dalle sue mura si gode una vista spettacolare sulla baia e sul centro storico. Al suo interno si trovano palazzi, giardini, torri, cisterne, terme e persino una chiesa cattolica: un vero viaggio attraverso secoli di storia.
Quando ci decidiamo a uscire, raggiungiamo il Barrio La Almedina, un quartiere variopinto ai piedi della fortezza. Purtroppo l'Alcazaba è già chiusa, così ci limitiamo a esplorare i dintorni e a scattare foto alla Cattedrale, un edificio unico nel suo genere: una chiesa-fortezza in stile gotico, nata per difendere la città dagli attacchi dei pirati.
Proseguiamo poi verso il lungomare, attraversando i giardini del Parco Nicolás Salmerón, fino a raggiungere Playa San Miguel, dove ci concediamo una cena a base di tapas in uno dei tanti localini affacciati sul mare, La Cabaña del Tío Tom, con ampia scelta di tapas a prezzi contenutissimi. Fila per entrare.
Rientriamo in hotel lentamente, stanchi ma ancora una volta appagati!
Giorno 13 – Escursione a Mini Hollywood: un tuffo nel Far West (30 km)
Oggi torniamo un po' bambini. Abbiamo deciso di regalarci una giornata a Mini Hollywood, un parco divertimenti immerso nel deserto di Tabernas, nato attorno ai set cinematografici dei grandi film western girati qui negli anni Sessanta e Settanta, quando il genere viveva la sua epoca d'oro.
Camminare tra queste scenografie è come entrare in un film: saloon, polvere, cavalli, sceriffi... tutto sembra rimasto esattamente com'era. Qui sono stati girati non solo celebri western come Il buono, il brutto, il cattivo, ma anche scene di Indiana Jones e l'ultima crociata, Lawrence d'Arabia e Cleopatra. In alcuni angoli si possono ancora vedere carrozze originali utilizzate durante le riprese, perfettamente conservate. I set sono senza dubbio l'attrazione principale, ma il parco offre molto di più. Con un unico biglietto assistiamo a diversi spettacoli dal vivo: alcuni un po' buffi, altri davvero ben fatti, ma tutti capaci di strappare un sorriso. Ci divertiamo anche a indossare gli abiti tipici dell'epopea western, tra cappelli, pistole finte e gonne svolazzanti.
La visita prosegue nella riserva zoologica, dove vivono oltre 200 specie animali, e in un giardino botanico sorprendente, con più di 250 varietà di cactus provenienti da tutto il mondo. Un angolo verde nel mezzo del deserto. Per chi vuole rinfrescarsi, c'è anche una zona acquatica con piscine, scivoli e giochi d'acqua: perfetta per spezzare la giornata e rilassarsi un po'.
Mini Hollywood si rivela un'esperienza divertente e leggera, un modo originale per scoprire un pezzo di storia del cinema e trascorrere qualche ora in un'atmosfera davvero unica. Qui trovi orari e prezzi MiniHollywood Oasys Almería

Torniamo ad Almeria dopo aver trascorso una giornata diversa, estremamente piacevole.
Giorno 14 – Valencia: la città che ti conquista passo dopo passo
Dopo un’abbondante colazione ci rimettiamo in viaggio verso Valencia: 446 km che scorrono veloci tra chiacchiere, musica e quella curiosità crescente che solo le città nuove sanno regalare. Valencia ci accoglie con il suo mix irresistibile di antico e moderno: la tradizione viva della Ciutat Vella e del Barrio del Carmen si intreccia con le linee futuristiche della Ciutat de les Arts i les Ciències. È una città che, fin dal primo sguardo, senti che potrebbe diventare “tua”. Lasciamo l’auto al Meliá Valencia e, anche se proprio accanto c’è la fermata del bus Corts Valencianes – L’Alt Maestrat che in venti minuti porta in centro, decidiamo di andare a piedi. Le distanze non ci spaventano: abbiamo voglia di respirare la città, passo dopo passo. (Per chi preferisce i mezzi, metro e tram sono davvero comodi: https://www.visitvalencia.com/it/pianificate-il-vostro-viaggio-a-valencia/come-muoversi/metro)
Durante la nostra camminata attraversiamo l’Antiguo Tramo Fluvial del Río Turia, oggi trasformato in un enorme parco verde che taglia la città come un nastro. È un luogo sorprendente, perfetto per correre, passeggiare o semplicemente osservare la vita valenciana scorrere.
