Portorose, un weekend di fine estate


Quando abbiamo iniziato a cercare un posto dove festeggiare il nostro anniversario di matrimonio, volevamo qualcosa di semplice: un luogo abbastanza vicino all'Italia da raggiungere senza stress, ma capace di regalarci scorci romantici, quella sensazione di fuga leggera che a settembre ha un sapore tutto suo. Così siamo arrivati a Portorose. A prima vista, lo ammetto, non è una città che conquista per bellezza: l'impronta della cementificazione è evidente. Eppure, come spesso succede, basta non fermarsi alla prima impressione e Portorose comincia a raccontare un'altra storia. Dalle colline mediterranee che la circondano, punteggiate da eleganti dimore, lo sguardo corre fino alla Croazia. Qui si percepisce ancora l'eredità austro-ungarica, quel passato balneare che all'inizio del Novecento attirava aristocratici e villeggianti in cerca di aria buona, terme e mondanità. Portorose non ha il fascino millenario di Pirano – raggiungibile con una piacevole camminata sul lungomare di circa un'ora – ma conserva una sua identità precisa, fatta di contrasti e piccole sorprese. È una stazione balneare vivace, senza pretese, che offre esattamente ciò che ci si aspetta da un luogo di mare: bar affacciati sull'acqua, ristoranti sempre pieni, gelaterie, giochi per bambini, pontili da cui tuffarsi e una lunga passeggiata che invita a respirare a fondo. Un posto semplice, forse imperfetto, ma capace di regalare un weekend leggero, di quelli che profumano di fine estate e di libertà.

📘 Indice del post

  • Perché scegliere Portorose come base del viaggio
  • 🏨 Dove alloggiare a Portorose
  • 🗺️ Itinerario
    • 📍 Giorno 1 – Cecina → Portorose (535 km) + Terme
    • 📍 Giorno 2 – Passeggiata a Pirano
    • 📍 Giorno 3 – Rientro in Italia (535 km)
  • 🎡 Altre cose da fare a Portorose
  • 🍽️ Cosa mangiare a Portorose
  • 📚 I libri e Portorose
  • 🎬 Portorose al cinema

Perché scegliere Portorose come base del viaggio

Scegliere Portorose come base del viaggio potrebbe sembrare una decisione un po' azzardata per chi si lascia guidare solo dalle prime impressioni. Il turista italiano medio arriva, vede la distesa di hotel, palazzoni e insegne luminose, e pensa che forse la Slovenia abbia deciso di concentrare tutta la sua architettura anni '70 in un unico punto strategico. Eppure, proprio per questo, Portorose funziona.
È quel tipo di località che non si dà arie, che non pretende di essere la regina dell'Adriatico, e che ti accoglie con un pragmatismo quasi affettuoso: vuoi mangiare? C'è. Vuoi passeggiare? C'è. Vuoi un gelato, un cocktail, le terme, un tuffo, un bel tramonto ? C'è tutto. Senza fronzoli, senza pretese, senza la sensazione di dover essere vestito bene per camminare sul lungomare.

La sua forza, però, è la posizione. Da qui puoi raggiungere Pirano in un'ora di passeggiata, e Pirano è quel tipo di città che ti fa sentire improvvisamente più colto, più elegante, più fotogenico. Puoi spingerti fino alle saline, alle colline mediterranee, ai borghi dell'Istria slovena, o sconfinare in Croazia con la stessa facilità con cui cambi gelateria. Portorose è comoda, pratica, un po' vintage e un po' balneare, con quel mix di modernità e nostalgia che la rende perfetta come "quartier generale" per esplorare la zona. E soprattutto è un luogo che funziona in ogni stagione: in primavera profuma di rinascita, in estate è vivace, in autunno si fa più morbida, e a Capodanno ha quel fascino da località di mare fuori stagione che conquista chi ama le atmosfere tranquille. Insomma, Portorose non è la diva del golfo. È la spalla affidabile, quella che ti fa sentire a tuo agio, che ti semplifica la vita e che ti permette di goderti il viaggio senza complicazioni. E spesso, quando si viaggia, è proprio questo che fa la differenza.

