
Gran Canaria – Primavera 2025
Ci sono viaggi che iniziano molto prima di mettere piede sull'aereo. Cominciano nelle settimane precedenti, quando l'idea prende forma, quando si fantastica sulle spiagge, sui colori e sui profumi che ci aspettano. Il nostro viaggio a Gran Canaria – dal 25 aprile al 1 maggio 2025 – è stato proprio così: un misto di attesa, curiosità e quella voglia irresistibile di scoprire un'isola che, già dalle prime ricerche, prometteva di sorprenderci.
Gran Canaria ci ha accolti con la sua luce calda, il vento dell'oceano e una varietà di paesaggi che sembra quasi impossibile concentrare in un'unica isola. Dune dorate che ricordano il deserto, scogliere scolpite dal tempo, borghi silenziosi nell'entroterra e città vivaci dove la vita scorre lenta e piacevole. Ogni giorno è stato un piccolo capitolo di scoperta, un equilibrio perfetto tra relax, esplorazione e quella sensazione di libertà che solo le isole sanno regalare.
📘 Indice del post
- ✨ Perché scegliere Gran Canaria
- 🌤️ Quando andare a Gran Canaria
- 🚗 Come muoversi a Gran Canaria
- 🏨 Dove pernottare a Gran Canaria
- 🗺️ Itinerario – Gran Canaria, 25 aprile → 1 maggio 2025
📍Giorno 1 – ✈️ Arrivo sull’isola
📍 Giorno 2 – 🏖️ Spiagge del Sud
📍 Giorno 3 – 🌆 Las Palmas
📍 Giorno 4 – 🌅 Costa Sud-Ovest
📍 Giorno 5 – 🌄 Nord dell’isola
📍 Giorno 6 – 🌊 Costa Est e rientro
🔎 Cultura e curiosità
- 🍽️Cosa mangiare a Gran Canaria
- 📚 I libri e Le Canarie
- 🎬 Gran Canaria al cinema
✨ Perché scegliere Gran Canaria
Gran Canaria è una scelta ideale quando si cerca una destinazione che unisca bellezza naturale, comodità e un clima che non delude mai. È un'isola facile: si gira bene, offre tantissime esperienze diverse e permette di costruire una vacanza su misura, che tu voglia solo rilassarti o esplorare ogni giorno un angolo nuovo. Le temperature sono piacevoli tutto l'anno, il che la rende perfetta anche per chi viaggia in periodi "di mezzo" come la primavera. Inoltre, la varietà dei paesaggi è sorprendente: in meno di un'ora puoi passare dalle dune sahariane di Maspalomas alle scogliere selvagge del nord, dai borghi silenziosi dell'entroterra alle spiagge attrezzate della costa sud.
È una meta comoda anche dal punto di vista logistico: voli frequenti, infrastrutture ben organizzate, strade semplici da percorrere e una grande scelta di alloggi per ogni budget. E poi c'è l'atmosfera: rilassata, accogliente, mai frenetica. Gran Canaria è una di quelle isole che ti fa sentire subito in vacanza, senza complicazioni, senza stress. È la destinazione perfetta quando si vuole staccare davvero, ma senza rinunciare a un pizzico di avventura.
🌤️ Quando andare a Gran Canaria
Gran Canaria è una destinazione perfetta praticamente in ogni periodo dell'anno, grazie al suo clima mite e stabile che le è valso il soprannome di "isola dell'eterna primavera". Le temperature oscillano quasi sempre tra i 20 e i 28 gradi, con pochissime piogge e tante giornate di sole. Questo significa che puoi organizzare una vacanza qui senza dover inseguire la stagione giusta: anche in inverno si sta bene, e in primavera o autunno l'isola dà il meglio di sé con giornate luminose e un'atmosfera rilassata.
La primavera, in particolare, è uno dei momenti ideali per visitarla: il clima è piacevole, il vento non è troppo forte e l'isola non è ancora affollata come nei mesi estivi. È perfetta per chi vuole godersi le spiagge, fare trekking nell'entroterra o semplicemente esplorare senza fretta. Anche l'autunno è un'ottima scelta, con mare ancora caldo e temperature perfette per vivere l'isola all'aperto.
In sintesi: Gran Canaria è una meta "senza pensieri", dove il meteo non è mai un ostacolo e ogni stagione ha qualcosa da offrire. Perfetta per chi vuole partire quando vuole, senza compromessi.
