Irlanda in trasferta – Estate 2023

C'è qualcosa di magico nel percorrere le strade dell'Irlanda, dove ogni curva svela un paesaggio nuovo, un castello che sbuca tra le colline o un faro che guarda l'oceano. Nell'estate del 2023 abbiamo deciso di inseguire questa magia, lasciandoci guidare dal vento e dal ritmo lento dei villaggi. Tra scogliere vertiginose, prati infiniti e sorrisi sinceri, questo viaggio ci ha insegnato che l'Irlanda non si visita: si vive, chilometro dopo chilometro. Pronti a partire con me?

📘 Indice del post

🌤️ Prima di partire

  • Quando andare in Irlanda
  • Vieni muoversi in Irlanda

🗺️ Itinerario giorno per giorno

  • Pisa → Dublino (volo diretto)
  • Dublino
  • Kilkenny (129 km)
  • Castello di Cahir → Cork (138 km)
  • Castello di Blarney → Kinsale → Cork (90 km)
  • Killarney (90 km)
  • Banna Strand → Inch Beach → Killarney (120 km)
  • Castello di Adare → Bunratty (110 km)
  • Scogliera di Moher → Doolin → Isole Aran (70 km)
  • Galway → Coral Strand → Dog's Bay → Clifden (220 km)
  • Abbazia di Kylemore → Galway (95 km)
  • Ritorno a Dublino (207 km)
  • Escursione a Howth
  • Dublino segreta
  • Monti Glendalough e Wicklow (Getyourguide)
  • Il Trono di Spade – Tour in location (Getyourguide)
  • Belfast & Selciato del Gigante (Civitatis)

🔎 Cultura e curiosità

  • Cosa mangiare in Irlanda
  • I Libri e l'Irlanda
  • Cinema e Irlanda

🌤️ Quando andare in Irlanda

L'Irlanda dà il meglio di sé tra maggio e settembre, quando le giornate si allungano, le temperature diventano più miti e le piogge si fanno un po' meno insistenti. Detto questo, il meteo irlandese resta imprevedibile in qualsiasi stagione: il cielo può aprirsi all'improvviso dopo un acquazzone o annuvolarsi nel giro di pochi minuti. Per questo è sempre una buona idea mettere in valigia un impermeabile, una giacca a vento e un ombrello. Le piogge sono frequenti ma quasi mai abbondanti, e con l'attrezzatura giusta si viaggia senza pensieri, anche in piena estate.

🚗 Come muoversi in Irlanda

Per il nostro viaggio abbiamo scelto, come molti altri turisti, la formula Fly&Drive, comodissima per esplorare l'isola in totale libertà. All'aeroporto di Dublino le compagnie di autonoleggio sono tantissime: noi abbiamo prenotato con anticipo tramite Booking.com, scelta che consiglio soprattutto ad agosto, quando la richiesta è altissima. Preferiamo sempre affidarci a marchi noti e con buone recensioni.
Per noleggiare l'auto bastano la patente italiana (non serve quella internazionale) e una carta di credito tradizionale intestata al guidatore principale — niente carte prepagate. Un'opzione molto utile, se avete in mente un itinerario ampio, è il One Way, cioè il ritiro dell'auto in una città e la riconsegna in un'altra (per esempio: ritiro a Dublino e consegna a Cork). Permette di ottimizzare il percorso e risparmiare molti chilometri, anche se comporta un costo aggiuntivo. Attenzione anche agli orari di ritiro e consegna: il noleggio viene calcolato sulle 24 ore esatte. Se ritirate l'auto alle 10:00 e la riconsegnate alle 11:00 del giorno successivo, scatterà un giorno in più di tariffa. Un dettaglio piccolo ma che può evitare spese inutili. Un consiglio: fate sempre, anche al momento del ritiro dell'auto, l'assicurazione aggiuntiva per specchietti e pneumatici! A noi è stata utile!

Avere l'auto ci ha permesso di goderci l'Irlanda senza vincoli, percorrendo strade panoramiche che altrimenti non avremmo mai visto. Le carreggiate, però, sono spesso strette e la guida a sinistra richiede un attimo di adattamento. Dopo i primi minuti di smarrimento, però, ci si abitua e diventa tutto parte dell'avventura.

🗺️ Itinerario

Giorno 1 – Si parte: destinazione Dublino!

La sveglia suona prestissimo: il nostro volo da Pisa è alle 7:20, e da Cecina ci aspetta un'ora di macchina più il classico anticipo di due ore in aeroporto. Un po' assonnati ma carichi di entusiasmo, decolliamo e alle 9:20 atterriamo a Dublino. Recuperate le valigie, ci dirigiamo alla fermata 3665 Dublin Airport T1 e saliamo sul Dublin Express 782: in circa mezz'ora e due fermate arriviamo a Aston Quay Stop 325. Da lì raggiungiamo il nostro hotel: il Temple Bar Inn, prenotato come sempre su Booking.com. Posizione perfetta, scelta azzeccatissima. Lasciamo i bagagli e usciamo subito a respirare l'atmosfera della città.
Dublino ci accoglie con la sua energia vivace: una città incorniciata da montagne, attraversata dal fiume Liffey e affacciata su una baia luminosa. Le sue strade mescolano edifici storici, caffetterie moderne, pub tradizionali e vicoli pieni di musica. Camminando si percepiscono i suoi mille anni di storia, tra echi vichinghi, boutique affollate, artisti di strada e parchi del XVIII secolo animati da eventi e mercatini.

Il nostro hotel si trova proprio nel cuore di Temple Bar, il quartiere più iconico della città: un intreccio di viuzze, pub, teatri, caffè e locali dove la musica dal vivo è una costante. Oggi è il centro culturale di Dublino, ma un tempo era il quartiere medievale delle corporazioni e, più tardi, una zona malfamata fatta di bettole e bordelli. Negli anni '90 un grande progetto di recupero ha trasformato l'area, riportando alla luce gli edifici storici e dando vita a un polo creativo ricco di arte e innovazione. A Meeting House Square oggi si tengono concerti gratuiti e proiezioni estive, mentre il sabato ospita un vivace mercato alimentare. Cow's Lane è la via pedonale delle boutique alla moda, con un mercatino di oggetti e abiti di tendenza. E i vicoli intorno a Fishamble Street, la strada più antica di Dublino, sono perfetti da esplorare con calma durante il giorno.

Dopo un pranzo veloce in uno dei tanti pub del centro, siamo pronti per il nostro tour a piedi prenotato su GetYourGuide. Alle 14:30 ci presentiamo puntuali al punto di incontro, proprio davanti al Trinity College, la più antica università d'Irlanda.
Sai che qui è custodito il celebre Libro di Kells, uno dei manoscritti miniati più famosi al mondo? Il Trinity è anche l'unica università di Dublino aperta ai visitatori: puoi passeggiare liberamente nei cortili, curiosare tra gli edifici storici o partecipare a tour guidati che svelano le sue parti più nascoste.

Girare tra i vialetti del campus è gratuito e possibile a qualsiasi ora, dalla mattina presto fino a tarda sera. Dopo il tramonto, poi, l'atmosfera diventa quasi magica: i sentieri acciottolati, il silenzio, la luce calda dei lampioni... tutto contrasta con il ritmo vivace della Dublino notturna.
Nelle belle serate estive è tradizione prendere una birra al Pavillon Bar e sedersi sulle panchine o sull'erba del College Park a godersi la vita che scorre.

Il Campanile, alto 30 metri, è uno dei simboli del campus. Sorge nel punto in cui un tempo c'era un monastero e, secondo una superstizione studentesca, chi passa sotto l'arco mentre le campane suonano... non supera gli esami!
Il nostro tour, purtroppo, non prevedeva l'ingresso alla biblioteca, quindi decidiamo di tornarci la mattina seguente. Lasciamo il Trinity e raggiungiamo Suffolk Street, dove ci aspetta la statua di Molly Malone, forse la donna più famosa d'Irlanda. La sua storia è legata alla grande carestia e alla massiccia emigrazione dell'Ottocento. Era una pescivendola, diventata poi protagonista di una delle ballate irlandesi più conosciute. La statua in bronzo, realizzata nel 1988 per i mille anni di Dublino, è ormai un'icona della città.

Proseguiamo verso il George Street Arcade, un mercato coperto in stile vittoriano dove ci perdiamo tra boutique, bancarelle di abiti, gioielli, vinili, oggetti da collezione e piccoli chioschi colorati. Un posto perfetto per respirare la Dublino più creativa. Riprendiamo il cammino e ci dirigiamo verso uno dei luoghi più amati d'Irlanda: la Cattedrale di San Patrizio. Costruita tra il 1220 e il 1260, è uno dei pochi esempi di architettura medievale rimasti in città. Si dice che proprio qui San Patrizio abbia battezzato i pagani in un pozzo nel 450 d.C. L'interno è davvero monumentale: le luci filtrate dalle vetrate creano un'atmosfera unica e l'enorme organo da 4000 canne accompagna i concerti corali durante l'anno. All'interno si trovano anche le tombe di oltre 500 personaggi illustri irlandesi.

Qui trovi il link ufficiale con tutte le info.

Visit - Saint Patrick’s Cathedral
Visit Saint Patrick’s Cathedral and experience over 800 years of history with guided and self led tours available.

Il tour guidato termina a Temple Bar, proprio dove si trova il nostro hotel. Ascoltiamo la storia del quartiere e di come sia cambiato nel tempo, poi salutiamo il gruppo e continuiamo a girare tra le sue vie animate. Immancabile la sosta all'HardRock Café, da cui usciamo con una nuova maglietta (ovviamente!).
Rientriamo in hotel per una breve pausa prima di cena.

Non avendo prenotato nulla, decidiamo di affidarci all'istinto e finiamo da O'Neils Pub & Kitchen, vicino alla statua di Molly. Birra a fiumi, carne, patate e musica dal vivo: più irlandese di così! E siccome non ne abbiamo mai abbastanza, torniamo verso il nostro hotel e ci infiliamo in un altro pub dove la musica tradizionale impazza e la gente balla e canta senza freni. L'atmosfera è indescrivibile. Torniamo in camera stanchi ma già felicissimi di questo primo giorno... e la vacanza promette benissimo!

Giorno 2 — Tra antichi manoscritti, cattedrali maestose e quartieri pieni di vita

Ci svegliamo con calma e, dopo un'ottima colazione in hotel, torniamo al Trinity College per la visita con audioguida in italiano. Non vedevamo l'ora di entrare nella Old Library. La Long Room, lunga 64 metri, è un luogo che toglie il fiato: scaffali in quercia, 200.000 volumi antichi, il soffitto a volta e un silenzio quasi sacro. Qui si trovano anche la più antica arpa irlandese, detta di Brian Boru, oggi simbolo nazionale, e la Proclamazione della Repubblica d'Irlanda, letta da Pádraig Pearse durante l'insurrezione del 1916.
Da poco è possibile scattare fotografie, ma rigorosamente senza flash.

Vecchia Biblioteca presso Trinity College

Il Book of Kells, con i suoi colori vivissimi e le decorazioni minuziose, è un vero capolavoro. Peccato che durante la nostra visita alcuni scaffali fossero vuoti per lavori di restauro.

