Il nostro itinerario siciliano: qualche premessa prima di iniziare
C'è qualcosa di irresistibile nei viaggi on the road: quella sensazione di libertà che ti accompagna mentre scorri lungo la costa, il vento che entra dal finestrino e l'idea che ogni deviazione possa trasformarsi in una piccola avventura. Anche questa volta abbiamo scelto di partire così, con l'auto al seguito, imbarcandoci dal porto di Napoli verso la Sicilia. Un modo lento e piacevole di avvicinarsi all'isola, ma non l'unico: chi preferisce può tranquillamente atterrare direttamente a Palermo, Catania o Trapani e iniziare da lì il proprio itinerario.
In questo racconto troverai le tappe che abbiamo scelto di esplorare, tralasciando volutamente la zona di Palermo,Taormina e Catania perché già vissuta in viaggi precedenti. E anche se il viaggio risale al 2021, tutte le informazioni su strutture, visite e spostamenti sono state verificate oggi, così da offrirti un quadro aggiornato e affidabile. Un'estate siciliana, quindi, raccontata chilometro dopo chilometro: tra strade che profumano di mare, borghi assolati e quella libertà che solo un on the road sa regalare.
📘 Indice del post
- ✨ Perché scegliere la Sicilia
- 🌤️ Quando andare in Sicilia
- 🚗 Vieni muoversi in Sicilia
- 🗺️ Itinerario – Sicilia, Estate 2021
📍 Giorno 1 – Arrivo a Napoli, imbarco e traversata
📍 Giorno 2 – Arrivo a Palermo e Siracusa (265 km)
📍 Giorno 3 – Marzamemi, Punta Secca, Marina di Ragusa (144 km)
📍Giorno 4 – Sciacca (179 km)
📍Giorno 5 – Trapani ed Erice (124 km)
📍Giorno 6 – Isola di Favignana (tour al Barca)
📍Giorno 7 – Trapani, Saline di Trapani e Paceco al tramonto
📍Giorno 8 – San Vito Lo Capo e dintorni
📍Giorno 9 – Scopello e i suoi faraglioni
📍Giorno 10 – Monreale e Mondello (170 km)
📍Giorno 11 – Cefalù, Palermo e imbarco (156 km)
📍Giorno 12– Arrivo a Civitavecchia, Cecina (206 km)
🔎 Cultura e curiosità
- 🍽️Cosa mangiare in Sicilia
- 📚 I libri e la Sicilia
- 🎬 La Sicilia al cinema
✨ Perché scegliere la Sicilia
Scegliere la Sicilia significa scegliere un viaggio che non somiglia a nessun altro. È un'isola che ti accoglie con una bellezza immediata, quasi istintiva: il profumo del mare che arriva prima ancora di vedere la costa, la luce intensa che avvolge tutto, i colori che sembrano più saturi del normale. Qui ogni giornata ha il ritmo lento delle cose fatte con gusto, e ogni angolo racconta una storia diversa.
La Sicilia è perfetta per chi ama i viaggi on the road perché cambia continuamente: un momento sei su una strada che corre accanto al mare, quello dopo ti ritrovi tra colline dorate, vigneti, borghi silenziosi o città vivissime. E qualche volta anche in zone che andrebbero rivalutate! Ma è anche una destinazione che sa conquistare chi cerca cultura, tradizioni, cucina autentica e una natura che alterna spiagge caraibiche a scogliere selvagge. In questo viaggio del 2021 — aggiornato oggi con informazioni fresche e affidabili — la Sicilia ci ha ricordato perché, tra tutte le mete possibili, è sempre una buona idea tornare qui. Perché ogni estate sull'isola è diversa, ma tutte hanno una cosa in comune: ti restano dentro.
🌤️ Quando andare in Sicilia
La Sicilia è una di quelle destinazioni che sanno essere splendide in ogni stagione, ma l'estate ha un fascino tutto suo: luce intensa, giornate lunghissime, mare che sembra chiamarti per nome. Detto questo, scegliere quando andare può davvero cambiare il ritmo e l'atmosfera del viaggio.
Se ami il caldo pieno, quello che ti avvolge appena scendi dall'auto, luglio e agosto sono i mesi più iconici: l'isola è vibrante, viva, ricca di eventi e di serate che finiscono sempre troppo tardi. Le spiagge sono più affollate, certo, ma anche incredibilmente energiche.
Chi preferisce un clima più morbido, invece, trova il suo paradiso a giugno e settembre. Le giornate sono ancora perfette per il mare, le strade meno trafficate e i borghi più tranquilli. È quel momento dell'anno in cui la Sicilia sembra respirare più lentamente, lasciandoti spazio per goderti ogni dettaglio.
La primavera, poi, è un'esplosione di colori. Le città tornano a brillare, i giardini si riempiono di fiori e le temperature sono perfette per alternare visite culturali a qualche giornata di mare anticipata. L'autunno è il momento ideale per godersi la cultura con calma: i mercati storici, i palazzi barocchi, le chiese monumentali e i quartieri più autentici si lasciano scoprire passo dopo passo. In inverno, invece, l'isola regala un'atmosfera diversa, quasi intima: le città si riempiono di vita locale, i ristoranti profumano di piatti di stagione e le passeggiate sul lungomare hanno un fascino malinconico ma irresistibile.
🚗 Come muoversi in Sicilia
Muoversi in Sicilia significa abbracciare un ritmo tutto particolare, fatto di strade panoramiche, deviazioni improvvisate e quella libertà che solo un viaggio su quattro ruote sa regalare. L'isola è grande, varia, e per godersela davvero la soluzione migliore è quasi sempre l'auto: ti permette di raggiungere spiagge nascoste, borghi arroccati, riserve naturali e piccoli paesi dove la vita scorre lenta e autentica. Le autostrade principali (A18 Messina-Catania; A19 Palermo-Catania; A20 Messina-Palermo; A29 Palermo-Mazara del Vallo e A29 Dir Alcamo-Trapani; A18 Siracusa-Gela e Catania-Siracusa) sono abbastanza scorrevoli e collegano bene le città più grandi. Alcune tratte sono gratuite. Le strade provinciali regalano scorci che sembrano cartoline. Certo, qualche tratto può essere un po' dissestato ma nulla che rovini l'esperienza. Chi arriva in aereo può noleggiare un'auto direttamente in aeroporto, mentre chi parte dal continente può imbarcarsi con la propria vettura, come abbiamo fatto noi nel 2022. Naturalmente, esistono anche alternative: autobus regionali, treni che collegano le principali città e persino traghetti interni per raggiungere le isole minori. Ma se l'obiettivo è vivere la Sicilia in libertà, fermandosi quando un panorama ti chiama o quando un cartello indica una spiaggia che non avevi previsto, l'auto resta la compagna di viaggio ideale.
Per maggiori informazioni: https://siciliantraveler.com/it/come-spostarsi-in-sicilia-guida-per-viaggiatori/
🗺️ Itinerario – Sicilia, Estate 2021
Giorno 1 – Verso il Sud, lentamente
Partiamo da Cecina con tutta la calma che si addice all'inizio di un viaggio atteso. La strada scorre tranquilla fino a Napoli, dove nel tardo pomeriggio ci dirigiamo alla Calata di Massa per sbrigare con serenità tutte le procedure d'imbarco.
Alle 20.00 la nave GNV salpa verso Palermo. Abbiamo prenotato una cabina per riposare bene — scelta azzeccatissima. La nave è piena all'inverosimile: gente accampata ovunque, sdraiata su sedie, divanetti, tappeti... un piccolo mondo galleggiante che si prepara alla notte. Noi, invece, ci godiamo la nostra cabina e un po' di meritato silenzio.
Giorno 2 – L'arrivo in Sicilia e il primo incontro con Ortigia
Sbarchiamo alle 6.45, ancora con la luce morbida del mattino. Dopo un'abbondante colazione ci mettiamo in viaggio verso Siracusa: 265 km senza soste, anche se volendo si potrebbe deviare verso Piazza Armerina per la Villa Romana del Casale, celebre per i suoi mosaici, oppure verso Caltagirone, patria della ceramica italiana e città natale di don Luigi Sturzo.
Noi, però, abbiamo un obiettivo: arrivare a Siracusa per pranzo.
Parcheggiamo nei pressi del nostro B&B, Palazzo Giunta – Porta Marina Ortigia. Si trova subito dopo Porta Marina, la porta del XVI secolo che permetteva l'ingresso alla città attraverso le antiche fortificazioni spagnole. Il B&B è davvero carino: a noi capita una camera con terrazza vista mare, splendida... ma al terzo piano senza ascensore. Le valigie diventano improvvisamente più pesanti, ma una volta entrati in camera la fatica svanisce: la vista ripaga tutto.
Doccia e poi via a cercare un posto dove pranzare e contemporaneamente cominciare ad assaporare la città.
Ortigia: un tuffo nella storia
La piccola isola di Ortigia è il cuore più antico di Siracusa, un intreccio di meraviglie naturali e architettoniche che incanta anche solo passeggiando.
Raggiungiamo Piazza Archimede (250 metri dal B&B), una delle piazze principali dell'isola. Al centro svetta la Fontana di Artemide, circondata da palme e sculture che raccontano antiche leggende. Qui ci sono diversi ristorantini e ci fermiamo a mangiare qualcosa al volo. Proseguiamo verso Piazza Duomo, uno dei luoghi più scenografici di Ortigia. La Cattedrale di Santa Maria delle Colonne domina la piazza insieme al Palazzo della Sovrintendenza, al municipio e alla Chiesa di Santa Lucia alla Badia. È un salotto barocco a cielo aperto, luminoso, elegante, con i palazzi color calcare che brillano sotto il sole siciliano. La cattedrale, costruita nel VII secolo, ingloba le colonne doriche di un tempio greco del V secolo a.C. dedicato ad Atena: ancora oggi sono perfettamente visibili . Un incontro meraviglioso tra epoche lontane.
La Fonte Aretusa e la leggenda che la avvolge
La nostra passeggiata ci porta alla Fonte Aretusa, un luogo dal fascino unico: uno specchio d'acqua dolce che sgorga a pochi metri dal mare, un fenomeno rarissimo. Qui cresce rigoglioso il papiro — Siracusa è uno dei pochissimi luoghi in Europa dove cresce spontaneamente — e nuotano anatre e cefali che rendono la scena ancora più poetica.
La leggenda racconta della ninfa Aretusa, trasformata da Artemide in una sorgente per sfuggire al dio Alfeo, innamorato di lei. Alfeo, mutato in fiume, attraversò il Mar Ionio per raggiungerla, unendo per sempre le sue acque a quelle dell'amata. Un abbraccio eterno che rivive in questo luogo.
La punta meridionale e il Castello Maniace
Proseguiamo fino al Castello Maniace, una fortezza che sembra emergere dal mare. Non entriamo, ma lo ammiriamo dall'esterno, imponente e silenzioso.
Passeggiamo poi sul lungomare di Levante fino al Bagno Ebraico – il Miqweh, un sito storico di grande importanza spirituale. Qui la comunità ebraica siracusana compiva i rituali di purificazione immergendosi nelle vasche alimentate dalla falda sotterranea. È uno dei miqweh più antichi e meglio conservati d'Europa, un tesoro nascosto sotto le strade di Ortigia. Qui le modalità di accesso
https://www.comune.siracusa.it/vivere-il-comune/luoghi/bagni-ebraici#modalita_accesso