🚗 Come muoversi a Gran Canaria
Muoversi a Gran Canaria è semplice e alla portata di tutti, grazie a un'isola ben organizzata e pensata per chi viaggia. Gran Canaria è dotata di una strada a scorrimento veloce, la GC-1 che si sviluppa sulla circonferenza di buona parte dell'isola. Per questo motivo, l'opzione più comoda è senza dubbio l'auto: le strade sono in ottime condizioni, la segnaletica è chiara e le distanze sono brevi, quindi è facile raggiungere sia le spiagge del sud sia i paesaggi più selvaggi dell'entroterra. Avere un'auto permette di esplorare l'isola con calma, fermarsi nei punti panoramici e scoprire angoli meno turistici. Noi abbiamo optato per questa soluzione: una volta arrivati all'aeroporto abbiamo ritirato l'auto precedentemente prenotata con Avis tramite Booking.com. Questa compagnia si è rivelata un'ottima scelta: ci ha permesso di prenotare senza dover lasciare un deposito cauzionale e l'assicurazione era a zero franchigia. Per il ritiro dell'auto servono la patente, la carta d'identità o il passaporto e una carta di credito non prepagata, perché alcune compagnie la richiedono per eventuali danni al momento della riconsegna. Un consiglio utile: scegliete sempre l'opzione a chilometraggio illimitato. Per una T-Cross, per 5 giorni, abbiamo pagato 198 euro.
Per chi preferisce non guidare, la rete di autobus è sorprendentemente efficiente: collega bene le principali località e rappresenta una soluzione economica e affidabile, soprattutto lungo la costa. Nelle zone più turistiche, come Maspalomas o Playa del Inglés, ci si muove tranquillamente anche a piedi o in bicicletta, grazie alle lunghe passeggiate sul mare e alle piste ciclabili.
🏨 Dove pernottare a Gran Canaria
L'isola si gira molto bene, sia in auto che con i mezzi pubblici, e questo potrebbe far pensare che una zona valga l'altra quando si tratta di scegliere dove alloggiare. In realtà, ci siamo resi conto che alcune aree offrono una scelta molto più ampia di strutture ricettive, con opzioni per tutte le fasce di prezzo. Le zone più comode e ricche di alloggi sono sicuramente Maspalomas e Playa del Inglés, entrambe situate nella parte sud dell'isola.
Maspalomas è famosa per la sua incredibile riserva naturale delle Dune, un'area di 4 km² che sembra uscita da un altro continente. Le sue spiagge ampie e dorate attirano turisti da tutto il mondo, e la disponibilità di hotel, appartamenti e resort è davvero vasta. Da qui è facilissimo muoversi: puoi imboccare la strada a scorrimento veloce che in circa un'ora ti porta dall'altro lato dell'isola, oppure attraversare l'entroterra montuoso fino a raggiungere Pico de las Nieves, il punto più alto di Gran Canaria. Maspalomas è anche ben collegata con gli autobus, che raggiungono tutte le principali località.
Playa del Inglés, che si trova proprio accanto, è la zona più vivace dal punto di vista serale. Non aspettarti una movida esagerata, ma ci sono tanti locali, pub e discoteche dove trascorrere la serata in modo piacevole. Anche qui la scelta di alloggi è ampia e varia, perfetta per chi cerca comodità e servizi a portata di mano.
Se invece preferisci una vacanza più cittadina, Las Palmas de Gran Canaria — la capitale, situata nel nord-est — è una valida alternativa. È una città grande, con oltre 400 mila abitanti, ricca di musei, parchi, chiese storiche e quartieri affascinanti. Il clima qui è più ventoso rispetto al sud, ma l'atmosfera urbana e la splendida spiaggia di Las Canteras rendono Las Palmas una scelta interessante per chi vuole unire cultura e mare.
Per chi vuole fare trekking e scoprire l'entroterra meglio orientarsi verso zone più interne come Fataga, Tejeda o San Bartolomé de Tirajana. Sono aree più autentiche, circondate da montagne e sentieri panoramici. Anche soggiornare nel sud va bene, ma richiede spostamenti quotidiani verso l'interno.
Noi abbiamo scelto di soggiornare a Playa del Inglés, prenotando tramite Booking il Roca Verde by Folias Hotels. Una struttura semplice, senza pretese, ma con spazi ampi: soggiorno con angolo cottura e balcone, camera da letto e bagno. L'arredamento era spartano, ma funzionale. Unica pecca: mancava l'aria condizionata, anche se era presente un ventilatore. Per le nostre esigenze è stato comunque un buon punto d'appoggio. Il parcheggio è in strada ma lo abbiamo sempre trovato senza problemi.
🗺️ Itinerario
Giorno 1 – L'arrivo e il primo assaggio dell'isola
La nostra avventura a Gran Canaria comincia all'aeroporto di Fiumicino, con il volo Wizz Air delle 13:00. Il tempo di sistemarsi a bordo, qualche chiacchiera e un po' di musica nelle cuffie, e alle 16:50 atterriamo finalmente sull'isola. L'aria è tiepida, già diversa, già vacanza.
All'aeroporto ci vuole più del previsto per ritirare l'auto a noleggio, ma quando finalmente riusciamo a partire, in venti minuti raggiungiamo il nostro appartamento, il Roca Verde, a Playa del Inglés. È quasi ora di cena, quindi lasciamo le valigie al volo e scendiamo subito in cerca di qualcosa da mangiare.