Qui puoi prenotare la tua visita e consultare orari e tour

Visit Trinity College Dublin | Trinity Visitors
Welcome to Trinity Visitors, home to the Book of Kells and Old Library, guided campus tours, summer accommodation. Book your tickets today

Lasciamo il Trinity e percorriamo Grafton Street, la via pedonale dello shopping, sempre piena di artisti di strada e di energia. Da qui raggiungiamo il Castello di Dublino. È aperto tutti i giorni e puoi scegliere tra visita autonoma o guidata. Con quella autonomia si vedono solo gli Appartamenti di Stato, mentre con la visita guidata si accede anche alle parti più esclusive: gli alloggi delle guardie, la Sala del Trono, la Stanza Gotica, la Cappella Reale e persino la volta sotterranea con i resti delle antiche strade vichinghe.
Noi non avevamo prenotato e non ce la siamo sentita di fare la coda. Inoltre, oggi il castello ha un aspetto molto diverso da quello medievale: un incendio nel 1684 distrusse gran parte della struttura e si decise di ricostruirlo in pietra, con uno stile più moderno. Ci godiamo comunque i giardini esterni, presenti almeno dal XVII secolo, e ci sediamo su una panchina a prendere un po' di sole e respirare l'atmosfera tranquilla del luogo.

Per pranzo torniamo verso il centro e ci fermiamo allo storico Stag's Head, un pub meraviglioso con interni vittoriani e un mosaico all'ingresso che merita una foto.

Rifocillati, proseguiamo verso la Christ Church Cathedral, nel cuore della città medievale. È imponente: 70 metri di lunghezza e quasi 25 di altezza. Fondata nel 1037 da un re vichingo, è la cattedrale più antica di Dublino.
La navata è in stile gotico, mentre coro e transetti sono romanici. Da vedere la Tomba di Strongbow, il conquistatore d'Irlanda, e la curiosa storia del gatto e del topo mummificati trovati nell'organo nell'Ottocento, citati persino da James Joyce.

Fuori dalla cattedrale troviamo una statua dedicata ai senzatetto, molto toccante.

Admission Tickets | Christ Church Cathedral
Buy Tickets Online About Christ Church Cathedral We look forward to welcoming you to Christ Church Cathedral, the spiritual heart of Dublin.Located in the

Decidiamo poi di dirigerci verso The Liberties, un quartiere che mescola vecchio e nuovo, tradizione e innovazione. Qui convivono il Digital Hub, la storica Guinness Brewery e progetti culturali in continua evoluzione.
Il nome "Liberties" risale al XII secolo, quando l'Abbazia di San Tommaso Martire ricevette terre e privilegi che la rendevano esente dalle tasse.

La prima tappa è la Chiesa di St. Audoen, l'unica parrocchia medievale ancora esistente. Il campanile custodisce tre campane del 1423, tra le più antiche d'Irlanda ancora in uso. Passeggiamo poi nel St. Audoen's Park, tra mura medievali e angoli tranquilli.

chiesa di St. Audoen

Dopo una pausa caffè riprendiamo la camminata e, siccome non siamo normali, arriviamo fino all'IrishHouse Party, dove alle 18 abbiamo prenotato una cena con spettacolo.
La cena è semplice, ma lo spettacolo tradizionale è davvero coinvolgente: musica, danza e tanta allegria.
Potete prenotare i biglietti al seguente link.

Irish Music and Irish Dancing in Dublin - The Irish House Party
The only live Irish music and dancing show in Dublin taking place in an 18th century townhouse and featuring All Ireland champion performers.

Torniamo in hotel distrutti... Come Sempre!

Giorno 3 — Tra castelli, streghe e atmosfere medievali a Kilkenny

Dopo colazione ci mettiamo in cammino, a piedi, verso l'autonoleggio Sixt (Conrad Dublin, Earlsfort Terrace, Saint Kevin's), circa un chilometro e mezzo dal nostro hotel. Alle 9 in punto ritiriamo l'auto e partiamo alla volta di Kilkenny (129 km), una delle cittadine più affascinanti d'Irlanda. Kilkenny ci accoglie con il suo fascino antico: affacciata sul fiume Nore, con stradine medievali, vicoli stretti e l'imponente castello che domina la collina, sembra uscita da un libro di leggende. È una città vivace, creativa, piena di artigiani, botteghe e piccoli laboratori che raccontano la sua anima più autentica.
La vita qui ruota tutta attorno al castello e alla Parade, l'ampio viale un tempo usato per parate militari, mentre la High Street è la via dello shopping che conduce alle principali attrazioni.

Lasciamo l'auto al nostro hotel, il Fanade House, che dispone di un piccolo parcheggio, e ci incamminiamo verso il castello (1 km).

Il Kilkenny Castle è senza dubbio l'attrazione più visitata della città. Circondato da un parco meraviglioso, fu abitato fino al 1935 e conserva interni riccamente decorati. I livelli visitabili sono tre: le antiche fondamenta del XIII secolo, il piano terra e i due piani superiori. Attraversiamo le sale del pian terreno fino alla scenografica Grand Staircase, una scala in mogano ricoperta da tappeti di velluto che porta alla Tapestry Room, la Sala degli Arazzi.
Al primo piano troviamo la Biblioteca e il Salotto, mentre al secondo piano ci aspetta la nursery vittoriana, amatissima dai bambini, e le camere da letto, tra cui la Camera Blu e la Camera Cinese, testimonianza della moda orientale dell'epoca.

Kilkenny Castle | The jewel in the crown of an enchanting medieval city

Dopo la visita ci rilassiamo un po' nei giardini del castello, davvero splendidi, e poi ci dirigiamo verso il cuore della città.
Per pranzo scegliamo il Kyteler's Inn, che ci conquista già dall'esterno. Kilkenny è famosa per le sue storie di stregoneria e questo locale ne è il simbolo. Nel 1324 la bella Alice Kyteler, proprietaria dell'osteria, fu accusata di stregoneria dopo la misteriosa morte dei suoi quattro mariti. Condannata al rogo, riuscì a fuggire lasciando che al suo posto venisse bruciata la sua ancella. Se dice che il suo spirito aleggi ancora qui... ma noi non l'abbiamo incontrata! Il cibo è ottimo, la birra pure, e l'atmosfera è perfetta.


Dopo pranzo visitiamo Rothe House, una delle testimonianze più eleganti dell’epoca Tudor. È un complesso del 1594 composto da tre case con cortili comunicanti e un magnifico giardino restaurato. A dirla tutta, ci è piaciuto persino più del castello: piccolo, curato, intimo… proprio nel nostro stile.

Rothe House & Garden in Kilkenny City
Embark on a journey through time at Rothe House & Garden. Where each step tells a story of 16th century Irish merchant life in Medieval Kilkenny.


Proseguiamo passando davanti alla Black Abbey Church, fondata nel 1225 dai domenicani e oggi restaurata, anche se purtroppo la troviamo chiusa.

È invece la Cattedrale di San Canice a conquistarci davvero: un esempio splendido di gotico puro che sembra riportare indietro nel tempo. Gli interni meritano per le pietre tombali in marmo nero, e la torre circolare — dopo 160 gradini — regala una vista impagabile sulla città.

St Canice’s Cathedral & Round Tower – Kilkenny Landmark
Explore St Canice’s Cathedral, a stunning medieval site in Kilkenny. Discover history, guided tours, and breathtaking views from the round tower.
Cattedrale di San Canice


Rientriamo in hotel, prendiamo possesso della nostra camera (piccola ma carinissima) e, dopo un riposino, torniamo in centro per cena e dopocena.

Kilkenny conta più di 60 pub, ma ce n'è uno davvero particolare: The Hole in the Wall, ospitato in un edificio di oltre 400 anni, il più antico della città. È un luogo fuori dal tempo, perfetto per assaggiare birre e sidri locali.
Purtroppo è talmente pieno che non riusciamo nemmeno a entrare.

Ripieghiamo volentieri sul pub dove avevamo pranzato: dopo un po' di attesa troviamo posto e ci godiamo la serata con musica dal vivo, come tradizione irlandese comanda.

Giorno 4 — Fortezze medievali, mercati storici e musica tradizionale a Cork

Oggi ci aspetta un'altra tappa imperdibile: partiamo verso il Castello di Cahir (80 km).
Conosciuto come Forte di Pietra, questo castello è davvero impressionante: una fortezza massiccia, perfettamente conservata, che domina la cittadina. A dire il vero, qui non c'è molto altro da vedere... ma il castello basta e avanza. La sua costruzione risale al 1142 e, nonostante i secoli trascorsi, ha mantenuto gran parte della struttura difensiva originale: torrioni, mura spesse, merlature e torri che raccontano storie di assedi e battaglie.
All'ingresso ci accoglie un audio-documentario che ci trasporta indietro nel tempo, tra Normanni, famiglie potenti e strategie militari. Il castello appartenne infatti ai Butler, una delle dinastie più influenti d'Irlanda. La visita è autonoma e molto piacevole: la Sala Grande, con il suo tetto moderno che lascia intravedere i resti originali, è affascinante; il mastio, con le aperture per il lancio di proiettili e i fori per versare liquidi bollenti sugli assalitori, è la parte più scenografica. Da non perdere il modellino dell'assedio di Cahir e le palle di cannone ancora incastrate nelle mura. E poi, nel salone dei banchetti, le enormi corna del Megaceros giganteus, l'alce gigante: quasi due metri di apertura!

Castello di Cahir
Cahir Castle | Heritage Ireland
Cahir Castle is one of Ireland’s largest and best-preserved castles. It stands proudly on a rocky island on the River Suir. The castle was built

Terminata la visita, ripartiamo in direzione Cork (70 km).

Arrivati in città, lasciamo l'auto al Jurys Inn (oggi Leonardo Hotel), dove passeremo la notte. Da qui raggiungiamo il centro storico in una decina di minuti a piedi.

Il centro storico è delimitato da tre vie principali:

  • St. Patrick Street, la più affollata, piena di negozi e boutique
  • Oliver Plunkett Street, ricca di pub e gallerie
  • Paul Street, costellata di caffè e ristorantini

Il modo migliore per scoprirla è perdersi tra i vicoli medievali, lasciandosi sorprendere da scorci, botteghe e piccole piazze.

Per pranzo scegliamo l'EnglishMarket, una vera istituzione della gastronomia locale.
È un mercato coperto settecentesco, un tripudio di colori e profumi: pesce freschissimo, formaggi, salumi, pane, prodotti tipici come trippa e sanguinaccio, e le famose uova al burro.
Se avete tempo, salite al Farmgate Café, nel mezzanino: tutto ciò che servono arriva direttamente dai banchi del mercato sottostante. Un'esperienza autentica e deliziosa.

Mercato inglese

Dal fiume Lee, guardando verso la collina, si vede il quartiere di Shandon, con le sue case variopinte e le stradine in salita. È una zona residenziale dall'atmosfera d'altri tempi, con botteghe storiche e caffè di quartiere. Qui si trova anche St. Ann's Shandon con la torre panoramica delle Shandon Bells: dalla cima si gode una vista splendida su Cork... e si possono suonare le campane originali del 1700! Il campanile è soprannominato il bugiardo dalle quattro facce: nelle giornate ventose, gli orologi segnano quattro ore diverse.

St. Anne’s Church, Shandon Tower & Bells, Cork
Visit St. Anne’s Church in Cork, home to the famous Shandon Bells. Explore this historic landmark, offering tours and weekly services since 1722.