Il caldo comincia a farsi sentire, così torniamo in hotel per una pausa ristoratrice.
Aperitivo sul Lungomare Alfeo e cena nel cuore di Ortigia
All'ora dell'aperitivo siamo di nuovo in pista, pronti a goderci il Lungomare Alfeo, perfetto per un tramonto vista mare. I locali si animano, la musica si diffonde nell'aria, compaiono cocktail, taglieri e piatti di pesce: l'atmosfera è vibrante e rilassata allo stesso tempo.
Per cena restiamo a Ortigia e scegliamo il Ristorante Pizzeria Archimede: pesce di ottima qualità, un bel cortile interno e musica che accompagna la serata.
Dopo cena passeggiamo tra le vie del quartiere e ci imbattiamo nella Madonnina Orizzontale, l'installazione di Alfredo Romano collocata nel 2002 sulla facciata laterale della Galleria Civica Montevergini. È diventata uno dei simboli della Siracusa contemporanea, resa celebre anche dal video Musica Leggerissima di Colapesce e Dimartino.
Rientriamo infine in hotel, dove ci aspetta una vista fantastica dalla nostra terrazza. Un finale perfetto per il nostro primo giorno siracusano.
Giorno 3 – Spiagge da cartolina, borghi marini e... qualche delusione
Lasciamo Siracusa e, dopo appena 18 km, ci fermiamo alla spiaggia di Fontane Bianche. È una località costiera molto amata, piena di hotel e appartamenti curati, ma soprattutto famosa per la sua spiaggia a forma di ferro di cavallo: sabbia dorata, morbida, che scivola sotto i piedi, e un mare caldo, limpido, trasparente. Con la sua atmosfera tranquilla e le acque cristalline, Fontane Bianche è davvero una piccola delizia.
Riprendiamo il viaggio e ci dirigiamo verso una delle chicche più affascinanti della Sicilia: Marzamemi. Facciamo colazione qui, immersi in un borgo che sembra uscito da un racconto illustrato. Il cuore del paese è Piazza Regina Margherita, a pochi passi dal mare, circondata da vicoli colorati pieni di vasi in ceramica dipinti a mano, fiori vivaci e piante grasse. Ci sono negozini di souvenir, piccoli ristoranti e barchette colorate che ondeggiano placide. Mi innamoro delle casette dei pescatori: piccole, basse, in pietra dai colori caldi. Un tempo erano abitazioni umili, oggi non più abitate, ma conservano un fascino irresistibile.