Prima di arrivare nel cuore della città, entriamo nel Barrio del Carmen, un quartiere che ha cambiato pelle mille volte: rifugio, caserma, zona di prostituzione, centro dell’aristocrazia medievale, quartiere operaio… oggi è uno dei luoghi più vivi e frequentati di Valencia. Di giorno è il regno dello shopping tra boutique alternative e atelier di grandi marchi; di notte si anima di giovani che si ritrovano nei tanti localini per rilassarsi dopo studio o lavoro.
Qui si nasconde una piccola meraviglia: la Casa de los Gatos. Una minuscola facciata artistica firmata da Alfonso Yuste Navarro, una palazzina in miniatura completa di patio, balcone e fioriera. È un’opera così dettagliata che ci perdiamo a cercare particolari: la foto di Charlie Chaplin che sbuca da una finestra, la fioriera che sembra vera… e la porticina d’ingresso, che permette ai gatti del quartiere di entrare nel loro piccolo rifugio segreto. Proseguendo arriviamo alle Torri di Serranos, uno dei simboli della Valencia medievale. Dall’esterno appaiono come due torri imponenti e impenetrabili, ma sul retro si aprono in eleganti sale gotiche con archi e volte che raccontano la ricchezza della città nel passato.
Finalmente raggiungiamo la Cattedrale di Valencia, dominata dal Miguelete (o Micalet), la torre campanaria che offre una vista spettacolare sul centro storico. La salita è scandita da tre ambienti: la piccola stanza dove un tempo si accoglievano i richiedenti asilo, la sala dei sacrestani e dei campanari, e infine la terrazza con le sue undici campane.
La Cattedrale è un intreccio di stili – romanico, gotico e barocco – evidente soprattutto nei tre portali d’ingresso. Ma il suo tesoro più prezioso è il Sacro Graal, una coppa in agata orientale che, secondo la tradizione, fu custodita da San Pietro a Roma, portata a Huesca da papa Sisto II e infine giunta a Valencia grazie ad Alfonso il Magnanimo. Dal XV secolo riposa nella cappella che porta il suo nome. Se capitate qui di giovedì, non perdete il Tribunal de las Aguas, un rito millenario che si svolge a mezzogiorno davanti alla Porta degli Apostoli: i rappresentanti degli otto canali irrigui discutono le questioni degli agricoltori e i giudici, vestiti di nero, emettono sentenze orali e senza appello. Un frammento di storia ancora vivo. Orari e prezzi della Cattedrale:

La nostra passeggiata ci porta poi al Mercato Centrale, il più grande d’Europa. La struttura modernista in ferro battuto, piastrelle colorate e vetrate è un capolavoro. Purtroppo arriviamo tardi: il mercato chiude nel primo pomeriggio e non riusciamo a visitarlo all’interno. Sarà per la prossima volta.
La giornata vola e ci rendiamo conto che non abbiamo più tempo per la Città della Scienza, l’Oceanografico, la Lonja de la Seda o il quartiere di Ruzafa, il “Soho” valenciano.
Sono tutte ottime ragioni per tornare, magari per un weekend dedicato solo a Valencia.
E mentre rientriamo verso l’hotel, con le gambe stanche ma il cuore pieno, ci promettiamo che questa città la rivedremo presto.
Giorno 15 – Dal mare di Valencia alla luce di Montpellier
Decidiamo di iniziare la giornata con una colazione vista mare: vogliamo vedere le spiagge di Valencia quando ancora la città dorme. E infatti, quando arriviamo sul lungomare, siamo praticamente soli. Il silenzio, la luce morbida del mattino e l’odore del mare creano un’atmosfera speciale, quasi sospesa.
Le spiagge cittadine – Cabanyal, Malvarrosa e Patacona – sono tre chilometri e mezzo di sabbia dorata, ampie, ordinate e vicinissime al centro. Si raggiungono facilmente in auto o in metro, ma oggi ci basta godere di questo momento lento, con il mare che ci accompagna mentre sorseggiamo il nostro caffè.
Riprendiamo poi l’auto e puntiamo verso la Francia. La tappa di oggi è Montpellier, la città più soleggiata di Francia. Ci aspettano oltre 7 ore di viaggio e 687 km, e quando finalmente arriviamo siamo stanchi, complice anche la consapevolezza che la vacanza sta pian piano volgendo al termine.