Proseguiamo verso il Victorian Quarter, una zona ricca di fascino con edifici del XIX secolo, negozi vintage, librerie, bar trendy e festival musicali.
Qui si trova anche la neoclassica Cattedrale di San Patrizio, con splendide vetrate colorate e opere d'arte religiosa.
È un quartiere vivace, bohémien, perfetto per una passeggiata senza meta.

Rientriamo in hotel, prendiamo la camera, ci facciamo una doccia rigenerante e torniamo in centro per cena e musica.

Ceniamo in uno dei pub incontrati lungo la via, con un classico hamburger e patatine, e poi ci dirigiamo verso il pub più famoso di Cork: il Sin É.
Povero di pretese ma ricchissimo di atmosfera, è celebre per la sua musica tradizionale dal vivo, che risuona ogni sera dalle 18:30, da maggio a settembre.
Il nome Sin É significa "Ecco fatto", un riferimento alla casa funeraria accanto.
Qui la musica è la vera protagonista: si beve, si ascolta, si chiacchiera... e volendo si può anche portare del cibo freddo da fuori.

Rientriamo in hotel e ci concediamo qualche riflessione sulla giornata: Cork ci ha incuriositi, ma non ci ha conquistati del tutto. Forse perché l'abbiamo vista troppo in fretta, forse perché arrivavamo da luoghi più suggestivi.
In ogni caso, è stata una giornata intensa e piena di scoperte.

Giorno 5 - Dalla magia di Blarney alle scogliere di Kinsale

Dopo colazione partiamo di buon'ora verso una delle tappe più iconiche del nostro viaggio: il Castello di Blarney (10 km).
Sembra davvero uscito da una fiaba medievale, circondato da giardini immensi e avvolto da un'aura di mistero. Qui si trova la celebre Blarney Stone, la "pietra dell'eloquenza", incastonata in cima alla torre.
È un luogo molto visitato, quindi arrivare all'apertura è fondamentale per evitare le frotte di turisti che arrivano con i pullman. E infatti... scelta azzeccatissima!

Castello di Blarney

Il castello ci conquista subito. La Cappella, la più grande delle sale principali, occupa un intero piano ed è caratterizzata da splendidi archi ogivali. Qui la famiglia si riuniva per la messa in latino. La Sala dei Banchetti, invece, era il cuore della vita mondana: cene interminabili, musica, intrattenimento... un vero centro sociale dell'epoca. Il camino monumentale della stanza familiare, sulla parete nord, è un dettaglio che cattura subito l'attenzione.
Sulla salita verso la torre troviamo un antico canile, una garitta e l'ingresso della prigione sotterranea, che un tempo custodiva il pozzo del castello, fondamentale in caso di assedio. La stanza sopra la "Stanza del prete", un tempo la camera più bella, fu trasformata nel XVI secolo in cucina: la posizione in alto riduceva il rischio di incendi e permetteva di avere sempre olio bollente pronto... da versare sugli ospiti indesiderati! Dagli alloggi delle guardie saliamo verso la Sala Grande, con un bellissimo camino seicentesco: era qui che si ricevevano ospiti e si tenevano le udienze. La famosa pietra dell'eloquenza si trova proprio in cima al castello. Nei periodi di alta stagione la fila può essere lunghissima, ma noi siamo stati fortunati. Per baciarla bisogna sdraiarsi sulla schiena e piegarsi all'indietro su un dirupo a strapiombo. Io, che soffro di vertigini, ho passato la mano (e poi già parlo abbastanza!), ma Roby è stato un eroe: con l'aiuto dell'addetto si è sdraiato, si è aggrappato alla ringhiera e si è spinto all'indietro fino a baciare la pietra. Bravissimo! Terminata la visita, ci immergiamo nei giardini del parco: un intreccio di sentieri, arboreti e viali che cambiano volto a seconda delle stagioni. Qui si trovano un altare sacrificale druidico, la cella di un eremita, la cucina di una strega e altri elementi misteriosi nascosti tra antichi alberi di tasso.
Si dice che il tasso sopra la cucina della strega abbia più di 600 anni.
E poi ci sono le pietre della scala della strega, che esaudiscono un desiderio... se si segue correttamente il rituale.

Lasciamo questo luogo magico davvero a malincuore, mentre incrociamo frotte di turisti in arrivo.
Proseguiamo il nostro sulla strada verso la cittadina di Kinsale (36 km).

Kinsale

La vera attrazione qui è l'atmosfera: un borgo marinaro da cartolina, con vicoli tortuosi, case colorate, barche da pesca e pontili che profumano di mare.
Appena arrivati ce ne innamoriamo!

Dopo mille foto ci fermiamo a pranzo da Dino's Kinsale, un locale sul mare dove ordiniamo un classico fish & chips. Ottima scelta: semplice, fresco e perfetto per il posto.
Dopo pranzo ci dirigiamo verso Old Head of Kinsale (15 km), un promontorio roccioso a picco sull'oceano. Qui si sente solo il rumore delle onde che si infrangono sulle scogliere. Il panorama è superbo, selvaggio, potente.
Non ci sono barriere: è pericoloso quanto adrenalinico, ma la vista ripaga ogni brivido.

Vecchio Capo di Kinsale

Ebbri di tanta natura incontaminata rientriamo a Cork, dove ci aspetta un'altra serata irlandese fatta di buon cibo, birra fredda e musica tradizionale.

Giorno 6 – Dai sentieri del parco ai pub del centro: Killarney da vivere

Partiamo verso Killarney (90 km), una cittadina vivace e colorata che conquista subito: case variopinte, pub tradizionali, insegne pittoresche e quell'atmosfera allegra che ti fa sentire subito in vacanza. Per noi è stato amore a prima vista! La sera poi è impossibile annoiarsi: i pub con musica tradizionale sono tantissimi e si può passare da uno all'altro in pochi minuti.

Arrivati in città parcheggiamo proprio davanti al Killarney Towers Hotel & Leisure Centre, dove avevamo prenotato il posto auto. L'hotel è centralissimo e davvero di ottimo livello. Lasciamo le valigie nel deposito e ci prepariamo per esplorare il Killarney National Park. La rete di piste ciclabili e pedonali è perfetta per girare la zona in totale libertà. Noleggiamo due e-bike da O'Sullivan Rent a Bike, a circa 650 metri dall'hotel: posizione comodissima per entrare subito nel parco. Le bici vanno riconsegnate entro le 18, quindi partiamo senza perdere tempo.

L'attrazione principale del parco sono i tre laghi – Lough Leane, Muckross Lake e Upper Lake – incastonati tra le montagne Torc, Mangerton, Shehy e Purple. Il paesaggio è un susseguirsi di boschi, cascate e scorci romantici. Le strade sono in gran parte sterrate ma facili, con dislivelli minimi: perfette per tutti.

La nostra prima tappa è Ross Castle, affacciato sul Lough Leane. Dopo una pedalata immersa nel verde, il castello appare come un quadro. Qui scopriamo la leggenda di O'Donoghue, che si dice emerga dal lago ogni sette anni, il primo mattino di maggio, in sella a un cavallo bianco. Chi lo vede, pare, sarà fortunato per tutta la vita.

Dal piccolo molo è possibile noleggiare una barca per esplorare i laghi collegati tra loro o raggiungere Inisfallen Island, con le rovine del monastero del VII secolo. Noi però proseguiamo in bici verso la seconda tappa: Muckross House. Questa elegante residenza vittoriana del XIX secolo si affaccia sul lago Muckross ed è circondata da splendidi giardini ornamentali. L'interno conserva arredi originali, opere d'arte e un'interessante sezione dedicata all'artigianato tradizionale. Noi preferiamo continuare la pedalata, quindi ci limitiamo a qualche foto esterna prima di ripartire.

A pochi passi si trovano le suggestive rovine della Muckross Abbey, un convento francescano del XV secolo. Nel chiostro, un antico tasso cresce imponente al centro delle arcate: un luogo silenzioso e affascinante, che sembra sospeso nel tempo.

Abbazia di Muckross

Da qui raggiungere le Torc Waterfall è semplice: basta seguire il sentiero che parte da Muckross House, lo stesso percorso dei tipici carretti trainati da cavalli, i Jaunting Cars. Lasciamo le bici prima del piccolo tunnel sotto la strada e proseguiamo a piedi, immersi nel profumo del bosco umido e nel suono dell'acqua.

La cascata, alta 20 metri, è incorniciata da una vegetazione lussureggiante. Una scalinata porta a un punto panoramico più alto, da cui si gode una splendida vista sul lago. Il percorso fa parte della Kerry Way, uno dei trekking più famosi d'Irlanda.

Rientriamo seguendo alcuni sentieri che avevamo tralasciato all'andata, scoprendo sempre nuovi scorci. Una volta tornati in città riconsegniamo le bici e cerchiamo un posto per pranzare. Poi finalmente check-in, doccia e un meritato riposino.

Nel pomeriggio passeggiamo per Killarney: non ci sono monumenti imperdibili, ma l'atmosfera è frizzante e piacevolissima. Ci fermiamo nei Killarney House & Gardens, un tempo parte di una delle ville più belle d'Irlanda. Oggi restano i giardini a gradoni e alcune strutture originali, davvero incantevoli.

Dopo un po' di shopping tra i negozietti, ci prepariamo per la cena. Proviamo O'Donoghue Public House, vicino all'hotel: cibo buono e ambiente tipico. Poi, come ogni sera a Killarney che si rispetti, giro dei pub! Il nostro preferito è il tradizionale Courtney's, con musica dal vivo e un'atmosfera autentica.

Forse per la lunga pedalata, forse per tutte le emozioni della giornata, torniamo in hotel stanchi ma felicissimi.

Giorno 7 – Dalle spiagge selvagge ai borghi colorati: la magia della penisola di Dingle


La giornata inizia con la partenza verso Inch Beach, circa 41 km da Killarney. Questa spiaggia è una lingua di sabbia lunga 5 km che si apre nella splendida Dingle Bay: ampia, selvaggia, amatissima dai surfisti. L’oceano qui ha un’energia tutta sua, e il vento sembra voler raccontare storie antiche.

Inchbeach

Proseguiamo poi verso Dingle, il pittoresco porticciolo di pescatori (An Daingean) che dà il nome all'intera penisola. È incastonato nella baia e colpisce subito per le sue case coloratissime, una più fotogenica dell'altra. Ci siamo divertiti a scattare tantissime foto, e ovviamente non poteva mancare quella con il celebre delfino Fungie, simbolo affettuoso della città.
A Dingle abbiamo pranzato e girovagato tra i tanti negozietti: la cittadina è rinomata per la sua cucina locale, con pesce freschissimo e l'agnello di montagna allevato tra erica e vento. Noi ci siamo concessi un pasto veloce, ma l'atmosfera meriterebbe una cena più lunga e rilassata.

Dopo pranzo ripartiamo verso Banna Strand, un'immensa spiaggia a pochi minuti da Tralee, premiata con la bandiera blu. È un luogo che si può visitare in tutte le stagioni: noi, essendo in estate, speravamo di fare il bagno... ma le temperature erano tutt'altro che estive!

Dopo pranzo ripartiamo verso Banna Strand, un'immensa spiaggia a pochi minuti da Tralee, premiata con la bandiera blu. È un luogo che si può visitare in tutte le stagioni: noi, essendo in estate, speravamo di fare il bagno... ma le temperature erano tutt'altro che estive!