Marzamemi
Proseguiamo verso Punta Secca, un piccolo borgo marinaro caratterizzato da una formazione di scogli che affiora davanti alla spiaggia principale. Gli abitanti la chiamano "A sicca",proprio per questa scogliera che emerge a pelo d'acqua.
Un tempo era un porto commerciale importante; oggi è un porticciolo tranquillo per barche da diporto e pescherecci, dominato dal Faro del 1853, alto 34 metri.
Nella piazzetta della torre si trova la celebre casa del Commissario Montalbano, resa famosa dall'omonima serie. Oggi è un B&B, ma resta meta di migliaia di fan che arrivano fin qui solo per scattare una foto davanti alla terrazza del commissario più famoso d'Italia.
Sarà per la folla sulla spiaggia, sarà per il caldo soffocante... ma a noi non ha entusiasmato più di tanto.

Arriviamo al nostro B&BA Casa di Vera, che dista appena 1,3 km. Le camere sono molto spartane e la zona circostante appare piuttosto trasandata: incontriamo diverse serre abbandonate lungo la strada. La proprietaria, però, è gentilissima e la struttura offre anche il noleggio biciclette.

Decidiamo di trascorrere la giornata al mare, nella spiaggia di Torre di Mezzo, ricca di lidi attrezzati e ristorantini perfetti per il pranzo.
Il pomeriggio lo passiamo al Piper Torre di Mezzo, uno stabilimento balneare con musica e ristorante, ideale per rilassarsi e godersi il mare. https://www.pipertorredimezzo.com/
Per cena scegliamo di spostarci a Marina di Ragusa (9 km). Purtroppo la scelta non si rivela vincente: troviamo una folla incredibile, fatichiamo a parcheggiare e ancora di più a trovare un ristorante con un tavolo libero per due. Una serata un po’ caotica, insomma.
Giorno 4 – Sciacca: ceramiche, castelli e scorci che profumano di mare
La giornata inizia con una colazione molto spartana al B&B, giusto il necessario per metterci in moto. Partiamo verso Sciacca (179 km), città famosa per le antiche terme romane, il Carnevale e soprattutto la ceramica, vero fiore all’occhiello dell’artigianato locale. A noi, lo dico subito, Sciacca è piaciuta tantissimo. Arriviamo al B&B Casa dell’Aromatario, dove lasciamo le chiavi dell’auto al proprietario: sarà lui a parcheggiarla un po’ distante dalla struttura. Nonostante l’ora, ci consegna subito la camera. Il B&B si trova in un edificio storico, ma le camere sono moderne e curate. Ci mostra il giardino pieno di erbe aromatiche e la sala colazioni scavata nella roccia: un piccolo gioiello nascosto. Lasciamo le valigie e cominciamo a girare la città.
Il Castello dei Luna: storia e panorami
La prima tappa è il Castello dei Luna (o Castello Nuovo), costruito nel 1380 dal vicario di Sicilia Guglielmo Peralta, che diede in sposa la figlia Margherita al nobile Arturo di Luna. Da qui il nome così particolare. Il castello si trova nella parte alta della città e domina il panorama con la sua posizione privilegiata. Purtroppo, oggi sono poche le parti ben conservate: restano alcuni tratti delle mura di difesa,
- la base della torre grande,
- la torre cilindrica a due piani dove viene proiettato un video,
- e il Palazzo del Conte.
La visita non merita, nonostante il biglietto costi poco.

Il Duomo e il chiostro di San Domenico
Scendiamo verso il Duomo, facilmente riconoscibile in Piazza Don Minzoni. Consacrato a Santa Maria Maddalena, ha una struttura a croce latina e tre absidi normanne.
La facciata barocca è imponente, decorata con statue e marmi, ma sono gli interni a lasciarci davvero senza parole: il soffitto della navata centrale ospita un grande affresco dell'Apocalisse, opera del pittore Tommaso Rossi. Poco distante si apre una piazza su cui si affaccia l'ex Convento di San Domenico. Non è visitabile perché chiuso e in stato di degrado, ma sul retro si trova un chiostro che viene utilizzato per cerimonie ed eventi. Proprio come la sera in cui siamo stati noi a Sciacca: un'atmosfera sospesa, tra storia e festa.


Duomo- Scalinata- Ex convento san Domenico- Chiostro Ex convento
La Scalinata di Sciacca e il quartiere dei Marinai
Da qui scendiamo verso il porto percorrendo la famosa Scalinata di Sciacca, un'opera urbana unica nel suo genere. Parte dal quartiere Marinai, una delle zone più vivaci della città, ricca di suoni, profumi e sapori.
La scalinata nacque per facilitare gli scambi commerciali: i muli e i carretti non riuscivano a superare la forte pendenza tra il porto e la città, così venne costruita questa lunga via di collegamento per trasportare le merci dalle navi alla terraferma.
Torniamo abbastanza provati in hotel, ma soddisfatti

Dopo un po' di relax, scendiamo per la cena: abbiamo prenotato al Ristorante Colapesce, 120 metri dal nostro B&B, dove mangiamo davvero bene. Pesce fresco, piatti curati, atmosfera piacevole. Dopo cena restiamo nei paraggi e ci fermiamo allo Skalunata Café Retrò, dove ascoltiamo della bella musica.
Una serata semplice ma perfetta, che chiude in bellezza la nostra tappa a Sciacca.
Giorno 5 – Trapani ed Erice: tonnare sul mare, borghi sospesi e sapori indimenticabili
Come promesso dal proprietario del B&B, la colazione è davvero spettacolare: ricca, curata, profumata. Partiamo ben rimpinzati in direzione Trapani (124 km). Per chi avesse tempo o non li avesse già visitati, lungo il tragitto si potrebbe fare una deviazione verso il Parco Archeologico di Selinunte, a soli 36 km da Sciacca: un sito immenso, ricco di resti greci e panorami mozzafiato.