Per la notte abbiamo scelto il Lagrange Aparthotel Montpellier Millénaire, nel quartiere Millénaire. L’appartamento è un po’ decentrato rispetto alla piazza principale (circa 3,5 km), ma questo non ci scoraggia: anche oggi decidiamo di onorare la nostra tradizione di “camminatori folli”. Raggiungiamo la Place de la Comédie, il cuore pulsante della città, e ne rimaniamo subito affascinati. Da qui si diramano tante stradine che conducono al centro storico medievale, un dedalo di vicoli pieni di vita, negozietti e scorci pittoreschi.
Per cena scegliamo un locale delizioso, In Vino Veritas, che purtroppo oggi non esiste più. Al suo posto c’è ora l’enoteca Le Fav | Bar à vin, che sembra comunque mantenere quell’atmosfera intima e accogliente. Dopo cena rientriamo in hotel: domani ci aspetta l’ultima tappa del viaggio.
Montpellier ci ha sorpreso. Le cose da vedere sarebbero tante, e anche i dintorni meritano: castelli affascinanti, borghi tranquilli e spiagge meno conosciute, quindi più selvagge e autentiche. La più vicina è Palavas-les-Flots, la cittadina costiera più antica della zona, con il suo porticciolo, i ristoranti di pesce fresco e una teleferica che permette di passare da una riva all’altra per esplorare i suoi 7 km di spiaggia bianca. Anche Montpellier, insomma, finisce dritta nella lista dei luoghi da rivedere. E magari la prossima volta le dedicheremo più tempo.
Giorno 16 – Il ritorno a casa (con una tappa speciale a Torino)
Oggi è il giorno del rientro in Italia. Dopo tanti chilometri, città, scoperte e meraviglie, il nostro viaggio ci riporta verso casa… ma con una tappa che scalda il cuore: Torino, dove vive mio figlio. Sono circa 600 km di autostrada, un tragitto che scorre tra pensieri, ricordi dei giorni appena trascorsi e quella dolce malinconia che arriva sempre quando una vacanza volge al termine. Ma sapere che la meta è Torino rende tutto più leggero.
Arriviamo nel pomeriggio nella splendida città piemontese, elegante e luminosa anche in agosto. Proprio in questo periodo gli hotel hanno prezzi sorprendentemente convenienti, così riusciamo a prenotare il Concord Hotel, un quattro stelle in pieno centro… al prezzo di un tre stelle, colazione inclusa. Una piccola soddisfazione che non guasta mai. Veniamo a Torino ogni volta che possiamo e questa città ci accoglie sempre con la sua atmosfera composta e affascinante, fatta di portici infiniti, piazze scenografiche e quel mix perfetto tra storia e modernità. È bello tornare in Italia passando da qui, in una città che sa essere accogliente senza bisogno di grandi gesti. Ceniamo al Rifugio Piemonte, un locale nel cuore della città dove i piatti tipici piemontesi profumano di casa e tradizione. È il modo perfetto per concludere la giornata: una tavola accogliente, sapori autentici e quella serenità che solo Torino, con la sua eleganza discreta, sa regalare.
🍽️ Cosa mangiare in Algarve
La gastronomia dell’Algarve è un piccolo universo da scoprire: sapori autentici, ingredienti semplici e piatti che raccontano la storia di questa terra sospesa tra oceano e campagna. Qui si mangia bene, davvero bene, e ogni tavola diventa un viaggio nel viaggio.
Couvert: il benvenuto portoghese
Prima ancora di ordinare, spesso arriva il couvert: una sorta di antipasto composto da tanti piccoli assaggi. Pane fresco, burro, paté di sardine, olive… e le immancabili Zanahorias Aliñadas, carote affettate e condite con aglio, olio e un tocco di aceto. Semplici, profumate, irresistibili.
Petiscos: le tapas alla portoghese
I petiscos sono l’orgoglio dei portoghesi: mini porzioni pensate per essere condivise, spizzicate, assaggiate una dopo l’altra. Non un semplice aperitivo, ma un modo di stare insieme, di assaporare tanti gusti diversi senza fretta.
Cataplana: il cuore della cucina algarvia
La cataplana è forse il piatto più iconico dell’Algarve. Viene cucinata nell’omonima pentola di rame, formata da due parti che si chiudono ermeticamente, trattenendo tutti gli aromi.
Le versioni sono tante:
- la più tradizionale, con pesce e verdure in umido
- la cataplana de marisco, un tripudio di aragosta, vongole, calamari e frutti di mare freschissimi
- varianti con riso e frutti di mare
- oppure con carne di maiale e verdure, sorprendentemente gustosa
Un piatto che profuma di oceano e tradizione.