La particolarità di questa spiaggia sono le dune di sabbia a catena, alte fino a 12 metri, che creano un paesaggio quasi lunare.
In alternativa, si può esplorare la zona naturale del Tralee Bay Wetlands Eco & Activity Park, magari con un giro in pedalò.

Rientriamo a Killarney storditi dal vento e dall'impetuosità del mare, con quella sensazione di aver vissuto una giornata intensa, fatta di colori, oceano e borghi che sembrano usciti da una cartolina.

Giorno 8 – Tra cottage di paglia e antiche abbazie: un tuffo nella storia irlandese

La giornata inizia con la partenza verso Adare (80 km), un villaggio spesso descritto come uno dei più graziosi d'Irlanda. I suoi pittoreschi cottage dal tetto di paglia hanno sicuramente fascino, anche se – forse per via delle aspettative altissime – ci hanno colpito il giusto. Restano comunque un'immagine iconica del Paese, perfetta per immergersi nell'atmosfera rurale irlandese.

Davanti alle tipiche case incontriamo la Trinitarian Abbey, ingresso gratuito e storia affascinante: costruita nel 1230 e ristrutturata nel 1811, è l'unico monastero trinitario in Irlanda. Conosciuta come Monastero Bianco per l'abito dei monaci, racconta secoli di vita religiosa e influenze scozzesi.

Passeggiando, ci imbattiamo nei resti del Castello di Desmond, suggestivi e silenziosi, e poco più avanti nell'AugustinianPriory, il Convento degli Agostiniani del 1315. Un luogo che porta i segni del tempo e delle vicende storiche: l'espulsione dei frati nel XV secolo, i danni sotto Enrico VIII, e oggi un prato meraviglioso punteggiato di mucche come fossero fiori. I chiostri e la chiesa, ancora ben conservati, regalano un'atmosfera sospesa.

Proseguendo, ammiriamo da lontano il superbo Adare Manor, castello neogotico e residenza dei conti di Dunraven per due secoli, oggi trasformato in un elegante albergo. Poco oltre, la Franciscan Abbey del 1464 appare come un affascinante rudere: ci avevano detto che si poteva accedere dal golf club, ma non ci siamo riusciti.

Lasciamo Adare e ci dirigiamo verso Bunratty Castle (30 km), una delle mete più popolari del sud-ovest dell'Irlanda. Al nostro arrivo al Bunratty Castle Mews B&B, la proprietaria – piuttosto burbera – ci ricorda che il check-in è solo dopo le 15. Decidiamo quindi di pranzare al Durty Nelly's, locale storico e consigliatissimo: ottima atmosfera, proprietario cordiale, buon cibo... anche se i prezzi sono un po' alti.

Dopo pranzo torniamo al B&B, lasciamo le valigie, ci cambiamo e ci incamminiamo (1 km) verso il Bunratty Folk Park, una ricostruzione di ambienti rurali del XIX secolo: cottage, botteghe, scuola, studio dentistico, artigiani al lavoro tra farina, pane, cesti di vimini e tetti di paglia. È importante entrare prima delle 16.00.
Pur essendo un'attrazione turistica, ci è piaciuto tantissimo: sembra davvero di fare un salto indietro nel tempo. Le fattorie dai tetti di paglia sono splendide, e la storia della Shannon Farmhouse – spostata qui nel 1959 invece di essere demolita – aggiunge un tocco romantico al parco. All'interno si trova anche il Bunratty Castle, una fortezza normanno-irlandese massiccia, con torri merlate e saloni medievali come la Great Hall, dove un tempo si amministrava la giustizia e si tenevano udienze.

La nostra giornata si conclude con una serata medievale prenotata con largo anticipo: musica tradizionale, balli, cucina irlandese (stufati, torta di mele, pane di soda), figuranti in costume e un'atmosfera conviviale irresistibile. L'attore che impersonava il Conte di Thomond era bravissimo e simpaticissimo, e lo stesso vale per musicisti e camerieri.
Una serata volata via in un attimo, divertente e coinvolgente: una di quelle esperienze che restano nel cuore.

https://www.bunrattycastle.ie/book-tickets/bunratty-castle-folk-park/

Giorno 9 – Vento, mare e antiche storie: dalle Cliffs of Moher alla magia di Inisheer

Dopo colazione partiamo presto in direzione Doolin, una sessantina di chilometri immersi nel verde dell'Irlanda occidentale. Il nostro obiettivo è visitare le famose Cliffs of Moher, ma prima ci godiamo l'arrivo in questo villaggio delizioso, che sembra uscito da un libro di fiabe: casette color pastello, tetti di paglia e un'atmosfera che ti accoglie con la semplicità delle cose autentiche.

Doolin è anche il punto di partenza del Cliffs of Moher Walking Trail, un percorso spettacolare che corre lungo la costa fino al centro visitatori e poi prosegue verso Hag's Head. Il primo tratto, il Doolin Cliff Walk, parte proprio dal villaggio e in circa un'ora e mezza porta al Visitor Centre. L'intero percorso, da Doolin a Hag's Head, è lungo circa 13 km e richiede 4–5 ore di cammino. È un sentiero meraviglioso ma impegnativo: tratti esposti, salite e discese ripide, passaggi stretti e nessuna barriera di protezione. Insomma, adatto solo a chi ha un buon passo e non soffre di vertigini. Per chi decide di farlo, da giugno ad agosto c'è anche un comodo bus navetta che riporta a Doolin.

Noi, invece, optiamo per la soluzione più semplice: raggiungere direttamente il parcheggio del Visitor Centre. È agosto, quindi arrivare presto si rivela una scelta saggia: meno turisti, più silenzio, più magia. Appena lasciata l'auto, iniziamo l'esplorazione... e per me è un tuffo al cuore. Ero stata qui nel lontano 1991 e ricordavo le scogliere come un luogo selvaggio, maestoso, quasi primordiale. Oggi, invece, il panorama è cambiato: parapetti, balaustre, un centro visitatori in cemento. Sicurezza e servizi, certo, ma anche un po' di poesia in meno. Per chi non c'è mai stato lo spettacolo resta comunque incredibile, ma posso garantirvi che non è la stessa cosa.

Le Cliffs of Moher (Aillte an Mhothair, "scogliere della rovina") rimangono uno dei luoghi più iconici d'Irlanda: 8 km di scogliere che raggiungono i 214 metri di altezza, un muro di roccia che si tuffa nell'Atlantico con una potenza che toglie il fiato. Il Visitor Centre, nonostante le critiche, offre servizi utili: bagni, caffetteria, aree ristoro, accesso per disabili, binocoli e coperte da picnic in prestito, ricarica acqua e telefono, deposito bagagli. La struttura, incastonata nel fianco della collina, ricorda quasi una casa hobbit: un ambiente sotterraneo con un'esposizione circolare davvero immersiva dedicata a quattro temi – Oceano, Roccia, Natura e Uomo. Sulla collina, sopra il centro, svetta la Torre di O'Brien, costruita nel 1835 come punto panoramico per i turisti dell'epoca. Da qui si ammira il Breanan Mór, lo sperone roccioso alto circa 70 metri, protagonista anche in una scena di Harry Potter e il Principe Mezzosangue. Partecipando alle escursioni in barca da Doolin lo si può vedere da vicino, insieme alle grotte che si aprono sotto le scogliere, tra cui la gigantesca Giant's Cave, alta circa 100 metri.

Breanan Mór presso Scogliere di Moher

Avevamo letto che qui avremmo incontrato centinaia di pulcinella di mare... ma non ne abbiamo visto nemmeno uno! Dopo una lunga passeggiata e tante foto (nonostante le balaustre), torniamo alla macchina con immagini splendide negli occhi e un pizzico di malinconia nel cuore. Valeva davvero la pena "addomesticare" questo spettacolo della natura? Non saprei.

Alle Cliffs of Moher è previsto un biglietto di ingresso che include il parcheggio (custodito e illimitato), l'ingresso al Visitor Experience e alla O'Brien's Tower, oltre che ad alcuni servizi come stazioni di ricarica dell'acqua, deposito bagagli, app gratuita e audioguida. Tenete anche presente che in zona non ci sono altri parcheggi o spazi sufficienti per lasciare l'auto, quindi se arrivate in macchina dovrete per forza di cose pagare il biglietto. L'unico modo per visitarle gratuitamente è arrivare a piedi, percorrendo il Coastal Walk partendo da Doolin di cui parlavamo prima. Di seguito link con tutte le info.

Online Booking | Cliffs of Moher Tourist Attraction in Ireland, Things to Do in Ireland | Ireland’s most visited natural attraction

🚤 Doolin e la traversata per Inisheer

Terminata la visita, rientriamo a Doolin. Nonostante le poche case e l'assenza di un vero centro, il villaggio è incantevole: cottage dai colori pastello, prati verdissimi dove le mucche pascolano tranquille e una vista sul mare che sembra dipinta. Lasciamo le valigie al The Pipers Rest, appena fuori dalla strada principale. Doolin è considerata la patria della musica tradizionale irlandese, e uno dei motivi per cui abbiamo scelto di pernottare qui è proprio la presenza di pub dove la sera si scatenano sessioni musicali improvvisate. Il McGann's Pub, vicino al nostro B&B, è uno dei più famosi. Non mancano nemmeno negozietti di artigianato e strumenti musicali.

Prima di esplorare il paese, però, ci dirigiamo al porto: abbiamo il traghetto delle 13.00 per Inisheer (Inis Oírr), la più piccola delle Isole Aran. L'isola misura circa 3 km per 2 e ospita una comunità di circa 300 persone. La traversata dura una quindicina di minuti. Qui trovate tutte le informazioni.

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Explore the Aran Islands ferry service for stunning views and explore Irish culture at breathtaking destinations along the Cliffs of Moher.

Con ancora un'ora di tempo, scattiamo qualche foto al Wild Atlantic Way Discovery Point @Doolin Pier e mangiamo qualcosa al Rocket Café vicino al parcheggio. Arrivati sull'isola, ci accoglie un paesaggio che sembra uscito da una cartolina: rocce chiare, baie di sabbia bianca, mare turchese. Peccato per il meteo non proprio ideale, ma la bellezza del luogo non ne risente.

Spiaggia della Bandiera Blu

Nonostante le ridotte dimensioni, Inis Oírr è uno di quei posti che lasciano e scavano un posto nei ricordi, un luogo di assoluta pace e serenità, che vi darà la sensazione di essere ai confini del mondo. A pochi passi dall'attracco c'è la Blue Flag Beach, ma prima di fermarci decidiamo di esplorare l'isola. Un sentiero ci porta versol'O'Brien's Castle, una torre del XV secolo costruita su un antico forte circolare, e poi dall'altro lato dell'isola per vedere il celebre Plassey Shipwreck, il relitto della nave mercantile naufragata nel 1960. Spinto dalle tempeste, è rimasto incagliato sull'isola e oggi è parte integrante del suo paesaggio e della sua storia.

La passeggiata, poco più di 2 km, è splendida: muretti a secco, prati verdissimi, mucche al pascolo, silenzio e vento. Un luogo che ti entra dentro.