La scelta ricade sul West End Restaurant – Burgers and Steakhouse, proprio vicino all'hotel: una cena veloce, semplice, perfetta per rimetterci in sesto. Poi, recuperato un giacchino in camera, ci avventuriamo sul lungomare di Playa del Inglés.
Camminiamo fino all'Hard Rock Café, dove facciamo il classico acquisto di rito, e sulla via del ritorno ci fermiamo nella piazzetta con la scritta Mas Palomas e quella piccola installazione gialla che illumina la sera con un tocco di colore.

Il lungomare è pieno di locali e musica. Scegliamo un bar dove una bravissima cantante intrattiene gli ospiti, quasi in competizione con un cameriere che ha un modo tutto suo di servire i clienti. Ridiamo, ci godiamo l'atmosfera e rientriamo in hotel con la sensazione di aver assaporato il primo, promettente assaggio di Gran Canaria.

Giorno 2– Dune, oceano e una lunga passeggiata
La mattina inizia con una colazione ricchissima nel bar della struttura: il modo migliore per prepararci a una giornata interamente dedicata al mare. Oggi, infatti, percorriamo tutto il Paseo Marítimo, da Playa del Inglés fino alla spiaggia di Maspalomas.
Dopo circa 800 metri ci fermiamo al Mirador de las Dunas, il punto panoramico dietro l'Hotel Riu. Da qui la vista sulle dune è spettacolare: un mare di sabbia che sembra arrivare direttamente dal Sahara. Facciamo qualche foto sulle dune, poi preferiamo seguire i sentieri battuti, più comodi e meno faticosi.

Il sole è un venticello piacevole ci accompagnano lungo i 3,5 km che portano al Faro di Maspalomas, un punto di riferimento dal 1890. Volendo si può salire in cima per godere di una vista panoramica sull'intera spiaggia e sull'oceano, immenso e blu. Il paesaggio è davvero unico: sabbia dorata, onde che si infrangono e quell'atmosfera che solo l'Atlantico sa dare. Stanchi ma felici, ci fermiamo in spiaggia per prendere il sole e fare un bagno. L'acqua è freschina, certo, ma la sensazione è bellissima.

Quando si avvicina l'ora di pranzo, ci rimettiamo in cammino lungo l'arenile e decidiamo di fermarci in zona Playa del Inglés, dove non mancano bar e chiringuitos. Ci sediamo in un piccolo locale lungo Calle Las Dunas, il Claro que sì e scopriamo che è gestito da un livornese: scatta subito il feeling. Mangiamo qualche tapas e salutiamo con l'idea di tornare la sera, quando c'è anche musica dal vivo. Ma la giornata non è ancora finita: ci sdraiamo sui lettini a Playa del Inglés e oziamo fino al tardo pomeriggio, cullati dal rumore dell'oceano. Rientriamo in hotel e, prima della doccia, non resistiamo al richiamo della piccola piscina. Siamo davvero instancabili.
La serata si avvicina e decidiamo di andare a cena presso il Jumbo Gran Canaria, un centro commerciale molto popolare, noto per la sua atmosfera vivace e per essere un luogo gay-friendly. Qui troviamo tanti ristoranti, forse un pò troppo turistici. Ceniamo e poi restiamo a vedere uno spettacolo di drag queen.
Rientriamo in hotel con la mente già alle escursioni del giorno dopo!
Giorno 3 – Borghi, montagne e scogliere maestose
Oggi il cielo è grigio e il vento soffia un po' più forte del solito. Niente mare, quindi: ne approfittiamo per scoprire la parte nord dell'isola, quella più autentica e montana. La nostra prima tappa è Teror, a circa 65 km da Playa del Inglés. Il paesino ci accoglie con un'atmosfera fresca, quasi da montagna, e con le sue splendide case dai balconi in legno, tipici dell'architettura canaria. È famoso per l'"Aguas de Teror", naturalmente frizzante, e non a caso è considerato uno dei villaggi più belli dell'isola. Passeggiamo nel centro storico, tra strade acciottolate e facciate colorate, fino alla Plaza de Nuestra Señora del Pino, cuore pulsante del paese. Qui si trova la Basilica del Pino, dichiarata monumento storico-artistico nazionale: imponente, elegante, e circondata da edifici con quei balconi in legno che sembrano raccontare storie di altri tempi. La piazza è ampia, luminosa, perfetta da attraversare a piedi per cogliere ogni dettaglio.