Noi, però, abbiamo deciso di dedicare più giorni alla zona di Trapani e da lì muoverci per le escursioni. La nostra base sarà l'allora Ciao Club Tonnara di Bonagia, oggi completamente rinnovato e ribattezzato Phi Hotel La Tonnara di Bonagia. È un posto magnifico: una tonnara del XVII secolo trasformata in hotel, affacciata sul mare e immersa nel verde. Una spiaggetta rocciosa si trova proprio dietro l'angolo. Abbiamo scelto la mezza pensione e ci siamo trovati benissimo: il ristorante è di alto livello e ogni cena è un piccolo evento. In attesa che ci consegnino la camera, decidiamo di salire a Erice con la funivia. È il modo migliore per raggiungere la vetta: comoda, veloce, in soli 10 minuti regala una vista spettacolare su Trapani e sulle Isole Egadi. Il parcheggio adiacente è a pagamento.
Erice
Erice: un borgo sospeso nel tempo
Erice è piccolo, autentico, un dedalo di viuzze lastricate che si snodano tra chiese, piazze e antichi cortili. Camminando tra le sue salite e discese si scorgono tratti di Mediterraneo indimenticabili .
È un borgo che profuma di mito: le sue radici affondano nella leggenda e ogni pietra sembra raccontare una storia.
Appena superata Porta Trapani, ci si trova davanti alla Real Chiesa Madrice Insigne Collegiata, il Duomo di Erice. Costruito nel XIV secolo da Federico d'Aragona, è dedicato alla Vergine dell'Assunta. Si erge maestoso in Piazza Matrice, con il suo stile gotico e la Torre Campanaria che un tempo fungeva da torre di vedetta. Da qui si può iniziare un bellissimo tour tra vicoli, negozietti, ristoranti e pasticcerie dai profumi irresistibili.
Lungo Corso Vittorio incontriamo la Chiesa di San Martino, voluta da Ruggero il Normanno, raffinata nelle decorazioni interne, con maioliche e affreschi splendidi. Una delle icone di Erice è il Castello di Venere, arroccato sullo strapiombo che delimita il paese. Risale all'epoca normanna e fu costruito tra il XII e XIII secolo sui resti di un tempio dedicato alla dea Venere.
La sua posizione privilegiata permetteva di avvistare in anticipo ogni attacco proveniente da terra o dal mare: un punto strategico incredibile, oltre che di una bellezza mozzafiato.
I Giardini del Balio circondano il castello con eleganza, e poco distanti si trovano diverse torri medievali ben conservate.
Se si visita Erice, è d'obbligo una passeggiata lungo la cinta muraria, costruita per difendere il borgo: enormi massi che formano un'opera ingegneristica antichissima.
Tra le porte di accesso, oltre alla già citata Porta Trapani, è Porta Spada ad avere le origini più lontane ed essere la meglio conservata. La scelta enogastronomica a Erice è vasta e di ottima qualità. Scegliamo uno dei tanti ristoranti turistici ma caratteristici, dove ci concediamo un'arancina calda e filante e il celebre pane cunzato: pane di grano duro cotto a legna, condito con pomodori, pecorino, acciughe e olio. Una delizia.
Per gli amanti del dolce, tappa obbligata alla Pasticceria Maria Grammatico.
Facciamo una discreta fila, ma ne vale la pena: troviamo un tavolino e assaggiamo biscotti ai fichi e cannoli siciliani preparati secondo la tradizione locale. Un momento di pura felicità.

Rientro alla tonnara e relax totale
Dopo pranzo rientriamo in hotel e finalmente prendiamo possesso della camera.
Il pomeriggio scorre lento tra piscina e spiaggetta dell’hotel, cullati dal rumore del mare e dall’atmosfera rilassata della tonnara.
Giorno 6 – Favignana, tra acque turchesi e meraviglia pura
La giornata inizia con una colazione che definire abbondante è riduttivo: il buffet dell'hotel è talmente ricco che quasi ci dispiace lasciarlo, ma l'entusiasmo per ciò che ci aspetta è più forte. Oggi si va alla scoperta di Favignana, un'isola che già dal nome evoca mare cristallino, grotte e calette da cartolina.
Favignana è un piccolo paradiso per chi ama le mete balneari: la sua conformazione regala spiagge di sabbia fine come Cala Azzurra, Lido Burrone e i Calamoni, ma anche calette più selvagge, fatte di sabbia e ciottoli, nella zona di Punta Lunga, Preveto, Faraglioni e Punta Sottile.
Il centro urbano è composto da due piazze principali collegate da una via ove sono presenti locali e ristoranti. Il porto turistico è l'ideale per una passeggiata dopo cena o al tramonto, magari gustando sulla vicina spiaggia un gelato, una brioche con granita o una delle tante prelibatezze dolciarie che è possibile scoprire durante la propria permanenza. Dormire qui però credo sia la scelta giusta per chi vuole solo pace e tranquillità serali. A mio avviso meglio l'escursione di una giornata. L'isola è perfetta anche per gli amanti dello snorkeling, grazie alle numerose insenature dove l'acqua è talmente limpida da sembrare irreale. Per chi ama tuffarsi, invece, ci sono zone rocciose come Grotta Perciata, Punta Fanfalo e il Cavallo. E poi le grotte marine, raggiungibili solo in barca, come la suggestiva Grotta dei Sospiri.
La nostra avventura parte dal porto di Trapani, dove ci imbarchiamo con MAREANDMORE Trapani per il giro dell'isola.