Relitto di Plassey

Tornati alla spiaggia, nonostante il freddo decido di immergere almeno i piedi nelle acque turchesi. Restiamo un po' a oziare, poi ci concediamo un gelato al Tigh Ned, vicino all'imbarcadero, aspettando la nave per Doolin.

Una volta rientrati, torniamo al B&B e prendiamo possesso della nostra camera, molto carina. Dopo una doccia e un po' di riposo, usciamo di nuovo per dedicarci a una delle nostre attività preferite: la caccia alla calamita ricordo e ai souvenir!

La serata, ovviamente, si conclude al McGann's Pub, tra musica, atmosfera e quella magia irlandese che non stanca mai.

Giorno 10 – Galway, spiagge di corallo e la magia della Sky Road

🏙️ Galway: colori, vento e musica tradizionale

Lasciamo Doolin e ci rimettiamo in viaggio verso Galway, una settantina di chilometri che scorrono veloci tra paesaggi verdi e cieli mutevoli. La città ci accoglie con la sua energia vivace: stretta tra la baia e il Lough Corrib, Galway è un luogo che vive di vento, musica e colori. Qui il sole può brillare per cinque minuti e poi sparire dietro un cielo nero carico di pioggia, ma è proprio questa imprevedibilità a renderla irresistibile.

Galway non è una città di grandi monumenti: è una città da vivere, da ascoltare, da assaporare. I suoi moli, le barche che ondeggiano leggere, i pub pieni di musica tradizionale, le ostriche freschissime e le vie del centro che sembrano un arcobaleno di facciate colorate. Iniziamo la visita da Eyre Square, un tempo sede di giostre medievali e mercati, oggi un piacevole spazio verde che conserva la scenografica Browne Doorway, l'ingresso decorato di un'antica dimora mercantile. Poco oltre si apre il cuore pedonale della città: William Street e Shop Street, animate da negozietti, artisti di strada e un'atmosfera che mette subito di buon umore.

Lungo il percorso incontriamo il Lynch's Castle, considerata la più bella casa medievale d'Irlanda, con la sua facciata decorata da stemmi e sculture, e la vicina . Chiesa Collegiata di Nicola, anch'essa medievale. Arrivati a Cross Street, ci troviamo nel punto più vivace della città: musicisti, ballerini, pub dalle facciate colorate e un'aria di festa che sembra non finire mai. Il centro è piccolo, ma vale la pena curiosare nelle vie laterali: murales, botteghe artigiane, locali particolari e tante piccole sorprese. Alla fine di Quay Street si arriva al mare: qui si trova lo storico Spanish Arch, da cui parte una breve passeggiata lungo la baia.

Uno degli scorci più fotografati è il The Long Walk, una fila di casette pastello affacciate alla foce del fiume Corrib. Basta attraversare il ponte e girare a sinistra per trovarsi davanti a questa cartolina perfetta. Da qui parte una passeggiata tra chiuse, cigni, barche dei pescatori e prati con porte da rugby, che conduce al minuscolo sobborgo di Claddagh, antico villaggio di pescatori che ha dato origine al celebre anello simbolo di amore, lealtà e amicizia.

Galway ci conquista subito. E, a dirla tutta, forse sarebbe stato più comodo dormire qui dopo la visita alle Cliffs of Moher, visto che da Galway partono anche i traghetti per le Aran. Ma il bello dei viaggi è anche questo: scoprire a posteriori le alternative e condividerle con voi!

🐚Tra spiagge di corallo e baie caraibiche: l’Irlanda che non ti aspetti

Ripartiamo da Galway e ci dirigiamo verso Coral Strand, a circa 45 km. La strada si fa stretta e sconnessa man mano che ci avviciniamo a Carraroe, ma il paesaggio è magnifico: prati verdi, muretti a secco che seguono le colline, mucche al pascolo e un silenzio che sa di Irlanda autentica. Alla fine della strada, davanti a un piccolo parcheggio, si apre una vista che ci lascia senza parole: una serie di calette lambite da un mare turchese e cristallino, con una spiaggia composta non da sabbia, ma da minuscoli frammenti di corallo e conchiglie color cipria e pesca. Anche senza sole, camminare su questa superficie scricchiolante è un piacere quasi infantile.

Coral Strand

Compriamo un panino da un chiosco e lo mangiamo seduti sugli scogli, con il rumore dell'acqua come unica colonna sonora. Siamo quasi soli: solo una famigliola lontana, e noi. Un momento di pace assoluta. La spiaggia ha la Bandiera Blu, e chi è coraggioso può tentare un bagno nelle acque gelide. Noi... non ce l'abbiamo fatta!

Siamo rimasti talmente affascinati da Coral Strand che decidiamo di stravolgere un po' il nostro itinerario e andare a visitare altre due spiagge, allungando di fatto il percorso programmato. Ci rimettiamo in viaggio verso Gurteen Bay e Dog's Bay, affrontando 70 km di strade panoramiche, splendide ma tutt'altro che comode. La Baia di Gurteen, nel cuore del Connemara, è una distesa di sabbia bianca formata da conchiglie schiacciate, costeggiata da rare praterie di machair. Si trova a soli 2 km da Roundstone ed è affiancata dall'altrettanto luminosa Dog's Bay. Parcheggiamo lungo la strada, dietro la spiaggia.

Baia di Gurteen

Le due baie sono schiena contro schiena, separate da dune morbide: si può passare da una all'altra a piedi, ma noi preferiamo riprendere l'auto per raggiungere più velocemente Dog's Bay. Qui l'acqua cristallina, dalle trasparenze perlacee, s'infrange su una sabbia dal bianco irreale. Enormi massi levigati dal mare si adagiano sulla spiaggia come creature antiche. Se non fosse per il vento pungente e la temperatura decisamente poco estiva, sembrerebbe di essere ai Caraibi. Tre spiagge in un solo giorno, ognuna diversa, ognuna sorprendente: l'Irlanda continua a mostrarci il suo lato più inatteso.

🚗 La Sky Road: l'anello panoramico che toglie il fiato

Riprendiamo il nostro on the road verso Clifden, circa 30 km più a ovest. La vera meraviglia qui è la Sky Road, un anello panoramico di 12 km che regala viste spettacolari su baie nascoste, pascoli, scogliere e un mare che cambia colore a ogni curva.

Esistono due varianti: Lower e Upper Sky Road. Scegliamo la Upper, la più panoramica, da percorrere con cautela perché la strada è stretta. Lungo il percorso incontriamo la splendida Clifden Bay Beach, i resti del Clifden Castle (raggiungibile con una passeggiata di 1 km tra campi e cavalli) e lo Sky Road Viewing Point, un punto panoramico con parcheggio dove fermarsi ad ammirare la costa in tutta la sua bellezza.

Proseguiamo fino al nostro B&B, il Waterfront Rest, che ci accoglie con una vista spettacolare dalla camera. L'unica pecca è la distanza dal centro di Clifden: per cenare dobbiamo riprendere l'auto.

Clifden, capitale del Connemara, è una cittadina tranquilla, usata soprattutto come base per esplorare la regione. Raggiungiamo Market Square, il cuore del paese, e ceniamo da E J Kings Bar & Restaurant, proprio sulla piazza.

Rientriamo in hotel stanchi ma felici: il vento, le temperature fresche e i chilometri percorsi ci hanno messi alla prova, ma i luoghi visitati oggi resteranno per sempre nel nostro cuore.

Giorno 11 – Tra castelli romantici, giardini vittoriani e canali d'acqua dolce: il Connemara che incanta

🏰 Abbazia di Kylemore: una storia d'amore tra le montagne del Connemara

Partiamo presto, direzione Kylemore Abbey, che si trova a una decina di chilometri dal nostro hotel. La sua posizione è semplicemente scenografica: affacciata sul lago Pollacapall, incastonata tra le alture del Connemara, sembra quasi un castello uscito da una fiaba più che un luogo religioso.

E infatti una spiegazione c'è. Mitchell Henry, figlio di mercanti inglesi, acquistò queste terre intorno al 1860 e decise di costruire qui un castello per sua moglie Margaret, come simbolo del suo amore. Kylemore sarebbe diventata il loro rifugio, lontano dalla frenesia e dalla fuliggine di Londra. Ci vollero cento uomini e quattro anni, dal 1867 al 1871, per completare la dimora: trentatré camere da letto, quattro bagni, quattro salotti, sala da ballo, biblioteca, studio e numerosi ambienti per la servitù. Il tutto in stile Tudor, con vetrate e marmi provenienti anche dall'Italia.

La famiglia visse qui felicemente fino al 1874, quando la loro storia d'amore si trasformò in tragedia. Durante un viaggio in Egitto, Margaret si ammalò e morì nel giro di due settimane, a soli 45 anni. Sconvolto, Mitchell fece imbalsamare il corpo e lo riportò a Kylemore, dove venne deposto in un mausoleo nel vasto terreno della tenuta. Anche lui riposò accanto a lei nel 1910. Nel 1903 il castello fu venduto al Duca e alla Duchessa di Manchester, che lo ristrutturarono per adattarlo al loro stile di vita sontuoso. Ma i debiti di gioco li costrinsero a vendere la proprietà. Nel 1920, le Dame Irlandesi di Ypres, un ordine benedettino fuggito dal Belgio durante la Prima Guerra Mondiale, acquistarono Kylemore e la trasformarono nell'abbazia che conosciamo oggi.

Arriviamo al parcheggio e, appena scendiamo dall'auto, la vista ci lascia senza parole: l'abbazia si specchia nel lago, con le montagne sullo sfondo. È uno dei punti migliori per fotografarla.

Essendo arrivati di buon’ora, non troviamo fila alla biglietteria e decidiamo di visitare anche gli interni, accompagnati da un’audioguida in italiano. Qui di seguito orari e prenotazioni (https://www.kylemoreabbey.com/tickets-information/opening-times)

Gran parte dell'edificio è ancora occupata dalle suore, quindi alcune aree non sono accessibili, ma il percorso dedicato permette di esplorare gli ambienti della famiglia Henry. Le stanze restaurate, la biblioteca e lo studio di Mitchell, con ritratti parlanti ed effetti audiovisivi, rendono l'esperienza immersiva, quasi un salto indietro nel tempo. Proseguiamo poi nelle sale dove il Duca e la Duchessa di Manchester intrattenevano gli ospiti.

A circa 500 metri dall'uscita si trova la Neo-Gothic Church, spesso chiamata "la cattedrale in miniatura": soffitto ad arco, finestre intagliate, colonne di marmo provenienti dalle quattro regioni marmifere d'Irlanda. Fu costruita nel 1881 da Mitchell in memoria della sua amata Margaret.

🌸 I giardini vittoriani: un labirinto di meraviglie botaniche

Prendiamo la navetta che porta ai magnifici giardini vittoriani, il terzo elemento imperdibile della visita. Furono sviluppati alla fine del XIX secolo, insieme al castello, ma col tempo caddero in declino. Nel 1995 iniziò un grande progetto di conservazione e oggi sono un labirinto di meraviglie floreali, con sentieri perfettamente curati e solo piante dell'epoca vittoriana, molte delle quali rare.

I giardini sono protetti da muri di mattoni rossi scozzesi e granito irlandese, che riparano dal vento e dalle pecore. I mattoni rossi assorbono il calore del sole durante il giorno e lo rilasciano lentamente la sera, creando un microclima ideale.