Proseguiamo lungo Calle Real, la via principale che collega l'ingresso del paese alla Basilica. È una strada acciottolata piena di negozietti tradizionali e locali storici, tutti incorniciati dai caratteristici balconi canari. Poco distante si trova anche il Monastero cistercense, le cui origini risalgono al 1882. Qui le suore di clausura preparano dolci tipici: mantecados, truchas, marzapane, ciambelle all'anice... una tentazione irresistibile. Dedichiamo a Teror un paio d'ore, sufficienti per innamorarci della sua atmosfera tranquilla e genuina. La seconda tappa è Arucas, a soli 13 km di distanza. È la principale città del nord e la sua attrazione più famosa è la Cattedrale di San Juan Bautista, un'imponente costruzione neogotica realizzata in pietra lavica.

Nonostante l'aspetto antico, i lavori sono iniziati nel 1900 e si sono conclusi nel 1977. Arucas è anche la "città del rum", sede delle Destilerías Arehucas, la più grande distilleria delle Canarie, dove è possibile partecipare a visite guidate con degustazione. https://www.getyourguide.com/it-it/destilerias-arehucas-l193564/
Nonostante la sua fama, dobbiamo ammetterlo: Arucas non ci ha trasmesso grandi emozioni. È una tappa interessante, certo, ma non ci ha lasciato quel ricordo speciale che speravamo.
Ripartiamo quindi verso Puerto de las Nieves, 28 km più a ovest. Il paesaggio cambia completamente: la strada corre accanto a montagne scure e cime frastagliate che si tuffano nell'oceano. Il villaggio è un piccolo gioiello di pescatori, con casette bianche e blu che sembrano dipinte a mano. Parcheggiamo al Stationamiento Fuente Santa e, appena scesi dall'auto, restiamo senza parole: davanti a noi le scogliere di Tamadaba, imponenti e verticali. Tra tutte spicca la scogliera di Faneque, una delle più alte al mondo, con oltre 1.000 metri di dislivello. Uno spettacolo naturale che toglie il fiato. La spiaggia del borgo, Playa de las Nieves, è piccola e fatta di rocce, con acque trasparenti che inviterebbero a un tuffo... se solo il tempo fosse più clemente. Ci fermiamo comunque per pranzare in un minuscolo locale con tavolini all'aperto, gustando qualche tapas semplice ma buona. Dopo pranzo passeggiamo lungo il Paseo de los Poetas, una promenade deliziosa piena di ristorantini dove avremmo potuto assaggiare pesce fresco, frutti di mare o una paella profumata. Da qui il sentiero prosegue fino alle piscine naturali di Las Salinas, a circa 1 km. Sono tre vasche scavate nella roccia vulcanica, collegate tra loro e protette dal mare aperto: un luogo perfetto per un bagno rilassante con vista sulle scogliere. Che rabbia non potersi tuffare oggi!

La giornata si conclude con un misto di soddisfazione e un pizzico di frustrazione per il meteo, ma abbiamo scoperto una parte dell'isola che merita davvero: borghi autentici, montagne maestose e un oceano che, anche quando è agitato, sa regalare emozioni.
Rientriamo in hotel nel tardo pomeriggio, stanchi ma soddisfatti dopo aver esplorato il nord dell'isola. Una doccia veloce, un po' di relax, e siamo pronti per la cena. Questa sera abbiamo deciso di seguire il consiglio di alcuni amici e provare il Ristorante La Cabañita Park, che si trova a circa 8 km dal nostro appartamento. La zona, dobbiamo dirlo, non è delle più affascinanti, non proprio il posto che ti aspetti per una cena speciale. Ma appena varchiamo l'ingresso del locale, l'atmosfera cambia completamente. Il ristorante è semplice ma accogliente, con un grande giardino un po' disordinato, pieno di piante, lucine e tavoli sparsi qua e là. Ha quel fascino rustico che ti mette subito a tuo agio, come se stessi cenando a casa di qualcuno che ama davvero cucinare. La specialità della casa è la carne, e quando arriva capiamo subito perché ce l'avevano consigliato: viene servita su un piatto, ancora da cuocere, accompagnata da una piccola griglia portatile. Siamo noi a decidere la cottura, pezzo dopo pezzo, divertendoci come bambini. È un'esperienza diversa dal solito, conviviale, che rende la cena ancora più piacevole. Tra una risata e una grigliata improvvisata, la serata scorre leggera. Nonostante la zona non proprio invitante, La Cabañita Park si rivela una scelta azzeccata: buon cibo, atmosfera rilassata e quel tocco di originalità che rende ogni viaggio un po' più speciale.

Dopo cena non siamo ancora pronti a rientrare definitivamente. È presto, l'aria è piacevole e abbiamo voglia di chiudere la giornata con qualcosa di leggero. Così torniamo a Playa del Inglés, parcheggiamo l'auto davanti all'hotel e ci dirigiamo verso un posto che ormai sentiamo un po' "nostro": il Claro que sí, il locale del nostro amico livornese. Appena arriviamo, ci accoglie con un sorriso e con quel " ciao belli" che solo noi livornesi usiamo sempre! Ordiniamo qualcosa da bere e ci sistemiamo ai tavolini, mentre la musica dal vivo riempie l'atmosfera. È uno di quei momenti semplici ma perfetti: un drink, qualche chiacchiera, la musica che scorre e la sensazione di essere nel posto giusto.