Dove alloggiare a Portorose

A Portorose non avrai certo problemi a trovare un posto dove dormire: hotel e appartamenti spuntano ovunque, soprattutto sul lungomare. La vera domanda è dove conviene fermarsi per vivere al meglio la città. Se durante il soggiorno vuoi provare anche le famose Terme di Portorose, la scelta più sensata è puntare sugli hotel del gruppo LifeClass, che sono praticamente il cuore pulsante della zona termale. Nel pieno centro di Portorose si trovano infatti gli alberghi LifeClass, un piccolo mondo a sé: camere confortevoli, ristoranti per tutti i gusti, un'offerta benessere che sembra non finire mai e un programma di attività che farebbe felice anche l'ospite più esigente (luglio agosto e sotto le feste di Natale). Il resort è composto da cinque hotel a quattro stelle — Slovenija, Riviera, Apollo, Mirna e Neptun — più il raffinato Grand Hotel Portorož, che con le sue cinque stelle è il fiore all'occhiello della struttura.

Gli hotel Apollo, Mirna e Neptun sono collegati tra loro (e al Terme & Wellness Palace) da un comodo corridoio coperto: perfetto quando piove, quando fa freddo o quando semplicemente non hai voglia di uscire. In inverno c'è una sala giochi interna, in estate un parco giochi sulla spiaggia privata dell'hotel: insomma, anche le famiglie con bambini qui trovano la loro dimensione.

Noi abbiamo scelto di pernottare all'Hotel Slovenija – Terme & Wellness LifeClass, e la posizione si è rivelata davvero strategica. Basta attraversare la strada per raggiungere la spiaggia privata Meduza, completa di lettini, ombrellone e teli mare: un piccolo lusso che, quando sei in vacanza, fa sempre piacere. L'hotel offre anche l'accesso diretto alle piscine di acqua di mare riscaldate del Sea Spa, con una grande terrazza solarium dove il tempo sembra scorrere più lento. Un sentiero collega l'hotel al vicino centro benessere Terme Portorož, un vero tempio del relax. Qui si trovano le piscine termali incluse nel prezzo della camera, tra cui le Piscine Mare Primordiale, aperte ogni giorno dalle 7:00 alle 21:00: piscina per nuotare, piscina per il relax, vasche idromassaggio, una piscina per bambini e un terrazzo solare con vista su Portorose e sul golfo di Pirano. Un posto dove potresti tranquillamente passare ore senza accorgerti del tempo che passa.

Prenotando con largo anticipo abbiamo trovato un prezzo davvero conveniente. Va detto che settembre, qui, è un mese poco battuto: la folla si dirada, il clima è ancora piacevole e i prezzi scendono. Un motivo in più per considerare Portorose come base del viaggio.

Hotel Slovenija - Terme & Wellness LifeClass

Cosa fare in tre giorni a Portorose

Giorno 1 – Arrivo, prime impressioni e tramonto sul mare

Come sempre partiamo di buon'ora da Cecina: più di 500 km ci aspettano, e ormai sappiamo che la combo "caffè + playlist da viaggio" è l'unica vera alleata nelle trasferte lunghe. La strada scorre tranquilla e arriviamo a Portorose dopo pranzo, un po' stanchi ma con quella curiosità che si accende sempre quando si arriva in un posto nuovo.

Davanti all'Hotel Slovenija, proprio sul lungomare, ci accoglie un ragazzo talmente entusiasta che per un attimo pensiamo di essere ospiti VIP. Ci scorta fino al parcheggio prenotato, dall'altra parte della strada, accanto alla spiaggia: comodo, pratico, perfetto per scaricare i bagagli senza drammi. La camera è spaziosa, luminosa, e dopo un rapido giro di ricognizione decidiamo di esplorare le piscine del Sea Spa. Siamo praticamente soli: una piscina tutta per noi, un solarium silenzioso e quel tipo di pace che ti fa dimenticare immediatamente i chilometri macinati. Unica pecca? Il bar della piscina è chiuso per la bassa stagione. Risultato: per bere un po' d'acqua dobbiamo tornare in camera. Non proprio la scena glamour che avevamo immaginato, ma fa parte del gioco.