Dopo un breve briefing, saliamo sul gommone guidato da Renato, che si rivela un vero personaggio: preparato, simpatico e persino atletico, visto che a un certo punto si tuffa per recuperare il cellulare di una ragazza finito sul fondo del mare!
La mattina scorre tra soste in calette, snorkeling in mare aperto e grotte che sembrano scolpite dalla fantasia. L'acqua è indescrivibile: un turchese che quasi abbaglia.

A metà giornata sbarchiamo sull'isola per una pausa di un paio d'ore: giro per le stradine del centro, immancabile caccia alla calamita-ricordo e pranzo vicino al porto, dove scegliamo un polpo fritto che è una vera esplosione di gusto.
Nel pomeriggio si rientra verso Trapani, con gli occhi ancora pieni di quel mare che difficilmente dimenticheremo. In hotel ci aspetta una doccia rigenerante, un po' di relax in piscina e una serata di Ferragosto con fuochi d'artificio sul mare. Una giornata perfetta.
Giorno 7 – Trapani, eleganza discreta e saline da sogno
Oggi ce la prendiamo con calma: colazione tranquilla e poi via alla scoperta di Trapani, una città che si rivela subito un piccolo gioiello. Vista dall'alto ha la forma curiosa di una falce che sembra tagliare il mare. Un tempo era un nodo fondamentale delle rotte commerciali tra Cartagine e Venezia; oggi il porto è un continuo movimento di turisti diretti alle Egadi, verso l'Italia continentale o addirittura la Tunisia.
Prima di iniziare la visita, facciamo una deviazione verso un circolo di padel (una delle nostre passioni) quasi in centro , dove troviamo facilmente parcheggio. Da qui parte la nostra passeggiata. La prima tappa è la Cattedrale di San Lorenzo, con esterni decisamente barocchi. Non è uno stile che mi conquista – io sono più da gotico – ma resta comunque affascinante. Poco distante si trovano il Palazzo Senatorio e la Torre dell'Orologio.
Proseguiamo lungo Corso Vittorio Emanuele e poi nella pedonale Via Garibaldi, le due arterie principali della città: palazzi con portali magnifici, balconi in ferro battuto... sembra davvero di camminare dentro le pagine del Gattopardo.
Dopo una fresca spremuta di melagrana, raggiungiamo Piazza Mercato del Pesce: non è lo scorcio più elegante, ma la sua atmosfera vivace, il vociare dei venditori e la quotidianità che si respira la rendono irresistibile, soprattutto per chi ama la street photography.
Da qui iniziamo una passeggiata romantica sul lungomare, dal Bastione Conca fino alla seicentesca Torre di Ligny, oggi sede del Museo della Preistoria e Archeologia Marina.
Il centro storico si sviluppa sulla punta della penisola, con il porto sul lato sud. Le spiagge cittadine non sono molte, ma passiamo dalla Spiaggia delle Mura di Tramontana, orientata a nord: una spiaggia pubblica che si affaccia direttamente sugli edifici del centro. Nonostante fosse agosto, non èaffollata, e questo la rende ancora più piacevole. La mattina scorre senza una meta precisa, lasciandoci trasportare dal ritmo elegante e rilassato della città. Per pranzo ci fermiamo al Ristorante Stravento, dove un buon primo di mare ci rimette in sesto. Poi riprendiamo l'auto e rientriamo in hotel – dista solo 10 km – per un riposino strategico.

Alle 17.00 ritrovo in piazza Vittorio Emanuele dove vengono a prelevarci con un minivan per il tour alle saline di Trapani dove potremo assistere al tramonto. La prima sosta è presso il museo del sale, dove ascoltiamo tutta la storia delle saline e della vita di questi lavoratori. Poi abbiamo un bel pò di tempo libero per fare foto, bere un aperitivo, aspettando il tramonto!

Non mi aspettavo uno spettacolo simile: credevo fosse la solita attrazione turistica, invece è un luogo che rimane negli occhi e nel cuore. La riserva si estende per circa 1000 ettari, con grandi vasche bianche dove si "coltiva" il sale, popolate da avocette, gabbiani e soprattutto dagli eleganti fenicotteri rosa ( questo in teoria, noi non li abbiamo visti) . I mulini a vento, simbolo della riserva, un tempo servivano per la lavorazione del sale e oggi sembrano sentinelle silenziose di un paesaggio quasi surreale.

Saline di Trapani e Paceco
Rientriamo in hotel felici come bambini, con la sensazione di aver vissuto un'altra giornata speciale.
Giorno 8 – Tra calette nascoste e acque da cartolina
Oggi decidiamo di esplorare le spiagge che si trovano tra il nostro hotel e San Vito Lo Capo, senza un programma rigido: solo la voglia di scoprire angoli di mare sempre nuovi. La prima tappa nasce quasi per caso: arrivando a Cala Calazza, o Baia Santa Margherita, notiamo tantissime auto parcheggiate nonostante sia ancora presto. È spesso un buon segno... e infatti si rivela un'ottima intuizione.
Lasciamo l'auto in uno spiazzo già mezzo pieno e ci incamminiamo per pochi minuti verso il mare che intravediamo in lontananza. Davanti a noi si apre una serie di calette dal fascino selvaggio, con un'acqua incredibilmente limpida e un fondale sabbioso bianco che sembra illuminarsi sotto il sole. Ci godiamo un paio di ore di puro relax, immersi in quel blu che non smetteresti mai di guardare.
Cala Calazza
Dopo esserci asciugati, proseguiamo verso la Caletta del Bue Marino, poco più avanti. Qui i parcheggi iniziano a scarseggiare, segno che la giornata è entrata nel vivo. La spiaggetta è libera, fatta di ciottoli bianchi, e l'acqua è cristallina... ma la magia della prima caletta ci aveva conquistati di più.
È quasi ora di pranzo, così ci dirigiamo verso San Vito Lo Capo, con l'idea di mangiare qualcosa e trascorrere il pomeriggio sulla sua celebre spiaggia. Il paese è un piccolo gioiello tutto bianco, incastonato nella costa nord della provincia di Trapani. Il mare è splendido e la spiaggia principale è un enorme arenile libero lungo tre chilometri, con sabbia chiarissima e fondali bassi.
Purtroppo, complice il mese di agosto e l'orario non proprio strategico, la spiaggia è letteralmente ricoperta di asciugamani e ombrelloni. Fermarsi qui è impossibile. Compriamo dei panini e riprendiamo la nostra esplorazione delle spiaggette della zona.