Giorno 4 – Spiagge da sogno e una serata romantica a Puerto de Mogán
La giornata inizia con una breve escursione verso Arguineguín, a 18 km da Playa del Inglés. È un antico borgo di pescatori che, nonostante il turismo in crescita, conserva ancora il suo centro storico autentico e tranquillo. Il martedì qui si tiene il mercato più grande dell'isola, un tripudio di bancarelle, colori e profumi: il posto ideale per curiosare, fare un po' di shopping e assaggiare qualche prodotto locale.

Il lungomare è piacevole e rilassante, perfetto per una passeggiata che collega Arguineguín alle baie di Patalavaca, dove il mare si apre in scorci davvero suggestivi. Dopo un'oretta decidiamo di proseguire verso una delle spiagge più famose della zona: Playa de Amadores, a circa 11 km.
Ed è amore a prima vista.

La baia è protetta, con onde dolci e un'acqua talmente cristallina da sembrare una piscina naturale. La sabbia, bianchissima e soffice, arriva addirittura dalle Bahamas. È una spiaggia perfetta per tutti: tranquilla, sicura, luminosa. Passiamo tutta la mattinata in ammollo, tra bagni, risate e un sole che scalda senza esagerare. Per pranzo ci accontentiamo volentieri di un panino preso in uno dei bar sulla spiaggia: semplice, veloce, perfetto per non perdere nemmeno un minuto di mare.
Nel pomeriggio cambiamo scenario e ci spostiamo verso la spiaggia vicino al Resort Anfi del Mar (13 km). Qui prendiamo i lettini e ci godiamo qualche ora di relax totale. L'acqua è molto bella, anche se quella di Amadores ci ha ormai rubato il cuore. Davanti a noi si trova la celebre isola artificiale a forma di cuore, simbolo di amore e romanticismo, spesso scelta per matrimoni, proposte e momenti speciali. È davvero particolare vederla dal vivo: un dettaglio che rende questa zona ancora più unica. Restiamo fino alle 18:00, quando la spiaggia chiude e i lettini vengono ritirati. Approfittiamo dei servizi per fare una doccia e cambiarci: la giornata, infatti, è tutt'altro che finita. La nostra ultima tappa è Puerto de Mogán, a circa 11 km: un vero gioiello, soprannominato la Venezia delle Canarie. Appena arriviamo, ci immergiamo in un labirinto di canali, ponti e casette colorate adornate da fiori ovunque. È un luogo romantico, curato, quasi fiabesco. Passeggiamo lentamente lungo i corsi d'acqua, godendoci ogni scorcio, ogni balcone fiorito, ogni angolo pittoresco.

Per cena abbiamo prenotato un ristorantino trovato online, Capitan Hook, che si rivela una scelta perfetta. L'atmosfera è accogliente, il cibo ottimo, e la serata diventa ancora più speciale quando, per il mio compleanno, Roby fa arrivare un dolcino con tanto di candelina. Un gesto semplice ma dolcissimo, che rende la cena indimenticabile. Prima di rientrare, facciamo un'ultima passeggiata fino al Mirador de Puerto Mogán, da cui si gode una vista spettacolare sul porto, sulla spiaggia e sulle scogliere illuminate dalla luce della sera. È il modo migliore per chiudere una giornata perfetta, fatta di mare, colori e piccoli momenti che restano nel cuore.

Giorno 5 – Las Palmas tra storia, mare e sapori locali
Oggi ci aspetta una giornata dedicata alla capitale: Las Palmas, distante circa 54 km. Decidiamo di iniziare l'esplorazione dalla parte più antica della città. Parcheggiamo al Parcheggio Nuevos Juzgados e ci immergiamo subito nel quartiere di Vegueta, il cuore storico di Las Palmas. Le stradine strette e acciottolate ci accompagnano tra case che conservano ancora l'architettura tradizionale canaria. Passeggiamo lungo Calle Balcones e Calle Espíritu Santo, dove i balconi in legno e le facciate colorate creano un'atmosfera d'altri tempi. Arriviamo così alla splendida Plaza de Santa Ana, dominata dalla maestosa Cattedrale di Sant'Anna, con le sue torri gemelle e la facciata imponente. L'interno è sorprendente: tre navate, undici cappelle, stalli in legno intagliato, un organo barocco e opere d'arte che raccontano secoli di storia. Osservando bene, notiamo che le colonne hanno la forma di palme, un dettaglio affascinante. La salita alla torre regala una vista sublime sulla città: tetti, piazze e scorci che si aprono fino al mare.