Dopo il meritato relax, ci rimettiamo in moto per scoprire il lungomare e trovare un posto dove goderci un aperitivo al tramonto. Ci incamminiamo lungo Obala, la passeggiata costiera dove si susseguono stabilimenti balneari, bar e locali. Qui si trova anche il celebre Casinò di Portorose, perfetto per chi vuole tentare la fortuna. Noi, invece, puntiamo dritti verso il mare.

Troviamo il beach bar proprio sull'acqua, su una piattaforma in cemento che però, con sdraio e ombrelloni, riesce a regalare un'atmosfera sorprendentemente piacevole. Ci sediamo, ordiniamo due drink e aspettiamo il tramonto: e come sempre, indipendentemente dalla spiaggia, il sole che scende sul mare riesce a regalare un momento speciale.

Beach Bar Portorose

Quando cala la sera, passeggiamo verso il porticciolo, passando davanti al Casinò che nel frattempo si è acceso come un albero di Natale. Ci fermiamo a cena in zona, presso il "Santa Lucia" ribja kantina,un ristorantino semplice ma invitante e, come spesso succede, individuiamo già quello dove torneremo la sera successiva.

Rientrando, il centro di Portorose sfavilla come se volesse dimostrare di essere molto più grande di quello che è: luci, insegne, musica, gente che passeggia. Una piccola "metropoli balneare" che non ti aspetti, ma che ti accoglie con un'energia vivace e un po' kitsch, perfetta per chi ama osservare la vita che scorre.

Giorno 2 – La passeggiata verso Pirano

Dopo un'abbondante colazione in hotel – di quelle che ti fanno venire voglia di restare seduto a tavola più del dovuto – scendiamo in strada pronti per la nostra passeggiata verso Pirano. Dal nostro hotel sono circa 3 km, tutti in piano, e muovere l'auto non avrebbe senso: il centro storico è chiuso al traffico e gli unici parcheggi disponibili sono fuori dalle mura, lungo il mare. Anche la ciclabile non attraversa Pirano, ma si può arrivare comodamente seguendo la pista blu K12, che collega Portorose al borgo. Il tragitto è piacevole, costeggia il mare e invita a fermarsi spesso: per una foto, per guardare l'acqua, per respirare quell'aria salmastra che sa di vacanza. A dirla tutta, ci fermiamo anche per un bagno in uno dei tanti accessi al mare. È il bello di questa passeggiata: non è solo un "andare", è un assaporare.

Finalmente Pirano appare davanti a noi, con il suo profilo elegante e raccolto. Conosciuta come la "piccola Venezia", è una cittadina deliziosa, protetta da antiche mura oggi divise in due tronconi.

Raggiungiamo la piazza centrale, Piazza Tartini, dedicata al celebre compositore piranese Giuseppe Tartini. La sua statua, dal 1896, domina la piazza e la sua casa natale si affaccia poco distante.

Alzando lo sguardo verso il campanile, si nota subito una splendida casa in stile gotico veneziano: la Benečanka, risalente al XV secolo. Si può accedere gratuitamente passando dal retro, entrando nel negozio di cristalli Rogaska Slatina. Il gestore propone un calice di vino frizzante locale per 4€, da sorseggiare sul balconcino della casa più bella di Pirano. Se volete farvi vedere con un bicchiere in mano da lassù, ora sapete come fare. Al piano terra c'è anche un negozio dedicato al sale delle saline di Pirano: un prodotto che ha fatto la fortuna della città e che vale la pena portare a casa.