Giardini dell'Abbazia di Kyllemore

Pranziamo nella caffetteria dei giardini, poi ci rimettiamo in auto: destinazione Galway, 77 km più a est.

🏘️ Galway: canali, graffiti e musica serale

Arrivati in città, lasciamo le valigie al Number 31 Boutique Townhouse, dove ci assegnano una camera piccola ma deliziosa. Dopo un riposino, torniamo a passeggiare per le vie del centro storico e approfondiamo l'esplorazione del quartiere latino, ricco di graffiti e angoli pittoreschi.

Ci fermiamo incantati davanti a una partedell'Eglinton Canal Sea Lock. Scopriamo che il canale fu costruito tra il 1850 e il 1852 per collegare il Lough Corrib al mare e alla città, permettendo il trasporto delle merci in entrambe le direzioni e garantendo un flusso d'acqua costante per alimentare i mulini della zona.

Durante la passeggiata individuiamo un pub che fa musica tutte le sere: il Monrose Pub, una vera istituzione locale. Prenotiamo un tavolo, continuiamo a girovagare per le vie della città e poi torniamo lì per cena, immersi nell'atmosfera vivace di Galway.

Giorno 12 – Howth, scogliere d'oceano e una serata nei segreti di Dublino

🚐 Ritorno a Dublino e partenza per Howth

Rientriamo a Dublino dopo circa 200 km di viaggio e restituiamo l'auto. L'Arlington Hotel O'Connell Bridge, a soli 500 metri di distanza, diventa la nostra base per l'ultima parte del viaggio. Mangiamo un hamburger al volo e ci dirigiamo verso il punto di incontro della nostra escursione prenotata con GetYourGuide: 13 O'Connell Street Upper. Alle 14.00 parte il tour costiero che ci porterà alla scoperta dell'affascinante villaggio balneare di Howth. Un'escursione che consigliamo davvero: comoda, ben organizzata e ricca di panorami mozzafiato.

Il tour include il viaggio in autobus da Dublino a Howth Summit, dove la vista sulle scogliere è semplicemente incredibile. Da quassù si ammira la Torre Martello del XIX secolo e si passeggia davanti alle rovine medievali dell'Abbaziadi Santa Maria. Il percorso panoramicodell'Howth Cliff Walk offre diversi itinerari, da un'ora fino a 3–4 ore: in ogni caso, si cammina lungo sentieri che regalano viste spettacolari sull'oceano, sull'isola di Ireland's Eye e, nelle giornate limpide, persino sulle montagne di Dublino. Il terreno è semplice ma con salite e discese: meglio indossare scarpe comode.

Il villaggio di pescatori e la vita sul molo

Dopo la vista mozzafiato sulle scogliere, veniamo accompagnati nella cittadina. Passeggiare lungo i moli è piacevole e rilassante: da un lato il via vai dei pescatori e delle bancarelle di pesce fresco, dall'altro la vista aperta sulla baia di Dublino. Ci raccontano che spesso si avvistano foche che nuotano tranquille vicino alle barche o si avvicinano ai turisti in cerca di cibo... ma purtroppo oggi non ne vediamo.

Nei dintorni del porto si trovano numerosi ristoranti e pub specializzati in piatti di pesce. Scopriamo anche che da qui partono escursioni in barca verso Ireland's Eye, una piccola isola selvaggia che ospita una grande colonia di uccelli marini e i resti di un antico monastero. Ce lo appuntiamo: magari in un prossimo viaggio irlandese!

🍸 Il Blind Pig: un ristorante nascosto nel cuore di Dublino

Rientriamo a Dublino e, dopo una doccia rigenerante, ci prepariamo per una cena davvero particolare. Il locale che abbiamo scelto è talmente particolare che il suo ingresso è nascosto: si chiama The Blind Pig. Impostiamo la destinazione su Google Maps: solo 600 metri dal nostro hotel. Arriviamo… ma troviamo il Pacino’s Italian Restaurant. Nessuna traccia del Blind Pig. Entro a chiedere informazioni e mi fanno cenno di scendere le scale interne. Scendo e mi ritrovo davanti alle toilette. Sto per irritarmi quando una libreria, accanto alle porte dei bagni, si apre e ne escono due persone. Ecco il segreto: per entrare al Blind Pig bisogna toccare l’immagine di un maialino accanto alla libreria, che si apre rivelando la porta nascosta. Una vera esperienza da speakeasy!Dentro troviamo un piccolo locale con soffitti a volta, luci soffuse e musica dal vivo. L’atmosfera è intima, elegante, quasi teatrale. E anche il cibo è ottimo. Meglio prenotare (https://theblindpig.ie/)

Il maiale cieco

Giorno 13 – Dublino segreta: statue, storie, fantasmi e danze irlandesi

🚶 ♀️ Mattinata tra i Docklands e le storie della città

Oggi decidiamo di dedicare la mattina a una Dublino meno conosciuta, quella fatta di angoli nascosti, statue che raccontano storie e scorci che spesso sfuggono ai turisti. Passeggiamo fino ai Docklands, un hotel a circa 900 metri dal nostro. La vecchia zona portuale, alla foce del Liffey, è stata completamente riqualificata e oggi è uno degli spazi pubblici più vivaci della città.

Qui si trova la Jeanie Johnston, una replica fedele delle "navi bare" che trasportavano gli emigranti irlandesi verso l'America durante la Grande Carestia. La vera Jeanie Johnston, però, fu un'eccezione: compì ben 16 traversate transatlantiche senza riportare nemmeno un decesso. Da maggio a settembre è possibile partecipare a tour in acqua a bordo di questa incredibile nave. Poco distante incontriamo la Linesman Statue e il Famine Memorial, una serie di figure in bronzo che raccontano, con una forza silenziosa, la devastazione provocata dalla carestia del 1845. Sono statue che non si dimenticano facilmente.

🎸 Phil Lynott, Luke Kelly e la musica che vive nelle strade

Proseguiamo verso Harry Street, dove si trova la statua di Phil Lynott, frontman dei Thin Lizzy. Roby, appassionato di musica, non perde occasione per un selfie. Poco dopo, altro selfie davanti alla statua di Luke Kelly, leggendario cantante e membro fondatore dei Dubliners, collocata in King Street. Dublino ama i suoi musicisti, e lo si vede.

 

Subito dopo, altra statua altro selfie. La statua di Luke Kelly in King Street a Dublin City commemora il leggendario cantante, musicista folk e attore nato a Dublino. È stato anche membro fondatore della nota band The Dubliners.

🌉 Ponti decorati e leggende medievali

Continuiamo verso il Grattan Bridge, uno dei ponti più decorati della città. I lampioni verdi sono sorretti da creature ibride, gli ippocampi, metà cavallo e metà pesce: nella mitologia greca trainavano i carri di Poseidone e Nettuno. Un dettaglio curioso che rende il ponte ancora più affascinante.

Sempre alla ricerca di luoghi particolari, ci dirigiamo verso la chiesa di St. Audeon, dove si trova una "scorciatoia medievale" composta da 40 gradini. Nel XVIII secolo collegava la città alta alla zona bassa, allora piena di taverne e bordelli. Scendere questi gradini significava "scendere all'Inferno". Una leggenda narra che il fantasma di una madama bruciata sul rogo nel 1761 appaia ancora qui. Noi... non l'abbiamo incrociato! Proseguiamo lungo il Liffey e attraversiamo l'iconico Ha'Penny Bridge, tornando verso il nostro hotel mentre inizia a piovere. Decidiamo quindi di prenotare un'esperienza al chiuso per il pomeriggio.

💃 Lezione di balli irlandesi: due ore di pura allegria

Nel pomeriggio partecipiamo a un'esperienza davvero particolare: una lezione di balli irlandesi, prenotata con GetYourGuide. Ci rechiamo al piano superiore del The Merchant's Arch, a Temple Bar, una sala storica affacciata sul fiume, con soffitti altissimi e un'atmosfera magica.

Troviamo persone di tutte le età, pronte a imparare qualche passo al ritmo delle ballate irlandesi. Un musicista suona dal vivo, mentre giovani ballerini si esibiscono con una grazia incredibile, meritandosi applausi scroscianti. Poi ci prendono per mano e ci portano al centro della sala, insegnandoci i passi base. Due ore volano via in un lampo, e anche Roby – inizialmente scettico – esce divertito e soddisfatto.

🥩 Cena da F.X. Buckley: carne stellare nel cuore di Dublino

Torniamo in hotel entusiasti delle esperienze del giorno e curiosi per la cena: un ristorante più impegnativo dei soliti pub, famoso per la qualità della carne. F.X. Buckley non delude: ti fanno scegliere il taglio direttamente da un vassoio, il servizio è impeccabile e la qualità altissima. I prezzi sono elevati, ma ne vale la pena. Prenotare è indispensabile.

Giorno 14 – Guinness, laghi glaciali e antichi monasteri

🍺 Guinness Storehouse: un viaggio sensoriale nella birra più famosa d'Irlanda

La mattina, diciamolo, non è proprio il momento ideale per una pinta... ma quando si prenota tardi, ci si adatta! La Guinness Storehouse non è una fabbrica e nemmeno un semplice museo: è un percorso immersivo che racconta la storia della birra irlandese più iconica. L'edificio si trova a St. James's Gate, nello stesso luogo in cui Arthur Guinness fondò la sua fabbrica nel 1759, firmando un contratto di affitto di ben 9.000 anni. Già questo basterebbe a far sorridere.

La struttura attuale si sviluppa su sette piani attorno a un enorme atrio a forma di pinta. Appena varcata la soglia veniamo avvolti da profumi, luci, suoni e installazioni che rendono difficile spiegare cosa si prova: è un'esperienza sensoriale totale.

Si cammina tra gli ingredienti della birra, si ripercorre la storia del marchio attraverso oggetti d'epoca e vecchie pubblicità, si entra in una sala cinema dedicata agli spot più celebri. Poi si osservano le fasi di produzione, con tanto di quiz finale (superato!). Roby si gode particolarmente la Tasting Room, dove la Guinness viene raccontata attraverso aromi e sensazioni. Infine saliamo al Gravity Bar, il punto più alto della Storehouse: una pinta omaggio e una vista a 360° su Dublino. Indovinate chi ha bevuto la mia? Diciamo che abbiamo anticipato l'aperitivo. Un percorso davvero ben fatto, capace di entusiasmare perfino un'astemia come me!

Rientriamo in zona hotel, mangiamo qualcosa al volo e ci prepariamo per l'escursione pomeridiana verso Glendalough e le Wicklow Mountains, prenotata con GetYourGuide.

🌿 Glendalough e Wicklow: natura, storia e silenzi antichi

Alle 14.30 ci ritroviamo al punto di incontro, a pochi passi dall'hotel, e saliamo sul pullman diretto a Glendalough. La valle, il cui nome in irlandese significa "Valle dei due laghi", si trova nella contea di Wicklow, circa 50 km a sud di Dublino, immersa nel Parco Nazionale delle Montagne di Wicklow. Durante il tragitto ammiriamo la Sugar Loaf, la montagna a forma di pan di zucchero, e attraversiamo il pittoresco villaggio di Roundwood.

All'arrivo ci accoglie un paesaggio che sembra uscito da un racconto antico: boschi di querce, laghi glaciali, silenzi profondi. Prima di iniziare la visita facciamo un salto al Centro Visitatori, utile per orientarsi, e notiamo che accanto si trova il Glendalough Hotel, con bar e ristorante aperto anche ai turisti.