La scelta ricade sulla Spiaggia di Macari, dove riusciamo a trovare un lettino e ci gustiamo il nostro pranzo vista mare. Il paesaggio è ampio, aperto, con un mare che cambia colore a seconda della luce. È un luogo che invita a rallentare.
Verso le 17 rientriamo in hotel, dove concludiamo il pomeriggio in piscina, rilassandoci sui lettini con vista su Monte Cofano, che si staglia maestoso davanti a noi. Un finale perfetto per una giornata fatta di mare, scoperte e tanta bellezza.
Giorno 9 – Scopello e la magia dei faraglioni
Oggi ci aspetta un'altra giornata meravigliosa: abbiamo prenotato l'ingresso alla celebre spiaggia dei faraglioni di Scopello. La macchina va lasciata al parcheggio a pagamento poco prima dell'ingresso, perché l'accesso è regolamentato e il biglietto – che costa 15 euro – si può acquistare online da 15 giorni prima. Nel prezzo è inclusa anche la visita al museo della tonnara, che merita davvero.
I cancelli aprono alle 10:30, ma conviene arrivare con un po' di anticipo e mettersi in fila. Una volta dentro, la prima cosa da fare è correre a scegliere le sdraio: non possono essere spostate, quindi valutate bene l'ombra e scegliete la posizione migliore. Poi dirigetevi davanti alla porta del museo per prenotare l'orario di visita, perché gli ingressi avvengono a piccoli gruppi durante tutta la giornata. La visita dura circa 30 minuti.


Sistemati questi dettagli, non resta che tuffarsi in acqua e godersi il panorama. La spiaggia è in parte costituita dalla piattaforma in cemento della tonnara, e l'accesso al mare è semplice, perfetto anche per bambini e nuotatori poco esperti. I faraglioni svettano imponenti, ricoperti da una vegetazione fitta che rende il paesaggio unico. Una nuotata con maschera è praticamente obbligatoria: fondali ricchi di pesci e acqua limpidissima regalano momenti davvero magici.
È bene sapere che non è possibile portare ombrelloni né cibo di alcun genere. All'interno c'è un piccolo bar, ma viene letteralmente preso d'assalto!
La visita al museo è stata molto interessante: ci ha permesso di capire come vivevano i pescatori delle tonnare. La pesca del tonno, legata alle rotte migratorie del Thunnus thynnus, ha dato vita a un sistema complesso fatto di regole, rituali, mestieri specializzati e linguaggi propri. Il tonno non era solo una risorsa alimentare, ma una vera "ricchezza del mare", capace di sostenere intere comunità costiere.
Le tonnare siciliane formavano una rete strategica che seguiva il percorso dei tonni nel loro viaggio verso i luoghi di riproduzione. Da aprile a giugno l'isola si trasformava in un grande cantiere marittimo: intorno alle tonnare vivevano i tonnaroti, pescatori esperti nella calata e alzata delle reti; il rais, figura carismatica che dirigeva la pesca; e poi artigiani, bottai, fabbri, carpentieri navali, famiglie di marinai e lavoratori stagionali provenienti dai paesi vicini. La tonnara era un vero sistema ingegneristico: reti fisse ancorate al fondale e collegate alla costa, progettate per intercettare il passaggio dei banchi di tonni. Le reti creavano un percorso obbligato composto da diverse camere, fino ad arrivare alla celebre "camera della morte", cuore simbolico e operativo della tonnara. La mattanza – oggi quasi scomparsa – era l'atto finale: una pesca collettiva intensa e spettacolare, che univa tecnica e ritualità. Nel museo si trovano filmati, fotografie, attrezzi originali e racconti che aiutano a comprenderne il valore storico.
Restiamo fino al primo pomeriggio e poi rientriamo in hotel, soddisfatti e un po' stanchi.
Come sempre, ci ritroviamo a fare un bilancio della giornata. Ci diciamo che forse avremmo potuto visitare i faraglioni, San Vito Lo Capo e le spiagge della Riserva dello Zingaro partecipando a un'escursione via mare. GetYourGuide ne propone molte. Sarebbe stato un modo per evitare la lunga coda per entrare alla tonnara, raggiungere altre spiagge direttamente dal mare senza cercare parcheggio e, soprattutto, senza dover trovare un posticino libero in spiaggia: ci saremmo tuffati direttamente dalla barca.
Giorno 10 – Monreale, un capolavoro senza tempo, e arrivo a Mondello
Oggi lasciamo l'hotel. Carichiamo le valigie in auto e partiamo per Monreale, circa 80 km di strada. Un po' come accade per Assisi, questa cittadina viene immediatamente associata alla sua chiesa: il Duomo di Monreale, un capolavoro architettonico senza rivali. È uno di quei luoghi capaci di incantare chiunque, anche il più convinto agnostico, grazie alla sua maestosità e alla sua sacralità. Non a caso è considerato una tappa imprescindibile di qualsiasi viaggio in Sicilia. Già dall'esterno il Duomo è una visione grandiosa: le due torri campanarie quadrate, una più alta dell'altra, svettano contro il cielo azzurro di Palermo. Tra di esse si apre il portico settecentesco in marmo bianco, decorato con archi ogivali intrecciati e intarsi policromi, costruito per sostituire quello originario crollato. All'interno del portico si trova un portone in bronzo del 1185, anche se oggi l'ingresso dei fedeli avviene da una porta più piccola lungo la facciata nord. La facciata principale è magnifica, ma non fermatevi lì: fate il giro completo della chiesa e ammirate anche la parte posteriore, un esempio straordinario di arte araba.
Monreale
L'interno del duomo è lungo oltre 100 metri, con una magnifica navata centrale che è grande tre volte le navate laterali ed è separata da queste da due file di nove colonne. I mosaici bizantini sono la vera meraviglia del duomo di Monreale: sono disposti secondo un ordine preciso per raccontare la storia della salvezza dell'uomo – dalla creazione al giudizio universale – ricoprono oltre 6000 mq. Terminata la visita ci aggiriamo per il centro storico ricco di negozietti e bar dove mangiamo qualcosa al volo prima di rimetterci in auto, direzione Mondello (circa 90 km), dove abbiamo prenotato Mondello Beach Rooms by the Sea, un appartamentino semplice ma con una vista splendida direttamente sulla spiaggia. Perfetto per godersi il mare e rilassarsi dopo una giornata ricca di arte e storia.