Dall’altro lato della piazza, il Leone di San Marco campeggia sulla facciata candida del municipio ottocentesco. La piazza ha una forma ovaleggiante, e la parte centrale più chiara del lastricato ricalca il percorso dei binari del vecchio tram che, per mezzo secolo, collegò Pirano a Portorose. Prima ancora, questo spazio era il bacino del porto vecchio, colmato nel 1894.
Proseguendo verso il molo, si passa davanti alla gogna cittadina, la stele dove, 700 anni fa, venivano esposti i colpevoli di reati minori. Poco oltre si incontra il teatro cittadino, l’edificio giallo che si affaccia sul mare. Da qui, procedendo verso il faro, si susseguono numerosi ristorantini: ci fermiamo per un primo di pesce delizioso, semplice e perfetto per la giornata. Per tornare verso Portorose passiamo da Piazza I Maggio, la piazza vecchia. Al centro si trova un grande podio rialzato con due pozzi: è una cisterna del XVIII secolo, costruita dopo una grave siccità per garantire acqua potabile ai piranesi. Le statue della Giustizia e della Vigilanza troneggiano candide ai lati, mentre una pompa esterna ricorda la funzione originaria della struttura. Arriviamo alla spiaggia Meduza un po’ stanchi, ma i nostri lettini ci aspettano in prima fila. È il momento perfetto per rilassarsi, leggere, guardare il mare e godersi la tranquillità del pomeriggio.

Dopo una doccia, siamo di nuovo pronti per il lungomare di Portorose. Stasera si cena da Restaurant Nakala, dove – ironia della sorte – anche i bicchieri sembrano celebrare il nostro anniversario. Concludiamo la serata al Cacao, la gelateria più famosa della costa slovena. Ci accomodiamo sui grandi divani e ci godiamo un gelato enorme in coppa: il finale perfetto di una giornata perfetta.

Ristorante NAKALA

Giorno 3 – Rientro in Italia

La mattina del rientro arriva sempre troppo in fretta, soprattutto quando in un posto che ti piace ci stai pochissimo. Dopo un'ultima colazione con vista mare, prepariamo le valigie e ci rimettiamo in viaggio verso l'Italia. Il rientro è tranquillo, ma con quella sensazione un po' dolce e un po' amara che accompagna le partenze: la voglia di tornare a casa, certo, ma anche il desiderio di restare ancora un po'.

Portorose e Pirano ci sono piaciute davvero tanto. Sono luoghi che non pretendono di stupire con effetti speciali, ma che sanno conquistare con la loro semplicità, con il mare sempre lì a due passi, con le passeggiate lente, con la storia che affiora ad ogni angolo e con quella luce che rende tutto più morbido. E, inutile dirlo, siamo rimasti troppo poco: tre giorni volano, e mentre ripercorrevamo la strada verso casa ci rendevamo conto che le cose da vedere e da fare sarebbero state ancora tantissime. Portorose è stata una base perfetta, Pirano un gioiello da scoprire con calma, e questo piccolo angolo di Slovenia ci ha regalato un weekend leggero, piacevole e pieno di momenti da ricordare.

Altre cose da fare e da provare a Portorose (noi non abbiamo avuto tempo)

  • 🍹 Mystica: il bar che si raggiunge... salendo una scala che non promette bene

Il Mystica è uno di quei posti che sembrano fatti apposta per mettere alla prova la fiducia del viaggiatore. Tu arrivi, vedi questa scaletta anonima, un po' triste, e pensi: "Ma davvero qui sopra c'è il bar famoso per i cocktail?".
Sì, davvero.
In cima ti aspetta una terrazza splendida, vista mare, perfetta per una piña colada, un mojito o qualunque cosa ti faccia sentire in modalità vacanza. Il panorama fa metà del lavoro, il cocktail fa il resto.

🚴 ♀️ La Parenzana: pedalare nella storia

La Parenzana è una pista ciclabile che ha un passato da ferrovia. Nel 1902 qui passava un trenino a vapore che collegava Trieste a Parenzo, attraversando paesaggi istriani da cartolina. Oggi quel tracciato è diventato una ciclabile lunga, varia e bellissima: ogni tre chilometri cambia scenario, così non ci si annoia e si pedala con più leggerezza. Gli abitanti di Capodistria, Pirano e Isola la adorano e la usano nel weekend per una pedalata rilassante.
Da Portorose la pista è facile da trovare: basta seguire i grandi cartelli blu D8.
Prima di arrivare a Isola c'è il famoso tunnel della Parenzana, 550 metri di frescura che d'estate sembrano un regalo. L'ingresso è in via Sencna Pot.