Cominciamo a esplorare le rovine del monastero cristiano fondato da San Kevin nel VI secolo, uno dei primi centri monastici dell'Irlanda. Il sito è completamente visitabile a piedi e ha un'atmosfera incredibilmente evocativa: tombe antiche, croci celtiche scolpite, pietre consumate dal tempo. Tra gli edifici spicca la Cattedrale, costruita tra il X e il XIII secolo e dedicata a San Pietro e San Paolo. Anche se in parte in rovina, conserva dettagli architettonici affascinanti. Poco distante si erge la Torre circolare, alta 33 metri, ricostruita nel 1876 con le pietre originali. L'ingresso, a tre metri dal suolo, serviva a proteggere libri e reliquie: si accedeva tramite scale di legno, oggi scomparse.

Proseguiamo verso la St. Mary's Church, una piccola chiesa del X secolo, e la Priest House, del XII secolo, probabilmente usata come oratorio o camera mortuaria. Non manca la celebre Saint Kevin's Kitchen, una chiesetta con una torre conica che per anni fu scambiata per un camino.

Da non perdere la Croce di San Kevin, scolpita da un unico blocco di granito, con bracci lunghi più di un metro. Una leggenda dice che chi riesce ad abbracciarla completamente vedrà esaudito un desiderio.

Proseguendo verso l'Upper Lake si incontrano croci legate ai pellegrinaggi e, poco più avanti, il misterioso Caher, un recinto circolare in pietra dal significato ancora sconosciuto. Forse luogo di preghiera, forse punto di raduno: nessuno lo sa davvero.

Lago Inferiore

La natura qui è splendida, ma l'escursione prevedeva solo il trasporto, senza guida. Bene... ma non benissimo!

🎶 Rientro e serata a Temple Bar

Dopo circa quattro ore rientriamo in hotel. Una doccia veloce, un po' di riposo e poi via verso Temple Bar per una cena in pub, ovviamente accompagnata da musica dal vivo. Perfetto finale per una giornata intensa e bellissima.

Giorno 15 – Foreste incantate, castelli e... Grande Inverno!

Premessa doverosa: io e Roby siamo due fan sfegatati de Il Trono di Spade. Non semplici appassionati: di quelli che riguardano le stagioni, discutono le teorie, citano le battute. Insomma, era inevitabile che prima o poi ci ritrovassimo a camminare nei luoghi dove la serie è stata girata. E così eccoci qui, pronti per un'intera giornata dedicata alle location più iconiche, grazie a un tour organizzato con GetYourGuide.

🌄 Verso il Nord... o quasi

Alle 7.30, dopo una colazione rapida ma strategica, raggiungiamo il punto di ritrovo davanti all'Hilton Garden Inn, su Custom House Quay. L'autobus climatizzato ci aspetta, e noi saliamo con l'entusiasmo di due bambini diretti a un parco giochi. La guida parla solo inglese, ma è chiara e simpatica. E soprattutto... ha partecipato come comparsa a uno degli episodi! Durante il tragitto ci racconta aneddoti, curiosità e retroscena che rendono il viaggio ancora più divertente.

🌲 Tollymore Forest Park: dove tutto ebbe inizio

Dopo circa due ore arriviamo al Tollymore Forest Park, un luogo che sembra uscito da una fiaba. Qui iniziamo un trekking di circa 3 km, semplice e piacevole, tra ponti in pietra, torrenti e boschi che sembrano respirare storia.
È qui che sono state girate alcune scene fondamentali della prima stagione: l'incontro dei Guardiani della Notte con gli Estranei, il ritrovamento del metalupo morto con la sua cucciolata... momenti che ogni fan ricorda benissimo. La guida ha un'idea geniale: porta con sé delle foto delle scene e ce le mostra esattamente nei punti in cui sono state girate. Un gioco di "spot the difference" tra fiction e realtà che rende tutto ancora più magico. E al di là della serie, il parco è davvero splendido: quei boschi meritano la visita anche senza alcun riferimento televisivo.

⚓ Strangford: pausa tra mare e castelli

Terminato il trekking mattutino, ci dirigiamo verso Strangford, un minuscolo villaggio di pescatori dove è prevista la pausa pranzo. Atmosfera tranquilla, casette colorate, aria di mare: perfetto per ricaricare le energie.

🏰 Quartiere del Castello: benvenuti a Grande Inverno

Dopo pranzo raggiungiamol'Old Castle Ward, la location che nella prima stagione ha dato vita al castello e al cortile di Grande Inverno. Camminare qui è un po' come entrare in una fotografia: ogni pietra sembra raccontare una scena, ogni angolo richiama un ricordo della serie. Anche se la guida ci spiega che alcune parti sono state ricostruite e aggiunte al computer! Ma non finisce qui: parte un secondo trekking di circa 3 km, anche questo molto semplice, che ci porta a scoprire altre location della prima e della seconda stagione. Vediamo la torre usata come una delle Torri Gemelle di Walder Frey, l'accampamento di Robb Stark nelle Terre dei Fiumi e vari punti che, una volta "rivestiti" dalla magia della produzione, diventano luoghi iconici della saga.

🏛️ Abbazia di Inch: Re del Nord!

La tappa finale è quella che ci emoziona di più: Inch Abbey, un'abbazia in rovina del XII secolo immersa nel verde. Qui è stata girata la scena in cui Robb Stark viene proclamato Re del Nord.
La guida tira fuori mantelli di lana, stendardi degli Stark, una spada in metallo e uno scudo. E noi? Ovviamente ci prestiamo al gioco con entusiasmo totale. Per qualche minuto ci sentiamo davvero parte della serie, circondati da rovine antiche e da un'atmosfera che sembra sospesa nel tempo.

Dopo una quantità imbarazzante di foto (ma necessarie!), risaliamo sul pullman per tornare a Dublino. Stanchi, felici, e con quel tipo di sorriso che si ha solo quando si realizza un piccolo sogno. Una giornata intensa, divertente e davvero speciale: per noi fan, un'esperienza imperdibile.

Giorno 16 – Scogliere leggendarie, castelli sospesi e Belfast tra storia e ferite

Sveglia presto anche oggi: la nostra ultima grande escursione irlandese ci aspetta. Alle 7.30 siamo davanti all'Hotel Gresham, pronti per il tour Civitatis con guida in italiano verso Belfast e il celebre Selciato del Gigante. L'aria è frizzante, noi un po' assonnati ma curiosi: sarà una giornata intensa.

🌄 Le Glens of Antrim: curva panoramica e colline da Cartolina

Il pullman imbocca le Glens of Antrim, una serie di strade panoramiche che si snodano tra colline morbide e valli verdissime. La contea di Antrim è un susseguirsi di paesaggi che sembrano dipinti: scogliere, prati infiniti, piccoli villaggi che compaiono e scompaiono dietro le curve. È una zona amatissima dagli appassionati di natura, e capiamo subito il perché.

Lungo il tragitto ci fermiamo ad ammirare le rovine del Dunluce Castle, un castello che sembra aggrappato alla scogliera. I resti si protendono verso il mare con un'eleganza drammatica, quasi sospesi nel vuoto. La guida racconta la leggenda secondo cui una parte della struttura sarebbe crollata nel 1600, precipitando in mare e trascinando con sé alcuni membri della servitù. Da allora, si dice che il castello sia infestato dai loro spiriti. Suggestione o realtà? Difficile dirlo, ma il luogo ha davvero un'aura misteriosa.

🪨 Giant's Causeway: la meraviglia che non sembra reale

Il momento più atteso arriva quando il pullman percorre la parte settentrionale della Causeway Coastal Route e finalmente raggiungiamo la nostra destinazione: il Selciato del Gigante, o Giant'sCauseway.

Patrimonio UNESCO dal 1986, questa formazione rocciosa è composta da oltre 40.000 colonne di basalto, nate da un'eruzione vulcanica avvenuta circa 50–60 milioni di anni fa. Raffreddandosi, la lava si è contratta creando queste incredibili strutture geometriche, per lo più esagonali, che sembrano scolpite da un artista. Alcune hanno sette o otto lati, altre formano veri e propri gradoni che scendono verso il mare.

Scendiamo dal pullman e ci incamminiamo lungo il sentiero. Più ci avviciniamo, più lo spettacolo si rivela in tutta la sua potenza: un mosaico naturale che lascia senza parole.

Passiamo più di un'ora a esplorare, fotografare, osservare ogni dettaglio. È uno di quei luoghi che ti fanno sentire minuscolo e, allo stesso tempo, incredibilmente fortunato.

🚌 Belfast: storia, ferite e rinascita

Risaliti sul pullman, ci dirigiamo verso Belfast. La guida ci introduce alla storia complessa della città, una storia fatta di identità, contrasti e ferite ancora visibili. Racconta dei movimenti per l'autogoverno alla fine dell'Ottocento, delle paure degli unionisti protestanti del nord, della Guerra d'Indipendenza e del Trattato Anglo-Irlandese del 1921, che sancì la nascita dello Stato Libero d'Irlanda lasciando però sei contee dell'Ulster nel Regno Unito. Così prese forma l'Irlanda del Nord, con le sue tensioni tra nazionalisti cattolici e unionisti protestanti, tensioni che nel 1968 sfociarono nei trent'anni drammatici dei Troubles. Un periodo di violenze, attentati, interventi militari, vite spezzate e comunità divise, che si concluse solo con l'Accordo del Venerdì Santo del 1998. Oggi la pace è realtà, ma le cicatrici restano, silenziose e profonde, intrecciate alla quotidianità.
Durante il giro panoramico attraversiamo quartieri che raccontano questa storia senza bisogno di parole: il Muro della Pace con i suoi murales, le strade cattoliche e quelle protestanti, il quartiere del Titanic, la torre dell'orologio, il municipio. È un percorso veloce ma intenso, che permette di cogliere la dualità di Belfast: ferita e resiliente, difficile e affascinante allo stesso tempo. Ma Belfast non è solo Titanic e murales. È una città che si beve a piccoli sorsi, sotto archi del 1720, tra specchi anni '50 e ritratti di poeti. Qui i pub non sono semplici locali: sono capitoli viventi di storia, ribellione e musica. Ci fermiamo al celebre The Crown, un gioiello vittoriano che sembra uscito da un romanzo. Le piastrelle decorate, le vetrate colorate e il legno intagliato sono opera di artigiani italiani, chiamati a lavorare al pub dopo aver terminato le chiese della città. La guida ci racconta che un tempo si chiamava Railway Tavern, ma la signora Flanagan, protestante, volle ribattezzarlo The Crown in onore della Corona britannica. Il marito, cattolico e contrario al dominio inglese, accettò... a modo suo: invece di appendere un'insegna, fece realizzare un mosaico con la corona proprio all'ingresso, così che ogni cliente fosse costretto a calpestarla per entrare.

La Corona, Belfast

Il Crown Bar a Belfast su Great Victoria Street, a 5 minuti a piedi dal St George's Market, 15 minuti a piedi dal Belfast Cathedral Quarter e a 20 minuti a piedi dai Giardini Botanici.