Mondello.
Dopo una doccia scendiamo in spiaggia, molto affollata ma l'acqua è meravigliosa ed invitante! Dopo il bagno torniamo in camera, ci cambiamo e e decidiamo di farci una bella passeggiata lungomare . Camminando ci imbattiamo in una bellissima costruzione liberty: è l'Antico Stabilimento Balneare di Mondello, uno dei simboli più iconici della spiaggia. Tutti lo chiamano semplicemente Charleston. E' una palazzina in stile Liberty costruita su palafitte direttamente sul mare, con decorazioni eleganti, colori pastello e quell'aria un po' retrò che la rende immediatamente riconoscibile. All'inizio del XX secolo la società Italo-Belga ottenne la concessione per bonificare l'area e trasformarla in una località balneare moderna, sul modello delle grandi città europee. Fu un progetto ambizioso: strade, viali alberati, ville liberty... e naturalmente uno stabilimento balneare che diventasse il cuore mondano della nuova Mondello. Il Charleston venne costruito tra il 1911 e il 1913, interamente su palafitte, per permettere ai bagnanti di "entrare in mare" senza scendere in spiaggia. Oggi ospita un ristorante e continua a essere uno dei luoghi più fotografati della zona. La sua posizione, proprio al centro della baia, lo rende una sorta di "biglietto da visita" di Mondello.
Ci fermiamo per un'aperitivo all' Ombellico del mondo. Proseguiamo la nostra passeggiata fino ad arrivare nella zona chiamata "Molo di Mondello" o "Porticciolo di Punta Celesi". È quella parte di Mondello dove si trovano le barche dei pescatori, proprio ai piedi di Monte Pellegrino. È una delle zone più caratteristiche e autentiche della borgata, molto diversa dalla spiaggia principale: qui si respira l'atmosfera del vecchio villaggio marinaro. Qui decidiamo di mangiare una pizza in uno dei locali in zona e dopo cena proviamo un gelato che è un'opera d'arte presso la Vularie Mondello
Giorno 11 – Cefalù prima di salutare la Sicilia
Oggi ultimo giorno di permanenza sull'isola. Ma l'imbarco per Civitavecchia è alle 18.00 per cui dopo colazione decidiamo di andare a visitare Cefalù, che dista appena 80 km.
Arriviamo ai piedi del suo promontorio roccioso e capiamo subito perché venga considerato uno dei borghi più belli d'Italia. È davvero così: Cefalù ti accoglie con un fascino antico, rimasto intatto nei secoli. Le stradine strette del centro storico, le architetture medievali, le chiese che raccontano la sua storia vescovile... tutto sembra sospeso nel tempo. Parcheggiata l'auto, iniziamo la nostra passeggiata dal lungomare. È bellissimo camminare con la vista della parte alta della città e del Duomo che domina l'abitato.
Proseguiamo lungo via Vittorio Emanuele e ci fermiamo al Lavatoio Medievale, proprio davanti al rinascimentale Palazzo Martino. La scalinata in pietra lavica, le vasche, l'acqua che scorre dalle 22 teste di leone... è un luogo semplice ma incredibilmente suggestivo, quasi si sentisse ancora l'eco delle donne che lavavano i panni secoli fa.
Il borgo marinaro è un'altra piccola meraviglia: case antiche affacciate direttamente sul mare, una cartolina perfetta. Tutto il centro storico è protetto da una cinta muraria megalitica del V secolo a.C., ancora ben conservata. E poi c'è la Porta Marina, l'ultima delle quattro porte originali: un arco che incornicia il mare, una delle viste più belle della città.
Ma la vera perla è il Duomo di Cefalù. Imponente, incorniciato da due torri, si staglia contro la Rocca alle sue spalle. Ruggero II lo volle nel 1131, e la sua presenza è ancora oggi maestosa. Saliamo la scalinata fino al sagrato a terrazzo, ma il cancello è chiuso. Possiamo comunque ammirare il portico quattrocentesco con le sue volte a crociera. Peccato non poter vedere i mosaici bizantini all'interno... sarà una buona scusa per tornare.

È ancora presto per pranzo, così curiosiamo tra i negozietti del centro e poi proseguiamo fino al Bastione di Capo Marchiafava. Qui la costa diventa rocciosa, con scalette che scendono sugli scogli. La tentazione è troppo forte: il mare chiama. E così... Mi Tuffo! Per fortuna ho sempre il costume con me. Un bagno improvvisato, fresco e liberatorio, che sembra il modo perfetto per salutare la Sicilia.