🌊 Isola: mare, pedalate e deviazioni strategiche

Isola è un paesino costiero delizioso, perfetto per una pausa mare. Dal centro storico seguite la costa fino al porticciolo, poi continuate sul lungomare. Superate i segnali rossi P3–P10–P11 e, quando arrivate alla piccola spiaggia di ciottoli, risalite dritti per ritrovare la Parenzana (sempre lei, sempre blu D8).

✈️ Aviator: il ristorante dell'aeroporto che non ti aspetti

Poi c'è l'Aviator, il ristorante del minuscolo aeroporto di Portorose. Da fuori sembra un posto un po' chic, di quelli dove ti aspetti di trovare solo piloti con occhiali da sole e gente che dice "decollo alle 17".
In realtà è accogliente, rilassato e ci si mangia benissimo.
Per trovarlo: entrate nell'aeroporto, girate a sinistra e siete arrivati. Ci si va in macchina, in bici lungo la Parenzana, o anche a piedi — se avete voglia di una passeggiata che parte dal mare, passa dalle saline e vi fa venire fame al punto giusto. È un po' lunga, ma potete sempre tornare in taxi: il ristorante ve lo chiama volentieri e non vi svenate.

🥐 Grand Hotel Kempinski: eleganza, terrazze e dolci tentazioni

Infine, il Kempinski. Quando arrivate davanti a questa struttura elegante, guardate a destra: l'ingresso è nella parte moderna, tutta vetri.
A sinistra dell'entrata c'è una pasticceria con terrazza, perfetta per un dolce o un caffè con vista.
Se salite le scale interne, trovate un bar raffinato e, dall'altro lato, il ristorante Fleur de sel.
Ognuno ha la sua terrazza, ognuno ha il suo stile, e tutti hanno quel tocco di eleganza che rende piacevole anche solo sedersi e guardare il mare.

🧂 Saline di Sicciole: dove il tempo rallenta e il sale racconta storie

Le Saline di Sicciole sono uno di quei posti che ti fanno pensare: "Ah, quindi la pace esiste davvero". Qui il paesaggio è un mosaico di acqua, cielo e silenzio, con quella luce che solo le zone umide sanno regalare. È un luogo dove passato e presente convivono senza litigare: la tradizionale raccolta manuale del sale continua ancora oggi, come una piccola magia quotidiana che resiste al tempo .

Puoi esplorare il parco a piedi, in bicicletta, oppure unirti a una visita guidata se vuoi scoprire tutti i segreti della produzione del sale e della vita dei salinari — quelle storie che rendono questo posto più di un semplice paesaggio: un patrimonio culturale vivo e prezioso .

🏰 Escursione alle Grotte di Postumia e al Castello di Predjama

A solo un'ora d'auto da Portorose si possono raggiungere le grotte di Postumia, uno di quei posti che ti fanno dire "ok, la natura ha decisamente più fantasia di noi". Si scende nel cuore della terra a bordo di un trenino elettrico che sembra uscito da un parco divertimenti anni '80, ma fidati: è parte del fascino. Poi si prosegue a piedi, tra stalattiti, stalagmiti e sale gigantesche che sembrano cattedrali scolpite dall'acqua. Ti racconterò di più in un altro blog, in viaggio tra Slovenia e Croazia. A pochi chilometri dalle grotte, Predjama appare all'improvviso come una scena cinematografica: un castello letteralmente incastrato nella montagna. Non "vicino alla montagna". Non "costruito ai piedi della montagna". Dentro la montagna. È il tipo di architettura che ti fa pensare che nel Medioevo avessero più coraggio (o più tempo libero) di noi.

🍽️ Cosa mangiare a Portorose

La cucina slovena della costa è un mix irresistibile di tradizione mediterranea, tocchi istriani e qualche sorpresa che non ti aspetti.