La tappa successiva è la Casa de Colón, uno dei musei più amati dai locali. Eravamo un po' scettici, ma si rivela una vera sorpresa. L'edificio coloniale del XVI secolo è magnifico, con patii luminosi e pappagalli coloratissimi che rendono la visita ancora più piacevole. Le sale raccontano le culture delle Canarie e delle Americhe, con modelli di antiche navi, mappe, strumenti di navigazione, astrolabi e ricostruzioni storiche. Un museo piccolo ma ricco, che merita davvero la visita.

Proseguiamo verso Triana, il quartiere che insieme a Vegueta rappresenta l'anima storica della città. La Calle Mayor de Triana è vivace, piena di negozi, boutique, prodotti artigianali e grandi marchi. I bar con tavolini all'aperto invitano a una pausa, e tra le specialità locali spiccano le papas arrugadas con mojo e il sancocho, piatti tipici che raccontano la tradizione gastronomica canaria.
Per pranzo, però, preferiamo spostarci verso il mare. Torniamo al parcheggio, riprendiamo l'auto e ci dirigiamo verso Plaza España, dove lasciamo la macchina al parcheggio Saba. Da qui passeggiamo lungo Playa de Las Canteras, una delle spiagge urbane più belle d'Europa, fino a raggiungere il Mercado del Puerto (circa 1,9 km). Il mercato è un luogo vivace e moderno: il primo delle Canarie ad aver unito gastronomia e prodotti freschi. Qui si trovano pesce, frutta, verdura, tapas, cucine di ogni tipo e un calendario ricco di eventi: musica dal vivo, DJ set, mercatini, festival. Il tutto ospitato in un edificio modernista in ferro battuto, a due passi dalla spiaggia. Per pranzo scegliamo un ristorantino proprio sul lungomare, perfetto per una pausa rilassante con vista sull'oceano.

Dopo mangiato ci concediamo un paio d'ore di relax sulla spiaggia, poi rientriamo in hotel per riposarci un po'. La giornata, però, non finisce qui: per cena abbiamo prenotato un locale molto chic ma dai prezzi onesti, Ristorante Alma Gaia, a soli 500 metri dal nostro appartamento. L'atmosfera è elegante, il cibo di ottima qualità: una scelta che consigliamo senza esitazioni.
Giorno 6 – L'ultimo saluto all'isola
È il giorno del rientro. Il nostro volo per l'Italia è previsto alle 19:30, quindi avevamo immaginato una mattinata tranquilla, lasciando le chiavi dell'appartamento e dirigendoci verso nord per visitare qualche spiaggia prima di andare in aeroporto.
Il piano iniziale prevedeva una sosta a Playa de Salinetas (37 km), una spiaggia ampia e tranquilla, seguita da Playa de Melenara, distante appena 800 metri. Melenara è famosa per la sua sabbia vulcanica e per la Bandiera Blu, ma soprattutto per la spettacolare scultura in bronzo del dio Nettuno, alta più di quattro metri, che emerge dal mare come un guardiano della baia. L'opera, realizzata dallo scultore canario Luis Arencibia Betancort, è un simbolo del legame profondo tra Telde e l'oceano. Intorno alla spiaggia si trovano numerosi ristoranti specializzati in pesce fresco: l'idea era proprio quella di pranzare qui. Più tardi avremmo voluto raggiungere il Bufadero de la Garita (3 km), una formazione geologica unica: una serie di cavità nel basalto che si riempiono e svuotano con la forza delle onde, creando giochi d'acqua spettacolari. Un luogo perfetto per scattare foto incredibili.
Ma alla fine... non abbiamo fatto nulla di tutto questo.
L'idea di arrivare in aeroporto pieni di sabbia e con i costumi bagnati non ci convinceva. Così abbiamo scelto la soluzione più semplice: restare a Playa del Inglés, goderci un'ultima mattinata di mare senza fretta e poi approfittare della cortesia del nostro hotel, che ci ha permesso di utilizzare gli spogliatoi e le docce della palestra. Una comodità impagabile.
Dopo pranzo, puliti e riposati, siamo partiti verso l'aeroporto. La riconsegna dell'auto è stata sorprendentemente veloce, molto più del ritiro, e in poco tempo ci siamo ritrovati in sala d'attesa, pronti per il volo delle 19:30.
Mentre aspettiamo l'imbarco, ci guardiamo e sorridiamo: è stata una vacanza breve ma intensa, piena di colori, mare, scoperte e piccoli momenti che resteranno con noi. E, come spesso accade quando un posto ci conquista, ci ritroviamo a fantasticare: "E se un giorno ci trasferissimo qui, quando saremo in pensione?" Chissà... Gran Canaria ha quel modo gentile di farsi desiderare.