Choquinhos à algarvia
Le seppioline alla maniera dell’Algarve sono cucinate in piccoli tegami di coccio con aglio, olio, vino bianco e coriandolo. Pochi ingredienti, tanto sapore. Un piatto che conquista al primo assaggio.
Pataniscas de polvo
Nella zona di Tavira si trovano queste deliziose frittelle di polpo, croccanti fuori e morbide dentro. Nel resto del Portogallo le pataniscas si preparano con il baccalà, ma qui il polpo è protagonista assoluto.
Sardine: la regina dell’Algarve
Le sardine sono ovunque, quasi quanto il baccalà. Grigliate, profumate, servite con patate e insalata: un classico intramontabile. Dicono che le migliori si mangino a Portimão.
Frango Bêbado e Frango Piri-Piri
Per chi ama la carne, due piatti imperdibili:
- Frango Bêbado, pollo cotto nel vino o nella birra
- Frango Piri-Piri, pollo piccante, speziato, saporito, uno dei simboli della cucina portoghese
📚 Romanzi ambientati (o in parte ambientati) in Algarve
1. The Algarve Affair – Jonathan Ryder
Un thriller ambientato proprio in Algarve, dove un detective inglese indaga su un omicidio legato alla criminalità portoghese.
2. A Small Death in the Algarve – David Gilmour
Un giallo che segue un ex detective alle prese con un omicidio in una tranquilla cittadina dell’Algarve. Atmosfere lente, segreti e relazioni complesse.
3. Sunset Over the Olive Grove – Suzanne Joinson
Ambientato nel Portogallo degli anni ’30, racconta il viaggio di una donna inglese che arriva in Algarve alla ricerca della verità sulla sua famiglia.
4. The Snow Game – Michael Powell
Un romanzo ambientato negli anni ’60: una coppia inglese si trasferisce in Algarve e si ritrova coinvolta in eventi misteriosi.
5. Salt of the Sea – Isabel Ashdown
Una storia familiare intensa, ambientata in parte in Algarve, dove una vacanza si trasforma in un evento drammatico che cambia tutto.
6. The Invisible Wall – Harry Bernstein
Non interamente ambientato in Algarve, ma contiene parti ambientate in un piccolo villaggio della regione, legate ai ricordi dell’autore.
🎬 Algarve da film: curiosità e location da non perdere
L’Algarve non è solo mare cristallino e scogliere dorate: negli ultimi anni è diventata anche un set cinematografico sempre più amato da registi e produzioni internazionali. La sua luce, i paesaggi selvaggi e i villaggi bianchi sospesi tra oceano e colline hanno conquistato il grande schermo.
Ecco alcune curiosità e luoghi che puoi visitare per ritrovare l’Algarve… proprio come nei film.
1. The Right Juice (2014)
Il film indipendente The Right Juice è stato girato principalmente nella zona rurale tra Silves e Lagoa, tra aranceti, stradine di campagna e case tradizionali.
Curiosità: La produzione ha scelto l’Algarve per la sua luce “calda” e per la possibilità di girare in location autentiche senza grandi set costruiti. Molti abitanti del posto hanno partecipato come comparse.
2. Leviano (2018)
Un dramma familiare ambientato durante un’estate in Algarve. Tre sorelle e la loro madre affrontano segreti e tensioni del passato, con le spiagge e le scogliere dell'Algarve come sfondo suggestivo. Il film è stato girato in diverse località costiere dell’Algarve, soprattutto tra Albufeira, Portimão e Praia da Rocha.
Curiosità: molte scene sono state girate all’alba per catturare la luce rosata dell’oceano.La produzione ha scelto l’Algarve per rappresentare un’estate intensa, luminosa e piena di contrasti emotivi.
3. That Good Night (2017)
Con John Hurt, racconta la storia di uno sceneggiatore anziano che si ritira in una villa affacciata sull’oceano in Algarve, nei dintorni di Albufeira, per fare i conti con la propria vita. Paesaggi marini e atmosfere intime dominano il film. Curiosità: la villa utilizzata nel film è privata, ma la zona circostante è visitabile. Le riprese hanno valorizzato le scogliere e i tramonti dell’Algarve, trasformandoli in un elemento narrativo.
4. Red Flags (in produzione, 2025)
Thriller britannico-portoghese girato a Quarteira. Racconta la storia di un’ex star televisiva coinvolta in un mistero durante una vacanza. Il film valorizza la luce dorata e la costa dell’Algarve, confermando la regione come nuova meta cinematografica. Molte scene sono state girate nel porto turistico di Vilamoura.