🐟 Pesce fresco, sempre e comunque

Qui il pesce non è “di giornata”: è di adesso. Nei ristoranti più autentici — come la Primorka, che sfoggia con orgoglio il suo fascino da “vecchia Jugoslavia” — trovi branzini, orate, calamari e sardoni cucinati con quella semplicità che funziona sempre: griglia, olio buono, limone, e via.
E sì, i camerieri sembrano usciti da un film degli anni ’80, ma sono rapidi e professionali come solo chi fa questo mestiere da una vita

🥓Il Prut: il prosciutto carsico che profuma di ginepro

Se vuoi provare qualcosa di davvero locale, ordina il Prut, il prosciutto del Carso.
Ha un profumo inconfondibile di ginepro, una sapidità decisa e quella consistenza che ti fa venire voglia di ordinare un altro tagliere “per sicurezza”.
Di solito viene servito insieme al tipico aperitivo Ganje, una grappa aromatizzata con ciliegie, ginepro e prugne

🍲 Il brodet: la zuppa che vale un viaggio

Il brodet è una di quelle zuppe che non si limitano a essere “buone”: sono un’esperienza.
Dentro ci trovi un mix di pesci e frutti di mare che sembra scelto da qualcuno che conosce bene il mare e ancora meglio la pentola.
Il risultato è un brodo ricco, profondo, che profuma di Adriatico. È il classico piatto che arriva fumante, tu lo guardi, lui ti guarda, e capisci subito che andrete d’accordo.

🐟 Sardele in savor: la magia dell’attesa

E poi ci sono le sardele in savor, che sono un po’ come quelle persone che sembrano semplici, ma poi scopri che hanno un carattere incredibile.

La preparazione è un piccolo rituale:
– le sardine vengono immerse nell’olio bollente da mani esperte, diventando croccanti fuori e morbide dentro;
– l’olio rimasto, che ormai è un concentrato di sapori, viene usato per friggere cipolle e aglio; – si aggiungono alloro e rosmarino, si sfuma con aceto e vino, e si crea una sorta di pozione magica;
– questa meraviglia viene versata sulle sardine fritte, che poi riposano in frigo per qualche ora.

Il risultato? Un piatto che ti conquista con un equilibrio perfetto tra dolce, acido, aromatico e croccante.

🍩 Fritule e crostoli: i dolci che mettono tutti d’accordo

A Portorose succede una cosa curiosa: anche dopo un pranzo abbondante — di quelli che ti fanno pensare “ok, stasera solo un’insalata” — c’è sempre un angolino dello stomaco che si illumina quando compaiono le fritule. Sono piccole, rotonde, fritte e irresistibilmente croccanti. Spolverate di zucchero a velo, sembrano fatte apposta per essere mangiate “solo una” e poi, inevitabilmente, “vabbè, anche la seconda”. E poi ci sono i crostoli, che qui hanno un’aura quasi festiva anche quando non è Carnevale. Friabili, leggeri, croccanti al punto giusto, sono quei dolci che ti fanno pensare che la vita, in fondo, sia fatta di piccole gioie zuccherate. La gente del posto ha una teoria molto semplice: “Quando ti metti le crostole in bocca, appare un sorriso sulla bocca.” E, onestamente, non serve un grande studio scientifico per confermarlo: basta provarli.

📚 I libri e Portorose

La costa istriana — Pirano, Portorose, Isola, Trieste che sbircia da vicino — è uno di quei posti che la letteratura ama: ventosa, salata, un po’ malinconica e un po’ brillante. Perfetta per entrare nel mood del viaggio già dal divano di casa. Ecco alcuni romanzi che ti portano lì, tra vicoli stretti, mare che cambia colore e storie che profumano di Adriatico.

La figlia della fortuna – Pino Roveredo

Non è ambientato solo a Pirano, ma l’Istria è una presenza costante: vento, pietra, mare, e quella malinconia luminosa che solo questa costa sa dare. Roveredo ha la capacità di farti sentire lì, seduta su un muretto a guardare le onde mentre qualcuno ti racconta una storia che non sai se è vera o inventata.