🔎 Cultura e curiosità
🍽️Cosa mangiare a Gran Canaria
Gran Canaria ha un modo tutto suo di farti venire fame. Non è solo il profumo che arriva dalle cucine dei piccoli ristoranti sul mare, né il richiamo delle tapas che ti strizzano l'occhio dai banconi dei bar. È l'atmosfera: rilassata, solare, un po' lenta... quella che ti fa pensare che sì, forse è il momento perfetto per sedersi e assaggiare qualcosa di buono.
🥔 Le papas arrugadas: il simbolo dell'isola
Le papà arrugadas sono un po' come il buongiorno di Gran Canaria: patate piccole, cotte in acqua salatissima finché la buccia non si increspa, servite con il celebre mojo.
Il mojo verde è fresco, profumato di coriandolo; il mojo rojo è più deciso, leggermente piccante. Io ho finito per fare quello che fanno tutti: intingere una patata dopo l'altra, senza alcuna dignità, finché il piatto non è rimasto tristemente vuoto.
🌾 Il gofio: la tradizione più antica
Il gofio è una di quelle cose che scopri quasi per caso, ma che poi ti rimane impressa. È una farina tostata di mais o grano, un ingrediente antichissimo che qui considerano quasi sacro.
Lo usano ovunque: nelle zuppe, nei dolci, nel pane... e persino mescolato al latte a colazione, come si faceva una volta.
🐟 Pesce fresco che sa di oceano
Nei piccoli paesini costieri, il pesce arriva in tavola con una naturalezza disarmante. Il vieja, un pesce locale dalla carne delicata, è una di quelle cose che ti fanno pensare "ma perché non l'ho provato prima?".
Spesso lo servono alla griglia, con un filo d'olio e un contorno di verdure semplici. Niente fronzoli: solo il sapore del mare, pulito e diretto.
🐟 Sancocho Canario: il sapore del mare e della memoria
Il Sancocho Canario è preparato con pesce fresco, cotto e leggermente salato, servito insieme a un misto di gofio e alle immancabili papas arrugadas. Ma il vero protagonista è il mojo picón: piccante, vivace, capace di creare quel contrasto perfetto tra il dolce delle patate, il salato del pesce e la sua nota speziata.
🍖 La carne alla griglia delle zone interne
Se ti spingi verso l'interno dell'isola, la cucina cambia. Qui la griglia è protagonista: pollo asado, conejo en salmorejo (coniglio marinato e saporito), e piatti rustici che profumano di campagna.
🍲 La Ropa Vieja: il piatto che cambia sempre
La Ropa Vieja è uno di quei piatti che ti raccontano una storia ancora prima di assaggiarlo. È uno spezzatino che può essere di pollo, maiale o manzo, cucinato lentamente con verdure, ceci o patate — dipende da chi lo prepara, perché qui ogni famiglia ha la sua versione, il suo segreto, la sua tradizione. Il nome, che letteralmente significa "vestiti vecchi", deriva dal fatto che veniva preparato con gli avanzi di altri piatti: un modo ingegnoso e affettuoso di non sprecare nulla.
🍲 Puchero Canario: il bollito che profuma di casa
Il Puchero Canario somiglia al bollito madrileno, ma qui ha un'anima tutta sua: zucca dolce, cavolo, patate morbide, carne di maiale e vitello che cuociono lentamente finché tutto non diventa un abbraccio di sapori.
🧀 Il formaggio canario: una sorpresa
Non amo molto i formaggi ma dicono che quelli canari siano ma una piccola meraviglia. Il queso de flor, fatto con caglio vegetale, ha un gusto particolare, quasi erbaceo. Poi c'è il queso asado, servito caldo con il mojo.
🍮 I dolci che non ti aspetti
Gran Canaria non è famosa per i dolci, ma quando ti capita di assaggiare il bienmesabe — una crema di mandorle, miele e uova — capisci che forse dovrebbero esserlo. È dolce, avvolgente, un po' antico... il tipo di dessert che ti fa pensare alle ricette delle nonne.
📚 I libri e Le Canarie
Ci sono viaggi che iniziano molto prima di partire. A volte cominciano tra le pagine di un libro, quando ancora sei a casa, magari con una tazza di caffè e la valigia vuota che aspetta solo di essere riempita.
Le Canarie sono perfette per questo: sono isole che si lasciano immaginare, che si fanno conoscere attraverso le storie di chi le ha vissute, amate, raccontate. Leggere un romanzo ambientato qui prima del viaggio è come assaggiare un antipasto: ti prepara, ti incuriosisce, ti fa venire voglia di scoprire ogni dettaglio.
🔍 Agatha Christie e il suo legame con le Isole Canarie
Le Isole Canarie non hanno ispirato solo viaggiatori curiosi e amanti del sole: tra chi ha trovato qui un rifugio creativo c'è anche Agatha Christie, la regina indiscussa del giallo.