Al termine del giro, scendiamo in centro per il pranzo e qualche passo tra le vie. Belfast ha un'energia particolare, un equilibrio delicato tra modernità e memoria che colpisce e rimane addosso. Il tempo, purtroppo, è poco: risaliamo sul pullman con la sensazione di aver sfiorato solo una piccola parte di ciò che questa città potrebbe raccontare.

🌙 Ultima notte irlandese

Rientriamo a Dublino nel tardo pomeriggio, consapevoli che questa sarà la nostra ultima notte in terra irlandese. Siamo stanchi, sì, ma anche pieni di gratitudine: abbiamo attraversato l'Irlanda in lungo e in largo, scoprendo paesaggi, storie, leggende e città diversissime tra loro. Un on the road impegnativo ma meraviglioso, che ci ha permesso di cogliere davvero l'essenza di questa nazione.

🔎 Cultura e curiosità

🍽️ Cosa mangiare in Irlanda

La cucina irlandese ci è sembrata semplice, genuina e – dobbiamo dirlo – piuttosto ripetitiva. Ma proprio questa sua essenzialità racconta molto del Paese: ingredienti poveri, sapori robusti, piatti che scaldano anche nelle giornate più grigie.

🥓 La colazione irlandese: un rito quotidiano

Non si può iniziare senza parlare della Irish breakfast, un vero monumento nazionale. È abbondante, ricca, decisamente impegnativa: pancetta irlandese, salsicce di maiale, uova fritte, pudding bianco e nero, pomodori grigliati, fagioli al forno e, a volte, funghi. Il tutto accompagnato da pane tostato.
Una colazione così non è solo un pasto: è un rito, un modo per affrontare la giornata con energia... Forse anche troppa!

🍲 Stufati e tradizione

L'Irishstew, lo stufato tradizionale, è onnipresente. A noi non fa impazzire, ma è impossibile non incontrarlo in mille varianti. La versione classica prevede carne di agnello o montone, patate, carote e cipolle, cotte lentamente fino a ottenere un piatto caldo e confortante.
Molto diffuso anche il Guinness Stew, dove l'agnello lascia spazio al manzo e la celebre birra scura dona un sapore intenso e caratteristico.

🐟 Pesce, zuppe e sapori di mare

Il salmone affumicato irlandese è una vera delizia, servito spesso con verdure fresche. Nelle zone costiere è facile trovare anche la zuppa di pesce, cremosa e profumata, preparata con panna e cipolla: semplice ma irresistibile.

Il classico fish & chips è un vero e proprio pilastro della tradizione irlandese.

🥔 Contorni che scaldano

Tra i contorni, il nostro preferito è il Colcannon: un purè di patate arricchito con cavolo o cipollotti. Morbido, saporito, perfetto con qualsiasi piatto.

🍞 Pane di soda: il pane che profuma di casa

Il soda bread merita una menzione speciale. È il pane tipico irlandese, preparato con bicarbonato di sodio al posto del lievito. Questo gli dona una fragranza unica e una consistenza rustica che si abbina a tutto.

🍰 Dolci e tentazioni

Tra i dolci, spicca la Guinness cake: cacao, crema di mascarpone e un tocco di birra Guinness. Un mix sorprendente che funziona alla perfezione.

🍺 Birre irlandesi: un mondo da scoprire

In Irlanda la birra non è solo una bevanda: è parte della cultura. Ogni città ha le sue birre artigianali, bionde, rosse e le immancabili stout. Ecco alcune da provare:

  • Guinness (stout)
  • Arpa (lager)
  • Caffrey's (lager)
  • Smithwick (birra rossa)
  • Kilkenny (birra rossa)

Un viaggio in Irlanda non è completo senza una pinta gustata in un pub, magari con musica dal vivo in sottofondo.

📚 Libri e Irlanda

La letteratura è piena di romanzi che raccontano l'Irlanda in tutte le sue sfumature: città brulicanti, campagne silenziose, famiglie complicate, storie di emigrazione, identità e memoria. Leggere questi libri significa spesso viaggiare due volte: una con le pagine, l'altra con i piedi.

📖 James Joyce: Dublino in ogni parola

Tra i classici, è impossibile non citare Gente di Dublino di James Joyce: quindici racconti che fotografano la vita quotidiana della città, attraversando infanzia, adolescenza e maturità. Sono storie che parlano di immobilità, desideri irrealizzati, tentativi di fuga dalla società e dalla religione.
Sempre di Joyce, l'immenso Ulisse, interamente ambientato a Dublino, è un viaggio nella mente dei personaggi e nella città stessa, descritta con una precisione quasi ossessiva.

🌧️ Frank McCourt: povertà, resilienza e memoria

Le ceneri di Angela di Frank McCourt è un romanzo autobiografico che racconta l'infanzia dell'autore tra Irlanda e America durante la Grande Depressione. È un libro duro, commovente, pieno di umanità, che restituisce con forza il legame tra la famiglia McCourt e il paesaggio irlandese.

🏘️ William Trevor: piccoli villaggi, grandi emozioni

I romanzi di William Trevor sono spesso ambientati in piccoli villaggi o cittadine irlandesi. Raccontano solitudini, relazioni familiari complicate, conflitti interiori. Trevor ha una capacità unica di cogliere i dettagli dei luoghi e delle atmosfere, trasformando la quotidianità in qualcosa di profondamente letterario. La storia di Lucy Gault è struggente, bellissimo, perfetto per chi visita castelli, abbazie e villaggi della zona.

🕰️ Edward Rutherfurd: l'Irlanda attraverso i secoli

Per chi ama le saghe storiche, I principi d'Irlanda e I ribelli d'Irlanda di Edward Rutherfurd sono un viaggio nel tempo. Seguendo generazioni di famiglie, si attraversano secoli di storia irlandese: battaglie, tradizioni, cambiamenti sociali. Leggendoli si ha davvero la sensazione di vivere accanto ai personaggi la nascita e l'evoluzione dell'Irlanda.

📘 La ragazza di Galway – Ken Bruen

Un noir ambientato proprio nella città, ruvido e affascinante. Perfetto per chi vuole scoprire il lato più cupo e realistico di Galway,tra pub fumosi, strade ventose e personaggi che sembrano usciti da una ballata irlandese.

🌊 Giumenta – John Banville

Ambientato sulla costa occidentale, è un romanzo elegante e malinconico, perfetto per chi visita le spiagge di Dog's Bay, Coral Strand o il Connemara. Una lettura ideale per chi ama storie introspettive e paesaggi che diventano personaggi.

🎬 Cinema e Irlanda

L'Irlanda è una terra che sembra nata per il cinema. I suoi paesaggi mutevoli, le scogliere scolpite dal vento, le foreste antiche e i villaggi colorati hanno ispirato registi di ogni epoca. Qui la luce cambia in un attimo, il cielo passa dal grigio al blu, la pioggia lascia spazio al sole in pochi minuti: è un set naturale che non ha bisogno di effetti speciali.
Molti film e serie celebri hanno scelto proprio l'Irlanda per raccontare storie epiche, romantiche, drammatiche o magiche. Guardarli prima o dopo un viaggio significa ritrovare sullo schermo gli stessi luoghi attraversati, riconoscere una scogliera, un villaggio, una strada panoramica.
E così, tra castelli medievali, coste selvagge e montagne avvolte dalla nebbia, l'Irlanda diventa protagonista silenziosa di alcune delle produzioni più amate di sempre.

🐺 Il Trono di Spade

Non vado in ordine cronologico ma parto dal mio preferito! La serie cercava paesaggi autentici, selvaggi, capaci di raccontare un mondo duro e affascinante. L'Irlanda del Nord li ha offerti in abbondanza: foreste antiche che sembrano incantate; castelli medievali perfetti per le casate; scogliere drammatiche per le battaglie; villaggi che conservano tradizioni secolari. E soprattutto, quella luce irlandese che cambia ogni minuto: un cielo che passa dal grigio al blu, dal vento alla quiete, creando atmosfere che nessun set artificiale potrebbe replicare.

🏝️ La figlia del re dei pirati – John Huston (1951)

Girato sulle isole Aran, mostra paesaggi selvaggi e spettacolari. Guardarlo dopo aver visitato Inisheer o Inishmore è come ritrovare quei venti forti e quelle scogliere infinite.

🐴 L'uomo silenzioso – John Ford (1952)

Un grande classico ambientato nel villaggio di Cong, nella contea di Mayo. È un film romantico, folkloristico, che mostra un'Irlanda rurale fatta di pub, tradizioni e paesaggi verdissimi. Perfetto per chi ha esplorato la Wild Atlantic Way.

🎥 Il vento che accarezza l'erba – Ken Loach (2006)

Ambientato nelle campagne irlandesi durante la Guerra d'Indipendenza, è un film intenso e potente. Racconta la lotta, le divisioni, la nascita di un'identità nazionale. Perfetto per chi ha visitato villaggi rurali, castelli e zone più autentiche dell'isola.

🎶 Una volta – John Carney (2007)

Ambientato a Dublino, è un film musicale dolce e poetico. Racconta la città attraverso le sue strade, i suoi pub, i suoi angoli più quotidiani. Perfetto per chi ha vissuto la capitale con curiosità e occhi aperti.

🧙 ♂️ Harry Potter e il Principe Mezzosangue – David Yates (2009)

Anche la saga di Harry Potter ha trovato casa in Irlanda. Alcune delle scene più suggestive del film sono state girate lungo la Causeway Coastal Route, in particolare nella zona di Lemon Rock, vicino a Derrynane, nella contea di Kerry.
Le scogliere selvagge e il mare impetuoso hanno offerto lo sfondo perfetto per le sequenze dedicate alla grotta dove Voldemort nasconde uno degli Horcrux.
È un paesaggio drammatico, potente, che nel film diventa quasi un personaggio: cupo, misterioso, magnifico.

⚔️ Vikings – Serie TV (2013–2020)

Basata sulla vita del leggendario Ragnar Lothbrok, Vikings è una delle produzioni più famose girate quasi interamente in Irlanda. Le riprese si sono svolte soprattutto nella Contea di Wicklow, tra foreste, laghi e montagne che nella serie diventano la Scandinavia dell'VIII secolo.
Molte scene sono state girate nei pressi del Lough Tay, conosciuto anche come "Guinness Lake", e nella zona di Powerscourt, con le sue cascate e i suoi boschi spettacolari.
La produzione ha scelto l'Irlanda per la sua natura selvaggia, la luce drammatica e la varietà dei paesaggi: perfetti per ricreare villaggi vichinghi, fiordi, campi di battaglia e terre inesplorate.

🌊 Brooklyn – John Crowley (2015)

Una storia delicata di emigrazione e ritorno, che parte dall'Irlanda e arriva in America. Le scene ambientate nella contea di Wexford e a Dublino restituiscono un'Irlanda dolce, luminosa, piena di nostalgia.

🎭 Gli spiriti dell'isola (Le Banshee di Inisherin) – Martin McDonagh (2022)

Girato tra Achill Island e Inishmore, è un film moderno, ironico e malinconico. I paesaggi sono protagonisti quanto gli attori: scogliere, prati infiniti, cieli drammatici. Chi ha visitato la costa occidentale ritroverà la stessa atmosfera sospesa.

🚢 Titanic – James Cameron (1997)

Non è ambientato in Irlanda, ma Belfast è la città dove il Titanic è stato costruito. Visitare il Titanic Quarter e poi rivedere il film crea un legame speciale con la storia della nave.