Il mare non bagna Napoli… ma bagna Pirano – Fulvio Tomizza

Tomizza è il grande narratore dell’Istria. Molti suoi romanzi sono ambientati tra Pirano, Umago, Trieste, e quel mondo di frontiera che cambia lingua a ogni curva.
Il suo stile è limpido, nostalgico, e perfetto per entrare nel ritmo lento della costa.
Consiglio: qualsiasi cosa di Tomizza è un biglietto d’ingresso nell’Istria autentica.

Il mare di Pirano – Boris Pahor

Pahor è un gigante della letteratura slovena, e Pirano è spesso sullo sfondo delle sue pagine.
Non aspettarti una storia leggera: Pahor è intenso, profondo, ma sa descrivere il mare come pochi altri.
Perfetto per chi ama i libri che lasciano un segno.

Trieste sottosopra – Mauro Covacich

Trieste è la porta d’ingresso dell’Istria, e Covacich la racconta con un’ironia tagliente e affettuosa. Non è un romanzo, ma è un libro che ti fa capire il carattere della gente di mare e di confine. Leggendolo, Pirano e Portorose diventano improvvisamente più familiari.

🎬 Portorose al cinema

Pirano, Portorose, Isola, Trieste che sbircia da vicino… sono scenari che sembrano già pronti per un film, basta accendere la telecamera. Non sono molti comunque i film ambientati qua.

La grande strada azzurra di Gillo Pontecorvo (1957)
Una storia di pescatori ambientata in Sardegna… ma girata interamente tra Rovigno e Pirano. È il debutto di Pontecorvo nel lungometraggio, e già qui si capisce che il regista aveva un debole per i luoghi che sanno raccontare più di quanto mostrano. La costa istriana diventa il palcoscenico perfetto: mare, vento, barche e quella luce che sembra fatta apposta per il bianco e nero.

La ragazza della salina di František Čap (1957)
Marcello Mastroianni, ogni mattina, veniva prelevato dal suo albergo a Trieste e portato oltre confine, sul set tra Pirano, Isola e le saline di Sicciole.
Immaginalo: caffè in mano, occhiali da sole, e un autista che lo scarrozza tra saline e porticcioli. Il film è una coproduzione italo‑tedesca‑jugoslava, e la costa istriana è la vera protagonista silenziosa.

La croce di ferro di Sam Peckinpah (1977)
Peckinpah non era famoso per la delicatezza, e infatti durante le riprese “mise letteralmente a ferro e fuoco l’intera penisola istriana”. Il film, ambientato durante la Seconda guerra mondiale, sfrutta Portorose e altre location istriane per creare un’atmosfera dura, sporca, tesa — proprio come piaceva al regista americano. Un pezzo di Hollywood rissoso in mezzo all’Adriatico.

Dear My Friends - Serie TV coreana (2016)
Oggi Pirano è diventata una meta amatissima dalle produzioni coreane.
Questa serie neoromantica utilizza calli, campielli, chiese, giardini, litorali e interni assolati della cittadina come fossero un set naturale.
Capita spesso di arrivare a Pirano per una vacanza tranquilla e ritrovarsi circondati da troupe, telecamere e megastar della TV coreana. Un po’ spaesante, un po’ divertente, molto istriano.

Fräulein Doktor di Alberto Lattuada (1969)
Prodotto da Dino De Laurentiis, questo film epico ambientato durante la Prima guerra mondiale include scene girate nella piazza di Pirano.
Un mix di storia, spionaggio e atmosfere da grande produzione internazionale.

I guerrieri di Clint Eastwood (1970)
Girato tra Rovigno e la costa istriana, I guerrieri porta l’inconfondibile sguardo di Eastwood in un paesaggio che sembra fatto apposta per le sue storie di uomini duri e orizzonti infiniti.
La luce dell’Adriatico sostituisce quella del West, ma il risultato è lo stesso: silenzi, tensione e un mare che diventa parte della trama.