Negli anni Venti e Trenta, quando molti britannici venivano a Las Palmas per recuperare la salute grazie al clima mite, anche lei scelse l'arcipelago come luogo di pausa e rinascita. L'atmosfera tranquilla, il ritmo lento e quel tocco di eleganza britannica che permeava la città la conquistarono profondamente. Il cuore del suo soggiorno fu il celebre Hotel Metropole, un edificio elegante affacciato sulla zona di Ciudad Jardín. All'epoca era uno degli hotel più rinomati dell'isola, frequentato da turisti e celebrità, e Christie vi trovò la serenità necessaria per dedicarsi alla scrittura, sempre accompagnata dalla sua inseparabile macchina da scrivere. Oggi l'hotel non esiste più nella sua forma originale: ospita uffici municipali, ma una targa commemorativa ricorda il passaggio della scrittrice e mantiene viva quell'aura di mistero che sembra seguirla ovunque. Durante la sua permanenza a Gran Canaria, Christie scrisse parte del romanzo Il mistero del treno azzurro, lasciandosi ispirare dalla calma dell'isola e dalla bellezza delle sue spiagge, che lei stessa definì "perfette" nella sua autobiografia
🏝️Mararía – Rafael Arozarena
Un romanzo poetico e intenso ambientato a Lanzarote.
È considerato un classico della letteratura canaria: racconta la vita dura dell’isola attraverso la figura misteriosa di Mararía, una donna che diventa simbolo di un territorio selvaggio e magnetico.
🌋 Le isole fortunate – Alberto Vázquez-Figueroa
Un autore spagnolo molto noto anche in Italia, nato a Santa Cruz de Tenerife.
In questo romanzo le Canarie diventano scenario di avventura, storia e identità. Perfetto per chi vuole un libro che unisca paesaggi vulcanici e ritmo narrativo.
🐚 Oceano – Alberto Vázquez-Figueroa
Un’altra opera del celebre autore canario.
Il mare è protagonista assoluto: vasto, potente, a volte minaccioso. Leggerlo prima di un viaggio alle Canarie significa entrare nel respiro dell’Atlantico.
📚Racconti delle Isole Canarie di Claudio de Ferra
Questa raccolta comprende 15 racconti scritti tra il 2003 e il 2015, tutti ambientati nelle Isole Canarie. I primi quattro erano già stati pubblicati in vita dall'autore, mentre gli altri sono inediti, riuniti in questo volume commemorativo dedicato al centenario della sua nascita.
🎬 Cinema e Canarie
Le Canarie sono un set naturale. Non devi essere un regista per accorgertene: basta guardare come la luce cambia sulle scogliere, come il vento muove le dune, come il paesaggio passa dal nero vulcanico al verde brillante nel giro di pochi chilometri. È un luogo che sembra già pronto per una storia, come se ogni angolo dell'arcipelago avesse una scena da raccontare.
🏖️ Palme nella neve (2015) – Gran Canaria
Un film romantico e storico che racconta una saga familiare, con molte scene girate tra le montagne e le spiagge dell'isola.
Gran Canaria diventa un luogo di memorie, passioni e radici.
🌫️ Allied – Un'ombra nascosta (2016) – Gran Canaria
Brad Pitt e Marion Cotillard hanno girato qui alcune scene del film, sfruttando l'atmosfera coloniale e le architetture storiche di Las Palmas.
Un tocco di eleganza cinematografica nel cuore dell'Atlantico.
🏝️ The Witcher (serie Netflix, 2019–) – Gran Canaria & La Palma
Alcune scene della serie sono state girate tra le foreste di La Palma e le scogliere di Gran Canaria, che regalano atmosfere magiche e selvagge.
Perfette per un mondo fatto di creature, misteri e magia.
🌋 Scontro tra Titani (2010) – Tenerife
Un fantasy epico che sfrutta i paesaggi lunari del Parco Nazionale del Teide.
Le distese di lava, i colori bruciati e le forme vulcaniche diventano scenari mitologici perfetti, tanto che a volte è difficile capire dove finisce la realtà e inizia la fantasia.
🏜️ Solo: Una storia di Star Wars (2018) – Fuerteventura
Le dune di Corralejo e le zone desertiche dell'isola sono state trasformate in pianeti lontani della galassia di Star Wars.
Fuerteventura, con la sua natura selvaggia, sembra nata per ospitare avventure spaziali.
🌊 La Casa di Carta (stagione 5) – Tenerife
La celebre serie spagnola ha scelto le Canarie per alcune scene della quinta stagione. Le spiagge e le scogliere di Tenerife diventano sfondo di momenti intensi, dove la bellezza dell'isola contrasta con la tensione della trama.
🔥 Eternals (2021) – Fuerteventura
La Marvel ha scelto le spiagge selvagge e le scogliere dell'isola per alcune scene del film.
La luce delle Canarie, così intensa e pulita, dà ai supereroi un'aura ancora più epica.