Dopo esserci asciugati, scegliamo uno dei ristorantini lungo la passeggiata a mare per un pranzo tranquillo. Poi è davvero tempo di tornare a Palermo e prepararci all'imbarco. La nave partirà alle 18.00 e arriveremo a Civitavecchia domani mattina alle 7.45. Cefalù è stata l'ultima carezza della Sicilia: un mix di storia, mare, bellezza e spontaneità che racchiude perfettamente lo spirito di quest'isola. Mentre la nave lascia il porto, il pensiero corre ai giorni appena trascorsi, alle scoperte, ai colori, ai profumi. Una vacanza bellissima, che rimarrà nel cuore e che, ne sono certa, ci chiamerà di nuovo.
🍽️ Cosa mangiare in Sicilia
La Sicilia è un mosaico di sapori: ogni tappa del viaggio ci ha regalato un piatto diverso, un profumo nuovo, un ricordo che passa dalla tavola al cuore. Qui si mangia bene perché il cibo è parte dell'anima dell'isola: generoso, colorato, intenso, proprio come la Sicilia stessa.
A Siracusa e Marzamemi, ad esempio, il mare è protagonista assoluto: il tonno, eredità delle antiche tonnare, viene trasformato in mille modi — dalla bottarga alla ventresca, fino al lattume, che qui è considerato una vera prelibatezza. Il pesce azzurro è ovunque, e la pasta con le sarde, profumata di finocchietto selvatico, è uno di quei piatti che raccontano la Sicilia più autentica. A Ragusa, invece, ci si innamora delle scacce, focacce ripiene che cambiano forma e gusto a seconda della fantasia di chi le prepara. Proseguendo verso Sciacca, la cucina diventa un inno al pesce fresco: il gambero rosso di Sciacca è un gioiello del Mediterraneo, dolce e delicato, mentre le sarde a beccafico e il cous cous di pesce parlano di influenze arabe che si sono radicate nel tempo. Qui la frittura di paranza è irresistibile, semplice e perfetta, proprio come piace ai siciliani. Arrivando a Trapani ed Erice, il cous cous torna protagonista ma con un carattere diverso: più ricco, più speziato, più "trapanese". Le busiate al pesto trapanese, con mandorle, basilico e pomodoro, sono un piatto che conquista al primo assaggio. E poi ci sono i dolci: le genovesi di Erice, ripiene di crema, sono una coccola che profuma di casa. Mondello, con la sua anima palermitana, ci accoglie con la rosticceria più golosa: arancine, pani câ meusa, iris, ravazzate, e la granita con brioche che trasforma la colazione in un momento di pura felicità. Infine Cefalù, dove il mare incontra la tradizione: gli involtini di pesce spada e la pasta al nero di seppia ci hanno conquistato.
📚 I libri e la Sicilia
Molti scrittori l'hanno descritta con un'intensità tale da farla diventare quasi un personaggio: viva, sensuale, imprevedibile. E durante il nostro viaggio, ogni luogo visitato sembrava rimandare a una storia, a un autore, a una voce che l'ha raccontato prima di noi. Ecco alcuni romanzi che parlano proprio delle zone attraversate nel nostro itinerario, perfetti per chi vuole un anticipo del viaggio!
"Il mare non bagna Napoli" – Anna Maria Ortese Non ambientato solo a Siracusa, ma contiene pagine che restituiscono la Sicilia orientale con una delicatezza struggente.
"Il sorriso dell'ignoto marinaio" – Vincenzo Consolo Consolo è uno dei grandi narratori della Sicilia orientale: la sua scrittura è poetica, intensa, e molte atmosfere ricordano proprio la zona tra Siracusa e Ragusa.
"I romanzi del Commissario Montalbano" – Andrea Camilleri Il mondo di Camilleri è ispirato proprio a questa parte di Sicilia: Vigata è un collage di luoghi tra Ragusa, Scicli e Modica. Perfetto per entrare nel ritmo, nei colori e nei profumi del sud-est.
"La Mennulara" – Simonetta Agnello Hornby Ambientato tra Palermo e la Sicilia occidentale, restituisce perfettamente l'atmosfera di queste zone: famiglie, tradizioni, segreti, paesaggi assolati.
"La zia marchesa" – Simonetta Agnello Hornby Un romanzo che profuma di Sicilia antica, perfetto per chi vuol visitare Trapani ed Erice.
"Il giorno della civetta" – Leonardo Sciascia Non ambientato esattamente a Trapani, ma è impossibile parlare di Sicilia occidentale senza citare Sciascia: la sua scrittura è un faro per capire questa terra.
"I leoni di Sicilia" – Stefania Auci La saga dei Florio è un viaggio nella Palermo ottocentesca, tra profumi, mercati, mare e ambizioni. Perfetto per chi ha passeggiato tra Mondello e la città.
"Il Gattopardo" – Giuseppe Tomasi di Lampedusa Il romanzo siciliano per eccellenza. Palermo, la nobiltà, il cambiamento, la decadenza: tutto raccontato con una bellezza che non tramonta mai.
🎬 Il cinema e la Sicilia
Viaggiando per l'isola, capita spesso di avere la sensazione di camminare dentro un film: ogni angolo sembra già visto, già raccontato, già immortalato da qualche regista innamorato di questa terra.
Durante il nostro itinerario, molti luoghi ci hanno riportato alla memoria scene celebri, film iconici, storie che hanno fatto il giro del mondo. Ecco alcuni titoli che raccontano l'isola attraverso immagini indimenticabili, perfetti da vedere prima di partire... o dopo, per rivivere le emozioni del viaggio.
Il Commissario Montalbano Regia: Alberto Sironi – Serie TV dal 1999 Ambientazione: Ragusa Ibla, Scicli, Punta Secca, Modica Le piazze barocche, le terrazze sul mare, i vicoli assolati: la Sicilia sud-orientale diventa un personaggio a sé, elegante e malinconico. Perfetto per chi vuole ritrovare le atmosfere di Marzamemi, Ragusa e Punta Secca.
La stagione della caccia Regia: Roan Johnson – 2019 Ambientazione: Marzamemi e la sua tonnara Un film tratto da Camilleri che mostra la tonnara e la piazzetta di Marzamemi in tutta la loro bellezza, tra mare, pietra e luce dorata.
Kaos Regia: Paolo e Vittorio Taviani – 1984 Ambientazione: Sicilia orientale, tra Siracusa e Catania. I fratelli Taviani raccontano Pirandello attraverso paesaggi che sembrano sospesi nel tempo: campagne bruciate dal sole, masserie, mare infinito.
Il padrino – Parte III Regia: Francis Ford Coppola – 1990 Ambientazione: Sciacca e Palermo. Alcune scene sono girate proprio a Sciacca, che appare come una Sicilia antica, fatta di vicoli e pietra. Perfetto per chi vuole vedere la città con un'aura epica.
Il giorno della civetta Regia: Damiano Damiani – 1968 Ambientazione: Sicilia occidentale. Tratto dal romanzo di Sciascia, mostra una Sicilia aspra e autentica, molto vicina alle atmosfere di Trapani ed Erice.
Il ritorno di Cagliostro Regia: Ciprì e Maresco – 2003 Ambientazione: Favignana e Palermo. Favignana appare in tutta la sua bellezza selvaggia, tra mare turchese e la storica tonnara Florio.
Viola di mare Regia: Donatella Maiorca – 2009 Ambientazione: Sicilia occidentale, tra coste e borghi marini Un film delicato e poetico che restituisce la luce e il mare della zona di San Vito e Scopello.
Il Gattopardo Regia: Luchino Visconti – 1963 Ambientazione: Palermo, Catania, Bagheria. Un capolavoro assoluto: palazzi nobiliari, feste, paesaggi dorati. Perfetto per chi vuole immergersi nella Sicilia più elegante e storica.
I cento passi Regia: Marco Tullio Giordana – 2000 Ambientazione: Palermo e Cinisi. Un film intenso che racconta la Sicilia contemporanea, con scorci di Palermo e la sua costa.
Nuovo Cinema Paradiso Regia: Giuseppe Tornatore – 1988 Ambientazione: Cefalù e paesi della Sicilia settentrionale. Il film che più di tutti racconta la nostalgia e la magia della Sicilia. Cefalù appare luminosa, romantica, irresistibile.





